[A-B]
- [C-G] - [I
-O] - [P-Z]
Martina
Caniparoli (Oli)
Sono nata 26 anni fa. Mi sono laureata nell’estate
2006 in Cinema e Immagine Elettronica con una prova
finale intitolata “Lo Spazio Azzurro”, una
videointervista a Paolo Rosa sul tema dello spazio nelle
opere di Studio Azzurro. Nel 2006 ho partecipato a due
mostre collettive.
Per BAU n.2:
“La guerra è nella mia testa”,
fotografia su acetato
Per Bau n. 3 “Abbandono
numero due”, fotografia analogica in stampa
digitale su carta patinata |
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Walter Catalano
24-06-76 Viareggio, Cancro. Diplomato come dirigente
di Comunità, è iscritto alla Facoltà
di Psicologia di Firenze (indirizzo Clinico). Tra i fondatori
della rivista autoprodotta/aperiodica/egosintonica
Narrenschiff uscita in quattro numeri (dallo 0 al
3). Si interessa di recitazione, sperimentazioni vocali,
cinema, musica e culture visuali.
Contatti: c.p. 114, 55048 Torre del Lago (Lu) Cell. 3201705049
cineschizofonopsycho@infinito.it ; waltercatalano76@hotmail.com
Per BAU n.1:
“Rielaborazione sognata di un sogno”,
nella cartella “Narreschiff”, edizione speciale
contente cinque opere di altrettanti autori (vedi E. Marracci,
G. Mencarini, M. Pampaloni, S. Pocci). |
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Sergio
Cena
Sergio, Bruno, Vittorio Cena-Scanavino ebbe i natali
in Torino il 5 aprile 1948 per la gioia e la perplessità
di tutto il genere umano. Interessato alle arti visuali
sin dagli anni ’60, dal 1973 si occupa di poesia
concreta e fonetica. Un itinerario che si riassume in
una ottantina di esposizioni di gruppo e personali.
Come organizzatore, con Arrigo Lora Totino pubblica
l’antologia Futura (Cramps Records, Milano), sette
dischi che ripercorrono la storia della poesia fonetica
dai suoi inizi agli anni ’70. Ha fatto parte del
gruppo “Il Dolce Stil Suono”, con A. Contò,
G. Fontana, M. Graffi, G. Niccolai, A. Spatola e altri.
Ha fondato i gruppi “Ex Novo” con C. Bertola,
P. Porta e A. Vivacchio e “Bild Gedicht”
con A. Lora Totino e S. Ciliberto. Nel 1994 si trasferisce
in Francia, dove ha fondato e cura Ad Hoc, antologia
di poesia visuale e dintorni. Ha pubblicato nel 1990
per i tipi delle edizioni La Bilance (Sauveterre du
Gard), D’Errances in collaborazione con Gèrard
Pierre Ernest; nel 1993 per i tipi di Sapiens, Milano,
Gazzetta di Gazzarre - Gazzarra di Gazzette, opera in
versi e prosa in collaborazione con A. Lora Totino.
Nel 2002 per Riccardi (Napoli) pubblica la raccolta
di racconti Hypokritaletheiomachie; sempre nel 2002
si fa promotore del manifesto “Dasein Projekt”
in cui si propone una visione rinnovatrice ed etica
della poesia visuale. Per il resto, all’insegna
di un sano e civile edonismo, ozia, conversa, ama le
donne sensuali e si dedica alla buona cucina. Alcuni
esegeti vedono in lui la personificazione divina ma
sbagliano, essendo a nostro giudizio molto di più,
oppure sbagliamo noi, ma così è.
Per Bau n. 3 “Fatto
il…”, cronologia amanuense
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Lele Cerri
Viareggino classe 1947, nel 1969 si trasferisce a
Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti
diplomandosi in scenografia nel 1974. Accantonata subito
l’idea di una carriera da scenografo, dipinge
e scolpisce senza però partecipare a rassegne
o mostre se non quelle nell’ambito strettamente
interaccademico romano. Per tutti gli anni ’70
fa parte degli organici del teatro Alberico,
una delle sedi principali dell’Avanguardia teatrale
romana di quel tempo, militando come attore e autore
nel Patagruppo, nel Gruppo Odradek
con Rosa di Lucia, tra gli altri, e partecipando alle
attività di Leo De Berardinis e Perla Peragallo.
Verso la fine di quel decennio entra a far parte del
teatro ufficiale nelle compagnie di Tino Buazzelli,
Renzo Giovampietro, Paolo Poli, e il Teatro Stabile
di Torino per il quale prende parte a “La
Guerra” di Goldoni per la regia di F.Liberovici
e Mario Missiroli.
Nel 1983 si trasferisce a Milano dove inizia la sua
attività di conduttore e autore di programmi
radio e di canzoni. Scrive una ventina di canzoni incise
da Mina. Nell’87, inizia la sua collaborazione
di dodici anni con la RAI come autore di un programma
radio condotto da Mina.
Alla fine degli anni ’90 decide di presentare
in alcune personali i suoi lavori di scultura e di pittura
e prende parte ad alcune collettive con sue installazioni.
Per BAU n.0:
unfazzolettodimarktobeylelecerrimoda una parafrasi
Per BAU n.1:
"Dadi", vido-opera su dischetto |
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Chiara Chelotti
È nata a Pietrasanta nel 1973.
Studi in Lettere e Filosofia. Collaborazioni con Flash
Art e Vogue Uomo.
Critica d'arte contemporanea, ha curato mostre quali
Aperto Italiano, Flash Art Museum, Trevi 1997;
On/Off, Galleria La Corte Arte Contemporanea, Firenze
1999; Sopranatura, Galleria C'arte d'identità,
Pietrasanta, 2002.
Vive a Viareggio.
Per BAU n.2: Senza
titolo, foto (recto, vedi A. Volpe) e riflessione
teorica (verso) plastificati in A4 |
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Giuseppe
Chiari
Nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria,
nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel
1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda
l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano
Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno.
Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e
interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione
di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi
e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi.
Nel '63 viene eseguito a New York il suo lavoro "Teatrino"
all'interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte
Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo
70, poesia concreta, per la parte musicale. Pubblica il
libro Musica senza contrappunto nel '69 e Senza Titolo
nel '71. Nel 1970 smette di comporre ed inizia una intensa
attività di concerti, performances, conferenze
che lo portano, fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi,
Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York. La sua attività
come artista visivo lo porta ad essere considerato l'artista
Fluxus italiano più importante in campo internazionale.
Muore a Firenze nel maggio del 2007.
Per BAU n. 4/5: Aforisma
su fotocopia con dedica a Tommaso Tozzi (che BAU ringrazia
per il tributo all'amico e maestro scomparso).
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Piermario
Ciani
È nato il 19 Giugno 1951 a Bertiolo (Ud). Ha
realizzato immagini con procedimenti manuali, fotochimici,
elettrostatici e digitali. Pubblica ed espone le sue
opere dal 1976: prima dipinti, poi fotografie, xerografie,
mail-art, installazioni multimedia e adesivi. Predilige
i supporti cartacei ma spesso le sue opere sono immateriali
e si percepiscono ai confini tra la telepatica e la
telematica. Sue immagini fotografiche sono state pubblicate
su: Photo, Fotografare, Reflex, ecc., e sui
libri Storia e tecnica della fotografia, Storia
della fotografia italiana, On the rock, ecc. Dal
1980 è attivo nel network dell'arte postale,
producendo francobolli, cartoline, collages, e partecipando
a centinaia di progetti e mostre in ogni parte del mondo.
Ha ideato e coordinato le attività multimedia
di Trax (1981-87), un progetto a cui hanno collaborato
oltre 500 artisti di diverse nazionalità. Dal
1986 utilizza il computer per realizzare immagini digitali,
performance e installazioni (Pordenone, Modena, Umbertide,
Graz, Linz, Wroklaw, Arnhem, ecc.) e come supporto per
le attività di graphic designer. Si occupa dell’immagine
delle Edizioni AAA di cui è titolare. L'attività
di progettista grafico è documentata su:
Design Journal, Linea Grafica, Business Card Graphics,
Brochure Design Forum, ecc. Nel 2001 ha dato vita
al progetto F.U.N. (Nazioni Unite Fantastiche).
dedicato a dimensioni parallele, in cui è stato
risucchiato nel luglio 2006.
Per BAU n.2:
“Make love stop war”, opera-oggetto,
gioco del 15 modificato e applicato su cartoncino
Per BAU n. 3 Autoritratto con nomi multipli, timbrato
sul retro con logo F.U.N. dall’archivio E.O.N.
Omaggio postumo di BAU all’autore, che aveva
contribuito a BAU 2 con il suo “gioco del 15”
in versione pacifista
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Cosimo
Cimino
Nato a Cefalù nel 1939, si diploma presso l'Istituto
d'arte di Palermo nel 1957 e dal 1962 vive e lavora
alla Spezia, dove nel 1968 è tra i fondatori
della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea.
Muovendosi in un'area vicino al concettuale, sviluppa
la sua ricerca su mezzi diversi spaziando dalla pittura
all'assemblaggio, dalla fotografia al librismo. La sua
poetica indaga la contrapposizione fra l'ordine e il
disordine come segno delle contraddizioni dell'uomo
e mira a rovesciare il processo pop, convertendo i residui
del consumo di massa in supporti per la realizzazione
di immagini d'impronta pittorica, per farne infine oggetto
di raffigurazione. Dal 1964 ad oggi ha tenuto più
di quaranta mostre personali e collettive in Italia
e all'estero. Fra le principali si ricordano: Galleria
Il Quadrato, Parma; Galleria Forum, Zagabria; Green
Path Museum, Colombo-Ceylon; Studio Gennai, Pisa; Galleria
Il Cortile, Bologna; Galleria Il Brandale, Savona; Galleria
Rotta e B2, Genova; Museo Villa Pacchiani, S. Croce
sull'Arno, Pisa; Verifica 8+1, Mestre; Galleria Etage,
Münster, Germania; Galleria Italiana, Londra; Galleria
Il Gabbiano, La Spezia; Carte d'artista al Castello
Belgioioso, Pagine e dintorni alla Galleria Civica di
Gallarate, Scacchiera alla Unimedia di Genova, Fronte
pagina al Salone del Libro al Lingotto di Torino. Nel
2007 è tra gli ideatori della rassegna Viaggio
nella Parola, Galleria “Il Gabbiano" e partecipa
alla mostra Camera 312 - promemoria per Pierre nell'ambito
della 52° Esposizione Internazionale d'Arte - La
Biennale di Venezia e alla V Biennale del Libro d'Artista
Città di Cassino.
Per BAU n. 4/5: Collage
mixed media su cartoncino |
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Teresa
Cinque
Nasce a Pietrasanta nel 1970.
Maturità artistica e laurea in Lettere all’Università
di Pisa con una tesi su cinema e video-arte. Frequenta
corsi e seminari di regia e montaggio video. Realizza
video documentari e di creazione tra i quali “Persone”
per la Regione Toscana presentato all’Università
di Padova. Scrive testi di varia natura tra cui, molto
sporadicamente, critica d’arte. Lavora con la
fotografia e con il disegno, produce Fake Furniture
e realizza progetti installativi con carta da parati,
carte varie e tessuti. Si dedica anche a piccoli esperimenti
di arte postale.
e-mail:
teresa.cinque @gmail.com
Per BAU n.2:
Disarmata, fotografia a colori e testo su cartoncino
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Kiddy Citny
Vive tra Berlino e Monaco di Baviera. Tra i protagonisti
del graffitismo berlinese, vive in pieno l'epopea del
Grande Muro, fino al suo abbattimento. Disegna centinaia
di metri quadri di muro ed è questa icona che
viene storicizzata dal regista Wim Wenders, nel 1987,
nel film Il cielo sopra Berlino. Con proverbiale rapidità,
essenzialità e sensibilità Citny dispiega
le sue simbologie e metafore di libertà, pace,
amore, comunanza, tenerezza, volontà, responsabilità.
Una antropologia gentile e fortemente espressiva che
tenacemente si distende su di un muro come quello di
Berlino, quintessenza della separatezza ed emblema fisico
della divisione tra i popoli. Ideatore di eventi e raduni
di grafit-art espone in gallerie attente alle espressioni
contemporanee e centri d'arte internazionali.
Per BAU n. 4/5: Stampa
digitale con volto e colori d'artista
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Cobàs
(Mario Carchini)
Nato nel 1959, dopo gli studi universitari si dedica
all’analisi della figura umana nel campo artistico.
Nel 1980 intervista il maestro Paul Delvaux per una
tesi sulla figura femminile nell’arte. Nel 1986
collabora con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani nel
film Good Morning Babilonia, girato in Toscana. Lavora
ad una ricerca pittorica, fotografica e video al cui
centro si collocano problemi di frammentazione e rielaborazione
dell’immagine, riferita all’analisi dell’inconscio
tramite i sogni. Sue opere figurano nelle seguenti raccolte
d’arte: Centro per l’Arte Contemporanea
“L. Pecci” Prato; Museo della Carta, Pescia;
Museo storico della Resistenza, Sant’Anna di Stazzema
(Lu); Fondazione Antonio Fineschi, Prato; Italiesk Kulturel
Forening, Hallsthammar (Svezia); Milano Film Festival,
Milano; Recycled Art Magazine, Haverthill, Massachusetts,
USA; Milan Art Center, Milano; Centro de Arte Moderno,
Quilmes, Buenos Aires, Argentina, ecc. Mostre selezionate:
Giovani Presenze nell’Arte Contemporanea, Seravezza;
Millennium 2000 Mail Art, Pistoia; Arte in Transito,
CIAS, Roma; Progetto Internazionale Arte Postale, Biblioteche
Pubbliche Comunali, Milano; Caro Giorgio, Omaggio a
Giorgio Gaber, Libreria Bocca, Milano; International
Mail Art Project, Monna Lisa, Castel San Pietro Terme
(Bo). Contatti: mario.carchini@libero.it.
Per BAU n. 3 “E
interrompi il rapporto con il ciclo produttivo!!!”,
fotocopia performativa
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum
al futuro", elaborazione digitale. |
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Mario Commone
Nato nel 1964 alla Spezia, dove vive e lavora, è
laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
degli Studi di Genova. Ha rivolto i suoi interessi culturali
alla fotografia, al cinema, al video, alle arti visive,
e presta la sua collaborazione ad Enti pubblici ed Associazioni
culturali, per la realizzazione di mostre storiche ed
eventi culturali più strettamente contemporanei.
Ha collaborato e collabora, tra gli altri, con il Settore
Cultura e gli Archivi della Documentazione Fotografica
e Multimediale “Sergio Fregoso” del Comune
della Spezia; con il CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea
della Spezia; con l’Associazione “Pluritendenze
Itineranti”, costituita in Germania; con la “Fondazione
Zappettini per l’Arte Contemporanea” di
Chiavari (Ge); è tra i fondatori del gruppo curaturiale
“ognitanto”. Fa parte della Galleria “Il
Gabbiano” - Arte Contemporanea della Spezia. Si
interessa nelle sue realizzazioni artistiche al rapporto
analitico tra idea, esecuzione ed opera, inteso come
valore astratto di ricerca linguistica. Ha partecipato
a numerose mostre organizzate da Enti pubblici, Associazioni
e Gallerie private, in Italia e all’estero.
Per BAU 4/5: "Foglie
2007", stampa fotografica digitale su carta
fotografica lucida: serie di foto che ritraggono le
impronte delle foglie sull’asfalto quando vengono
spruzzate le linee di segnalazione delle strade, impronta
in negativo sul finire della loro esistenza. |
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Carlo Marcello
Conti
Poeta, artista visivo, editore (insieme alla compagna
di vita e di poesia Franca Campanotto) da decenni opera
nel mondo artistico e culturale italiano. Della sua
acuta e vibrante ricerca hanno scritto, tra gli altri,
Filiberto Menna, Mirella Bentivoglio, Eugenio Miccini,
Lamberto Pignotti. Dagli anni Sessanta pubblica Rifili
(1969), Piratello (1977), Eccetera (1977-78), Inseguendo
la parola, (1979), If you have a way with words (1987),
Some of the words (1987), Lo spessore della carta (1986-2002).
Il suo sogno di una poesia totale è incentrato
su tutto ciò che c’è prima, durante
e dopo la tipografia, la fotocomposizione, la camera
oscura, il libro inteso come prodotto fisico, artigianale
e d’artista, i rifili di carta, l’inchiostro,
i piombi e le lastre tipografiche. Ha partecipato alle
più importanti mostre, riviste e antologie di
poesia visiva e multimediale.
Per BAU n. 4/5: Collage
verbovisivo. |
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Lido Contemori
Negli anni ’80 inizia a collaborare con vari
giornali e riviste: Linus, Guerin Sportivo, Radiocorriere
TV, Gazzetta dello Sport. Nel 1980 comincia a pubblicare
sul Satyricon, inserto settimanale de La Repubblica.
Dopo dieci anni di Satyricon, sempre su Repubblica,
è la volta di Mercurio, inserto culturale e poi
delle illustrazioni per il Venerdi e per le pagine regionali
del giornale. Ha all’attivo una decina di anni
di disegni per il quotidiano ligure Il Secolo XIX. Negli
anni ’90 collabora con la trasmissione TV Galagoal
di TMC, con Vivimilano del Corriere della Sera e con
l’edizione italiana di Playboy. Più recentemente
i suoi lavori appaiono anche su alcuni quotidiani del
gruppo Espresso: Il Tirreno, Il Mattino di Padova, Il
Piccolo, sulla rivista letteraria Il Caffè Illustrato,
sul mensile Andersen che si occupa di editoria per ragazzi
e su Betel, mensile di tecnologia e comunicazione. Ha
illustrato libri per Feltrinelli, Guaraldi, Ponte alle
Grazie, Sempre, Atlas, Hoepli, Donzelli. Mostre in Europa,
USA, Canada e Giappone. Ha vinto il Premio Satira di
Forte dei Marmi nel 1998 e Eurohumor nel 2003.
Sito web: www.webalice.it/lidoconte
Per BAU n.3 Senza titolo,
vignetta satirica su carta colorata a mano
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Francesco
Conz
Nasce a Cittadella (Pd) nel 1935. Nel 1947 la famiglia
benestante, di origini austro-ungariche, si trasferisce
a Roma dove Francesco frequenta il Collegio Massimo.
Nel 1957 attraverso Padre Gemelli è iscritto
all’Università Cattolica di Milano. Nel
’59 lascia gli studi e si reca a Parigi dove frequenta
saltuariamente la Sorbona; fa vari mestieri tra i quali
il valletto presso il Duca di Windsor e Wally Simpson
in esilio in Francia. Nel 1961 si trasferisce a Londra.
L’anno successivo è in Germania e nel ’63
in Spagna all’Università di Santander.
Ritorna in Italia nel 1964; nel 1972 inizia a collezionare
arte e apre la Galleria d’Arte Moltiplicata a
Venezia. Fonda le Edizioni F. Conz. Sempre nel ’72
compie un viaggio a Berlino dove incontra Joe Jones,
Renè Block e Gunter Brus avviando contatti con
l’Azionismo Viennese, con il movimento Happening
e Fluxus e, indirettamente, con la Poesia Visiva. Contatti
che svilupperà per il resto della sua vita e
lo porteranno a diventare uno dei massimi protagonisti
del collezionismo e testimoni di queste espressioni
artistiche. Nel 1974 con Brus, Beate e Hermann Nitsch
si reca a New York dove incontra John Cage, George Maciunas,
Jonas Mekas. Ad Asolo ospita decine di artisti accumulando
una grande mole di materiale storico e dando vita ad
una serie di edizioni d’arte uniche e pubblicazioni.
Nel 1979 si trasferisce a Verona e nel 1983, in Vicolo
Quadrelli fonda l’Archivio F. Conz che raccoglie
una vasta documentazione fotografica ed artistica dei
massimi rappresentanti delle avanguardie degli anni
60-70-80. Dagli anni ’80 inizia la serie di importanti
donazioni dell’Archivio, come quelle al Queensland
Museum di Brisbane (Australia), al Museo di Arte Moderna
di Zagabria e al Museion di Bolzano. Nel 2003 a causa
di un grave incidente rimane paralizzato, malgrado ciò
riesce a continuare l’attività artistica.
Recentemente ad Asolo ha riunito Yoko Ono, Jon Hendricks,
Ben Patterson e Philip Corner. Nel 2007 ha organizzato
una importante mostra omaggio a Isidore Isou sul Lettrismo.
Per BAU n. 4/5:
Documento fotografico e intervista
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Philip Corner
Nato nel 1933, un pomeriggio della Pasqua Ebrea, nel
Bronx, NY, USA, allievo negli anni ’50 di Henry
Cowell e Oliver Messiaen, diventa negli anni ’60
uno dei principali protagonisti di Fluxus e delle avanguardie
artistiche newyorkesi. Tra le collaborazioni di quegli
anni si ricordano quelle con George Maciunas, Ben Petterson,
La Monte Young, Yoko Ono e John Cage. Pioniere di una
forma di contaminazione non superficiale tra le culture
musicali europee, asiatiche e americane, è stato
ugualmente attivo, negli ultimi cinquant’anni, nel
campo della musica (come compositore, interprete ed improvvisatore)
e delle arti visive. Autore estremamente prolifico, alterna
attualmente la composizione di nuovi lavori alla revisione
di sue opere degli anni ’60, oggi estremamente attuali
per l’equilibrio tra pensiero compositivo e libertà
degli esecutori-improvvisatori. L’interesse di tutta
la vita nei confronti sia dello spirito sia del corpo
lo ha condotto verso improvvisazioni meditative e di azione;
molti lavori con danzatrici, dei quali i più recenti
con Phoebe Neville, ora sua moglie. Tra le recenti esperienze
si annovera l’Orchestra Xenarmonica nata per iniziativa
di Dario Lo Cicero, all’interno di due progetti
da lui promossi al Conservatorio di Palermo, dedicati
all’improvvisazione e alla microtonalità.
Il nome si ispira alla storica rivista “microtonalista”
Xenarmonicum. Dopo l’esordio al Festival internazionale
Living Theatre - I labirinti dell’immaginario di
Napoli, l’incisione discografica dell’ultima
sinfonia di Hermann Nitsch e la partecipazione in Austria
all’ultima azione di teatro musicale dello stesso
Nitsch, l’orchestra suona per la prima volta a Palermo.
Per BAU n. 3 “Frammento
di realtà”, timbri e tracce organiche
su salvietta di carta.
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Gloria Corsini
PataStomatologa dell’Ordine “Terzo Molare
del Gagno”. Cura, corazzata di prescritta uniforme
verde, in excelsi’s Gloria le bocche sospiranti
del diPE (dipartimento ‘Patafisico Etrusco). Corsini
ama la cioccolata Fon-Dente. Azioni a cui ha partecipato:
Serravalle Pistiese, “Para dosso…stare sul…”;
Viterbo, “Porta di passo radi”; Firenze, “L’acqua
è”; Rosignano M.mo, “Messa patafisica”;
“S. Gimignano, “ Gorée_erGo è”;
Napoli, I° Raduno Patafisico Partenopeo “O Svaporatore”.
Per BAU n. 4/5: "Ridi
con i Santini Del Prete in excelsi’s Gloria”,
stampa fotografica con interventi, in collaborazione con
Eraldo Ridi e I Santini Del Prete.
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Valeria
Cumini
(Và) nasce d’autunno al nord alla fine
dei settanta si sposta al centro est poi al centro ovest
studia arte da anni scrive dalle elementari lavori vari
ora nel campo grafico si occupa di critica e organizza
esposizioni contemporanee canta in un gruppo di musica
popolare ama nuotare correre col cane più bello
del mondo le pale d’altare il caffè macchiato
in tazza grande.
Per BAU n.1:
“In fase rem prova pollo”, pieghevole
foto-testuale.
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G. Luca
Cupisti
Nato a Viareggio in una notte di piena estate, vaga,
da oltre mezzo secolo, per i territori dell'arte e lungo
le sconfinate praterie della poesia. In mezzo come si
sa, c'è sempre il mare, che nel suo flusso incessante
prende e restituisce tutto ciò che viene trasformato:
...le idee ...i pensieri ...i manufatti ...il sentimento
che si tocca e viene elargito al mondo, in un sussurrare
di onde...
Per informazioni: G.Luca Cupisti, via S.Andrea 206,
55049 Viareggio, Lu ; tel. 0584 49140 - 328 3541366
; e-mail giovanniluca.cupisti@fastwebnet.it
Per BAU n.0:
“P.D.A.” (Prova D’Amore), xilografia
su cartoncino fustellato.
Per BAU n.1:
“L’intrecciatore”, video ideato
e realizzato in collaborazione con A. Serafini (vedi).
Per BAU n.2:
“Amata in corpo diciassette”, antologia
poetica con testi e cd audio in cartella A5 con copertina
tirata a mano
Per BAU n. 3 “Bau”,
video animazione, durata 2’ 45”.
Per BAU n. 4/5: "Il
volo/il canto", video in dvd su cartoncino
con timbri. |
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Daniel
Daligand
Nato nel 1942 a Lyon in Francia, è poeta e
artista postale dal 1967. Conosciuto anche come Lafcadio
Mortimer - pittore e scrittore - che inventò
la “topolinologia” e scoprì il “triscèle”.
Vedi il sito (in francese) http://monsite.orange.fr/daligan-17.
Per BAU n. 4/5: "Fluxus",
stampa digitale. |
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Caterina
Davinio
Tra i pionieri dell’arte digitale italiana e
della computer poesia dal 1990, della net art / poetry
dal 1998. Il suo lavoro è stato presentato in
mostre e convegni in tutto il mondo, più volte
alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato: Color Color
(romanzo, Campanotto, 1998), Tecnopoesia e realtà
virtuali (saggio, italiano/inglese, Sometti 2002, prefazione
di Eugenio Miccini), articoli, poesie, poesie visive,
lavori digitali in antologie e riviste internazionali.
Realizza videopoesia, videoarte, poesia visiva digitale,
computer art, eventi performativi e net-poesia on line.
Per saperne di più: http://xoomer.alice.it/cprezi/caterinadav.html
Per BAU n. 3 Senza titolo,
tecnopoesie in stampa digitale.
Per BAU 4/5: "Nature
Obscure", fotogramma da video. |
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Jakob De
Chirico
Nato a Innsbruck nel 1943. Ha frequentato la Kunstschule
St. Ulrich, Kunstakademie di Monaco di Baviera. A partire
dal 1965 ha esposto in numerose mostre internazionali,
tra cui: Performance Bayerische Versicherungskammer
- Monaco di Baviera (1971); Galleria Bevilacqua La Masa
- Venezia, Palais Pallfy - Vienna (1981); Pinocchio
nel paese degli artisti, Venezia, Torino, Prato, Parigi
(1982); Kaufhaus Kunst - Monaco di Baviera (1985); Arte
Sella Borgo Valsugana (1986); Dokumenta K 18, Kassel
als Kraftzellen (1987); Dolo r miten, Galerie Heike
Curtze - Vienna (1988); Ressource Kunst, Berlin, Monaco,
Budapest (1989); Casa Malaparte, Capri (1992); Dadaismo,
Palazzo Forti, Verona (1997); Gläser, Museo Casa
Bianca, Malo (1999); Leonardo in Aktion & Poetry,
Vinci (2001); 51. Europäische Wochen Passau - Koster
Aldersbach (2001); Kissen zum Träumen - WhiteBox,
Monaco (2004); Artothek - Monaco (2005); Primo Piano,
Museo Pecci - Prato (2006).
Per BAU n. 3 Senza titolo,
collage, serigrafia e mixed media su carta e plexiglas
Per BAU n. 4/5: "O'
pesce 'm mano", grafica su carta da acquerello
con pesce.
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Paolo Della
Bella
Nato a Fiesole nel 1944, in questi anni ha operato
con il Gruppo Stanza, fondato insieme a Berlinghiero
Buonarroti e Graziano Braschi nel 1967; è tra
i fondatori nel 1971 della rivista Ca Balà; ha
pubblicato il libro Cronologie, poesie 1967-1974; progettato,
ideato e stampato “libri-oggetto” a tiratura
limitata come Sorrisi,1992 e Bugie vere, 1994; venti
anni di foto a Fiesole sono in Archivio Comunale; ha
copiato e interpretato la Phitognomonica (1583) di Giovan
Battista della Porta; commentato discusso e scritto
con Paolo Albani, opere come Forse Queneau. Enciclopedia
delle scienze anomale, 1999 e Mirabilia, catalogo ragionato
di libri introvabili, 2003, per la casa editrice Zanichelli.
Tra le mostre: Un sogno fatto alla presenza della ragione,
Parlamento Europeo di Strasburgo, 1999; Io sono Don
Chisciotte, per fortuna, Galleria La Bottega & Biblioteca
Classense, Ravenna, 2004; Il mondo festeggiante, Stefano
della Bella & Paolo della Bella XVII-XXI secolo,
Consiglio Regionale della Toscana in collaborazione
con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze
2006. Sempre nel 2006 è uscito per le edizioni
BORA di Bologna, il volume-catalogo Sogni arretrati
a cura di Laura Corti, che raccoglie il “complesso
e labirintico percorso artistico di Paolo della Bella,
lungo 40 anni”.
Contatto: db@paolo.dellabella.name
Per BAU n. 3 “Rien
ne va plus”, stampa laser a colori.
Per BAU n. 4/5:
Stampa digitale interventata con inchiostro rosso.
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David Dellafiora
È un operatore culturale la cui pratica indaga
i temi della dualità e dell’inconscio in
uno stato di rivolta. Il suo lavoro prende una varietà
di forme, tra cui installazioni, arte pubblica, multipli
e libri d’artista. Ha sviluppato il progetto “Boundless
Book” per un programma educativo per adulti della
città di Geelong in Australia, dove risiede,
e curato le edizioni di comunità Open Hand Press
(assieme al poeta visivo e filmmaker Pete Spence). David
ha coordinato esposizioni a Platform, Warrnambool Art
Gallery, Kings Lynne Gallery, Art Angel, FRONT e HUB
Gallery. Egli è anche il coordinatore di un circuito
neo-Fluxus, Field Study, che produce varie pubblicazioni
ad assemblaggio, quali Field Report, WIPE, ReSite e
KART. Sue pubblicazioni sono ospitate in numerose collezioni
internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New
York, la Tate Britain e il Victoria & Albert Museum
di Londra e il Sackner Archive of Concrete & Visual
Poetry di Miami Beach.
email:fluxusstudy@hotmail.com
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum!",
acrostico in stampa digitale con intervento. |
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Chiara
Diamantini
Nasce nel 1949 a Senigallia dove risiede. Diplomata
presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, inizia
nel ’72 le sue sperimentazioni tra linguaggio
e immagine affidate a pannelli parietali e libri-oggetto.
Ha tenuto mostre personali in gallerie pubbliche e private,
la più recente nel 2006 nel Salone Monumentale
della Biblioteca Casanatense a Roma. Ha partecipato
a numerose collettive nazionali e internazionali presso:
Istituto Italiano di cultura a Tokyo nel ’76;
Biennale di Venezia ’78; Columbia University,
NY ’79; Biennale di Parigi ’80; Biennale
di San Paolo del Brasile ’81 e’94; XI Quadriennale
di Roma ’86; Museum of Modern Art NY ’92;
Museo Guggenheim Venezia ’94; Museo L. Pecci Prato
2000; The National Museum of Women in the Arts Washington
’01, ’02; Museo Bargellini Pieve di Cento
’05; Biblioteca San Giorgio Pistoia ’07.
Per BAU n. 4/5: Da "Lettera
a Milena" di Kafka, stampa e grafite su cartoncino. |
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Giampaolo
Di Cocco
Nasce a Firenze nel 1947, è artista ed architetto,
scrittore e giornalista, vive tra Firenze e Berlino.
Si è orientato sempre più verso l’integrazione
arte-architettura, producendo numerose opere d’arte
di dimensione ambientale collocate permanentemente in
Francia, Danimarca, Germania, Italia. Attratto dai temi
dei Grandi Naufragi e da quello degli Animali Morenti,
Di Cocco mette in relazione la forma organica e quella
inorganica, costruendo installazioni spaziali che si
avvalgono anche di sofisticate tecnologie, di grande
impatto emotivo. Sin dai primi anni ’70 è
stato un animatore e organizzatore di eventi in Firenze,
sia nell’ambito dell’architettura che delle
arti visive, del cinema sperimentale, di riviste d’artista
tra le quali è da ricordare Abaco.
Hanno scritto di lui tra gli altri Gillo Dorfles, Giuseppe
Pontiggia, Omar Calabrese, Pierre Restany, David Galloway,
Ursula Prinz, Wolfgang Becker. Tra i testi pubblicati
ricordiamo Spazi colorati in Occidente ed Il galateo
dell’artista principiante. È di prossima
pubblicazione il libro Il Carnevale Mysteria isiaci
e bigie cattoliche.
Per contatti: giampaolo.dicocco@tiscali.it
Per BAU n. 3 “Partenogenesi
2006”, foto in bianco e nero in collaborazione
con Antonella Mercati e Stefania Puntaroli.
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Giorgio
Di Genova
È nato a Roma nel 1933. Laureato in Lettere
(Storia dell’Arte), ha insegnato lettere e dal
1979 Storia dell’Arte nelle Accademie di Belle
Arti di Catania, Napoli e Roma. Nel 1953 ha pubblicato
a Milano una raccolta di racconti. Dal 1961 svolge intensa
attività come critico, saggista, collaborando
a diversi quotidiani e riviste, conferenziere, ideatore
e curatore di mostre di pittura, scultura, grafica,
di arte sacra, di arte fantastica, di Narciso Arte,
ecc. Nel 1965 ha fondato il trimestrale Terzo Occhio
(Bora, Bologna). Nel 1975 ha curato il XXII Fiorino
di Firenze. Dal 1980 al 1985 ha curato le Biennali Nazionali
di Arte Contemporanea di Rieti. Nel 1984 è stato
commissario alla XLI Biennale di Venezia. Nel 1988 è
stato commissario della sezione italiana al II International
Festival of Art di Bagdad. Dal 1996 al 1999 è
stato direttore artistico del Palazzo Mediceo di Seravezza
(Lu), dove tra l’altro ha curato la contestatissima
mostra L’uomo della Provvidenza; iconografia del
Duce 1923-1945 e dal 1999 al 2006 del Museo d’Arte
delle Generazioni Italiane del ‘900 di Pieve di
Cento (Bo), ordinato in sale generazionali sull’esempio
della sua Storia dell’Arte Italiana del ‘900,
di cui dal 1990 sono pubblicati 7 tomi (l’ottavo,
Generazioni anni Quaranta, I tomo, è in corso
di stampa). È autore di diverse monografie (Cagli,
Moreni, A. Bueno, Finotti, Bergonzoni, V. Venturi, Guasti
ecc.), nonché di quelle sul Gruppo Aniconismo
Dialettico, da lui fondato nel 1997 e sul Collettivo
“Il Moro” di Firenze.
Per contatti: gidige@libero.it
Per BAU n. 3 “Dall’album
delle istantanee”, testo diaristico
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Lino Di
Lallo
Nato a Rotello (Cb) nel 1946. Scrittore e artista
visivo, vive e lavora a Firenze, dove si è laureato
in architettura con Eugenio Battisti. Ha pubblicato
due raccolte di poesie (El Gabatt, Bergamo 1980 e 1987),
e Quo lapis? Inventare una scuola colorata (Einaudi,
1994). E’ stato redattore di Lotta Poetica e condirettore
di Tèchne (Nuova Serie). Collabora a Il Caffè
Illustrato. Negli anni Ottanta ha organizzato varie
edizioni del Festival di Poesia Multimediale, con il
gruppo Ottovolante.
Per BAU n. 4/5: "Il
numero 150 ripassato centocinquanta volte",
grafica con Penny Tripolus Gel-Liner Staedtler.
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Gabriele
Dini
Nasce a Viareggio nel 1985. Diplomato all'istituto
d'arte A. Passaglia di Lucca frequenta poi il dipartimento
di "Nuove Tecnologie dell'Arte" presso l'Accademia
di Belle Arti di Carrara. Si interessa di analogie strutturali
tra cervello e softweare, connessionismo e reti neurali,
e al rapporto che lega i processi analogici ai processi
digitali. Attratto dai mezzi di comunicazione di massa
sviluppatisi posteriormente alla nascita dell'informatica
e in correlazione ad essa, realizza installazioni e
video-installazioni. Nel 2005 espone a Viareggio dopo
aver vinto un concorso organizzato e finanziato dalla
provincia di Lucca. Vince il premio come miglior giovane
nel concorso organizzato dalla associazione culturale
Valleriana. Nel 2007 espone a Carrara e a Firenze presso
la Fortezza da Basso con la videoinstallazione "Cadmo".
Risiede a Viareggio (Lu) in via Tirana 36.
Per BAU n. 4/5: "Cadmo
2007", libro-oggetto in busta con pigmento
in rame e tessera magnetica. |
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Marcello
Diotallevi
Nasce il 24 aprile a Fano dove risiede dal ’74.
Vive per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha
esercitato la sua attività di restauratore presso
il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in
quegli anni la sua attività artistica come pittore
prima, poi come scultore nei primi anni ’70, quindi
si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Dalla
fine degli anni ’70 iniziano le sue incursioni
nella Mail Art, nella Poesia Visiva e nell'ambito delle
installazioni. In oltre trent’anni di attività
ha collaborato a libri e riviste nazionali e internazionali.
Numerose le mostre collettive e personali in Italia
e all’estero. Fa parte del gruppo di intervento
artistico ”I metanetworker in spirit”. E'
autore della copertina della Guida al Musée National
d’Art Moderne Centre G. Pompidou, Parigi (Hazan
Editeur 1983).
Per BAU n. 4/5: "Carmen",
grafopoema in xerografia colorata a mano.
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Ugo Dossi
Nasce nel 1943 a Monaco di Baviera, dove vive. Studia
presso la Akademie der Birdemder Kunste di Monaco e
all’Accademia di Brera di Milano. Ha esposto in
prestigiose Gallerie e Musei di Arte Contemporanea d’Europa
e in USA. La sua acuta ricerca visiva è incentrata
sulla captazione e connessione con l’energia bionica
della natura e degli uomini. Ha effettuato approfonditi
studi sulla scrittura automatica e affioramenti di immagini
psichiche in stato di trance e ipnosi. Costruisce macchine
e installazioni mesmeriche e Reichiane che evidenziano
energie orgoniche e l’aura vitale; visualizza
flussi magnetici, di tensione e di carica che vengono
proiettati su oggetti, corpi, statue, edifici, alberi
e paesaggi.
Per BAU n. 4/5: Immagine
digitale con flussi di energia bionica. |
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Fernanda
Fedi
Vive ed opera a Milano. Espone dal 1968. Studi artistici
a Milano e Bologna (laurea DAMS), corsi di perfezionamento
alla Facoltà di Architettura di Milano (Museologia
e Museografia) ed in ArteTerapia. Negli anni Settanta-Ottanta
fa parte di gruppi artistici e collettivi che documenta
nel volume Collettivi e Gruppi Artistici a Milano. Ideologie
e percorsi 1968-1985 Ed. Endas. Ha collaborato col Comune
di Milano. “Scuola al Museo”, e con la Regione
Lombardia (Centro Bauer); attualmente insegna ai disabili
l’uso creativo della creta. Organizza convegni.
Numerose le sue partecipazioni a manifestazioni prestigiose
in campo nazionale ed internazionale (Biennale di Venezia,
Quadriennale a Roma, Palazzo dei Diamanti a Ferrara,
The National Museum of Women in the Arts a Washington,
ecc.). A partire dal 2004 la sua ricerca verte sulla
scrittura Minoica e Micenea “Linear A” e
"Linear B”, nella convinzione che l’incomunicabilità
del segno e della scrittura sia la vera “fenomenologia”
della comunicazione. Ricca la sua bibliografia. Nel
1983 ha attivato con l’artista Gino Gini l’Archivio
Libri d’Artista, Laboratorio 66, di Milano.
Per BAU n. 4/5: Opera
in tecnica mista in collaborazione con Gino Gini,
calligrafie e pigmenti su xerox. |
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Lidia Fiabane
Nata a Belluno nel 1959. Si laurea in lingue e letterature
straniere nel 1984. Soggiorni studio a Parigi e in Messico.
Vive e lavora a Vienna dal 1984. Mostre personali e
collettive nelle principali città austriache
(Vienna, Salisburgo, Innsbruck, Graz, Klagenfurt), in
Italia (Milano, Roma, Lucca, Viareggio), Germania (Bonn),
Belgio (Bruxelles), Polonia (Varsavia), Croazia (Labin),
USA (Los Angeles), Israele (Tel Aviv).
Tema principale del suo lavoro sono progetti di comunicazione
multimediale che coinvolgono persone scelte a caso,
di diversa provenienza ed estrazione sociale, in maggioranza
estranee all'arte e al suo mercato. Alle persone intervistate
vengono richieste associazioni verbali spontanee riguardanti
temi particolari (quali as es. Italia/Austria, Donna/Uomo...).
Dalle immagini ricordate e dai luoghi comuni immaginati
prendono forma poi installazioni, collages, dipinti
che, passando attraverso la parola parlata e quindi
annotata, conducono a nuove immagini che si sovrappongono
a quelle originariamente viste e pensate.
www.lidiafiabane.com
Per BAU n. 3 “Scacco
matto”, scacchiera per gioco poetico-visivo.
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Laura Fiaschi
(Gumdesign)
Per BAU n. 4/5:"Ultimatum",
anagramma espanso, in collaborazione con Luigi Lazzerini.
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Luc Fierens
Nato nel 1961, vive a Weerde in Belgio. Dal 1984 è
parte attiva in una vasta rete di artisti postali europei
che si estende fino agli USA, comprendendo anche artisti
Fluxus contemporanei, neo-dadaisti, performer e poeti
sonori, poeti visuali che operano nell'area del
collage e nuova scrittura. Sue opere ed edizioni (Postfluxpostbooklets)
sono conservate in importanti archivi (come il Ruth
& Marvin Sackner Archive di Miami Beach), biblioteche
(MoMa Library, collezione di libri rari della Università
di Buffalo, MaRT di Trento e Rovereto, ecc.) e in numerose
collezioni private. Sue poesie visive sono state selezionate
per il volume A Point of view. Visual poetry: the
90's, An Anthology, curata in Russia nel 1998
da D. Bulatov. I suoi postfluxgames sono inclusi in
Fluxus Performance Workbook a cura di Ken Friedman
(Performance Research 2002). Espone con frequenza in
Italia, di recente alla Biennale del Libro d'Artista
(Cassino, 2005) e alla mostra Alfabeti presso
il nuovo spazio Studio Brescia di Sarenco (Ospitaletto,
Brescia, 2007).
Per BAU n- 3 “Visual
Writing”, collage verbo-visivo
Per BAU n. 4/5: "Collage",
adesivo e interventi su xerox. |
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Nicola
Frangione
Artista interdisciplinare e sperimentatore di varie
tecniche artistiche, classe 1953. Ha pubblicato e prodotto
edizioni di libri-d'arte e libri-oggetto. Nel 1975
pubblica la rivista di poesia Armadio e Officina.
Nel 1977 il libro Osservazioni critiche sulla funzione
del nervo ottico nella semiotica dell'arte e
nel 1979 The relativity of language as the enigma
of art. Nel 1980 i volumi Zen and Art e Snapshot
e nel 1987 Madame et Theatre. Ha diretto con
Luigi Bianco la rivista di dinamiche culturali Harta
(1987-1995) e Osaon, spazio artistico multimediale di
Milano. La sua ricerca nel campo musicale e della Poesia
Sonora ha visto la pubblicazione di dischi e cd. Suoi
lavori sonori sono stati trasmessi da radio nazionali
in Olanda, Svezia, Spagna, USA, Giappone, Canada e da
RAI uno e RAI tre in Italia. Dal 2002 è direttore artistico
del festival Internazionale ART ACTION-Harta Performing
di Monza.
Per BAU n. 4/5: "poet/expiry",
foto con interventi. |
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Giuliano
Galletta
È nato a Sanremo nel 1955, vive e lavora a Genova.
Poeta visuale, performer, filmmaker, è attivo fin dalla
seconda metà degli anni Settanta e ha esposto in gallerie
e musei italiani e stranieri. Fra le sue mostre più
recenti La camera melodrammatica (Galleria Martini
& Ronchetti, Genova, 2006) e Giuliano Galletta
a Casa Jorn (Casa-Museo Asger Jorn, Albissola Marina,
2007). Ha pubblicato il romanzo visivo tous jours
(edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie Un
impossibile giorno (edizioni Sileno, 1990), il saggio
Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale
(Gribaudo, 1995), Almanacco di un altro anno
(Antilibro-posteditore, 2004), Sanguineti/Novecento.
Conversazioni sulla cultura del XX° secolo (il melangolo,
2005), Sabrina e l'arte della felicità (il
melangolo 2006).
Per BAU n. 4/5:
Foto b&n in stampa digitale. |
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Serena
Gatti
Nata a Pisa nel 1977, è laureata in Lettere all'Università
di Pisa con una tesi su Les Paravents di J.
Genet, dottoranda in Teatro all'Università di Bologna.
Regista e performer, si forma con maestri riconosciuti
a livello internazionale: Rena Mirecka, Gey Pin Ang
per il teatro, Simona Bucci, Charlotte Zerbey per la
danza. Collabora con Alfonso Santagata, Egum Teatro,
Pontedera Teatro, Telluris Associati, Sonia Brunelli,
Az Theatre, Gey Pin Ang, Jerry Pilgrim, Andrea Dosio.
Vince la borsa Movin' Up Gai per lo spettacolo
By the Way, che debutta a Singapore nell'estate
del 2006. Tra le messe in scena, Palestine Street
e Maldoriente, due spettacoli sulla Palestina
con la collaborazione del cantautore D. Giromini; Blooming
Sickness; Umori Erranti con le fotografie
dell'antropologa R. Pagliei e le poesie di W. Symborska;
In Bilico, un assolo di teatro fisico liberamente
ispirato al saggio Le Funambule di Jean Genet.
Collabora come aiuto regista alla Fondazione Sipario
Toscana, come critico teatrale alla rubrica “Teatro
e spettacolo” di Superava e tiene laboratori di teatro
in centri culturali, scuole e teatri. www.myspace.com/serenagatti.
Per BAU n. 4/5:
Sequenza fotografica dalla performance "In
bilico". |
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Delio Gennai
Nato a Pisa nel 1948 si è laureato in Storia
dell’Arte all’Università di Pisa.
Dal 1987 gestisce l'associazione culturale "Studio
Gennai", galleria d'arte contemporanea.
”Il lavoro di ricerca di Gennai, a partire dagli
anni ’80, ha tratto ispirazione dal patrimonio
artistico della città di Pisa, facendo delle
decorazioni marmoree di architetture religiose e dei
trofei di guerra islamici, conservati in una chiesa
pisana, il centro propulsore di un nuovo e personale
linguaggio. Geometrie, simboli, motti in lingua araba…
diventano un alfabeto per comporre nuovi significati,
semi di un lavoro di ricerca, in bilico tra astrazione
e decorazione, nel quale l’autore procede per
substrati, portati via dalla realtà di partenza.
Un nuovo linguaggio fatto di trasparenze, profili, bianco
su bianco, profondità originate dal doppio, dal
positivo-negativo, piuttosto che l’illusionismo
prospettico.” Nel corso degli ultimi anni il vocabolario
segnico di Gennai è stato arricchito dalle rappresentazioni
grafiche del mondo vegetale tratte da vecchi libri di
botanica e genetica.
Per BAU n. 3 “Scacchiera
botanica”, xerografia su carta lucida.
Per BAU n. 4/5: Scrittura
circolare, collage con carta, garza e tagli differenziati |
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Eugenio
Gherardi-Angiolini
Nato a Viareggio nel 1953, residente a Camaiore. Laureato
in architettura, diplomato presso l'Istituto d'Arte
in grafica e fotografia. Fotografo pubblicitario dal
'78 al '98. Attualmente docente ordinario di fotografia
e grafica presso l'Istituto professionale S. Pertini
di Luccca.
Per BAU n. 0: "L'autoscatto
rubato" installazione fotografica
Per BAU n. 1: "Frammenti
di memoria" reportage fotografico |
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Angelo
Giannecchini
Nella mia prima visita a Parigi, lasciato il tempio
degli impressionisti, pensai di essere stato prosciugato
da ogni emozione e pertanto ignoravo che la più intensa
non avrebbe tardato a fulminarmi. Il fulmine non mi
risparmiò quando, da un giradischi mi raggiunse la voce
di Edith Piaf, di cui ignoravo l'esistenza. Quel
canto di donna che per me non aveva ancora un volto,
scaturiva dalle viscere e sgorgava dalla gola come un
getto di lava che ricevevo in pieno a nervi scoperti.
In quel preciso istante Piaf entrava nella mia vita,
che avrebbe "rimodellato", e cominciava con
lei la mia "histoire d'amour". Da quel
giorno, con l'avidità tipica dei ventenni, iniziavo
a collezionare tutto ciò che la riguardasse, e la ricerca
continua... Piaf veniva a mancare il 9 ottobre 1963.
A quarantacinque anni di distanza, tutt'ora all'apice
di una popolarità che il tempo non ha saputo corrodere,
il mondo continua a osannarla con libri, spettacoli,
films, commedie musicali e ogni sorta di tributi. Anch'io
ho ceduto al desiderio di dichiararle "pubblicamente"
il mio amore: avrei raccontato la sua vita, consultando,
a ogni virgola, a ogni punto, gli archivi della mia
(ormai immensa) collezione. Nasceva così il "mio"
libro: Piaf, Passione e Arte (2006).
Per BAU n. 4/5: Collage
in stampa digitale e testo. |
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Emanuele
Giannelli
Nato a Roma nel 1962, si trasferisce in Versilia nel
1981, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Carrara
nel 1984. La sua ricerca affronta vari temi, dall'industriale
alla cibernetica, ama restituire vita a materiali scartati
dall'industria, predominante è sempre la figura
dell'uomo. Temi che nascono da mondi visionari ispirati
da scrittori come Philip Dick o Ray Bradbury, da gruppi
musicali come Einsturzende Neubauten o Ministry, dai
fumetti di Enki Bilal e film come Blade Runner. I suoi
materiali sono diversi: dai tradizionali come la ceramica,
terracotta, bronzo e gesso, ai più nuovi come
la resina e poliuretani. Negli ultimi due decenni ha
partecipato a numerose mostre collettive e personali,
sia in Italia che all'estero. Tra le gallerie più
importanti: Galleria Astuni a Pietrasanta, Galleria
Pack e Galleria Davide Di Maggio a Milano, Galleria
Fabio Paris a Brescia. Vive e lavora a Forte dei Marmi.
Per BAU n. 4/5: "Totem",
foto su cartoncino con timbro |
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Gino Gini
Nasce a Milano nel 1939. Si diploma al Liceo Artistico
e all'Accademia di Belle Arti Brera di Milano. Espone
dal 1968. Inizialmente opera nel campo della “Nuova
Figurazione” e nel 1976 è presente alla
36° Biennale di Venezia nel settore “Arte
e Ambiente” curato da Crispolti. Dal 1976 la sua
ricerca si rivolge al rapporto tra parola-immagine-scrittura
e alla Poesia Visiva, operando un radicale cambiamento.
Il suo lavoro si dispiega per cicli. Dalla fine degli
anni Settanta è presente in numerose rassegne
di tendenza verbo/visuale in Italia e all'estero. Nel
1976-1977 nascono i Libri d'Artista, luogo privilegiato
della sua ricerca. Sono circa 120 i libri in monocopia
esposti in rassegne prestigiose in Italia, Portogallo,
Germania, Francia, Ungheria, Egitto, ecc. Considerato
uno dei massimi esperti del settore, nel 1983 assieme
all'artista Fernanda Fedi fonda l'Archivio Libri d'Artista,
Laboratorio 66, di Milano, che conta oltre 650 libri
d'artista. Divulga la conoscenza di questo media attraverso
iniziative culturali, conferenze, mostre e rassegne
a carattere internazionale. Il percorso del suo lavoro
artistico è oggetto di studio e ricerca. Possiede
una ricca bibliografia.
Per BAU 4/5:
Opera in tecnica mista in collaborazione con Fernanda
Fedi, calligrafie e pigmenti su xerox. |
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Letteria
Giuffrè-Pagano
Nata a Messina nel 1977, dopo la maturità artistica
si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti
di Firenze nel 2000 con una tesi in Estetica, Corpo
e rappresentazione. Nel 1998 presenta la sua prima mostra
personale Spasmi nella Sala degli Specchi del Palazzo
della Provincia di Messina, nel 2000 il suo primo spettacolo
come regista, HOR. Nel 1999 fonda il gruppo di ricerca
in arti visive e performative Telluris Associati. Partecipa
a esposizioni, rassegne e festival in Italia e all’estero,
tra i suoi progetti Around the temple presso
il Sanskriti Kendra di New Delhi, nel 2004. Vince la
terza edizione del premio La Torre Grossa, Festival
internazionale del documentario sul religioso a cura
della Mediateca Regionale Toscana. Alcune sue opere
pittoriche fanno parte di collezioni private. Da qualche
anno risiede a Pontedera e collabora con istituzioni,
teatri e artisti internazionali per progetti di ricerca
in campo artistico-pedagogico.
Per BAU n. 4/5: "Around
the Temple", video-collage in dvd su cartoncino
con carte e pigmenti. |
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Fabio
Giusti
È nato a Pietrasanta il 17-3-1981 e vive a Viareggio.
Diplomato al Liceo Scientifico di Viareggio, studia Lingue
e Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università
di Pisa. Dalla fine del 2002 si è avvicinato alla
videoarte ed ha realizzato il suo primo video nel febbraio
2003. Ha all’attivo 9 video ed una collaborazione
con Lorenzo Bertolucci e Marco Pampaloni. Nel 2003 crea
Art&Video con Gaia Armellino, unendo giovani
artisti locali e realizzando eventi “audiovisivi”
a Viareggio. Art&Video diventa poi L’ÉléphanTerrible
allargando la schiera dei collaboratori e l’impegno,
con concerti e altri eventi, aderendo inoltre al progetto
Gallerie Comunicanti in Versilia.
Ha partecipato al festival internazionale “CinemAmbiente
Environmental Film Festival” nella sezione
“Panorama” con Electronotte ed ha ottenuto
una segnalazione nella sezione “Videomakers”
al Festival di S. Biagio a Cesena con VideOdio,
selezionato anche a Cinecittà IFF e Ultracorti
FF. Questo è il secondo video animato che realizza
con Lorenzo Bertolucci ai pennarelli
Per BAU n.0: Istruzioni per la lettura del
VideoCD allegato: Lettore DVD - è sufficiente
inserirlo come un normale DVD o VCD, dopodiché
effettuare una scelta nel menu (1 o 2). Personal Computer
- se si dispone di un programma come WinDVD o simile che
permetta la lettura di DVD, è sufficiente aprire
il CD dal programma. Altrimenti, esplorare il contenuto
del CD da “risorse del computer”, accedere
alla cartella MPEGAV, aprire uno dei due files .DAT con
Lettore Multimediale di Microsoft o altro software per
leggere musica e video.
Per BAU n.1:"
Insonnia" racconto con immagine
Per BAU n.2: “DifficolPà”,
cortometraggio a disegni animati installato su cartoncino
A4. Idea: F. Giusti e L. Bertolucci. Disegni: L. Bertolucci.
Montaggio: F. Giusti |
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Andrea
Gobetti
Strisciato al mondo la domenica 30 Marzo 1952 in quel
di Torino, capì d’aver trovato la sua strada
14 anni dopo, carponando nella Grotta di Bossea. Tale
strada è un labirinto sotterraneo che non l’ha
portato da nessuna parte, ma l’ha arricchito d’esperienze
inutili quanto straordinarie quali esplorare luoghi
sconosciuti, nominarli e progettarne l’ampliamento.
Ha conosciuto uomini straordinari e quest’occupazione
pare essergli stata d’ispirazione nel scrivere
i suoi libri d’esperienze vissute: Una frontiera
da immaginare (Corbaccio, 1976), Le radici
del cielo (CDA, 1985), Drammi e diaframmi
(Corbaccio, 1996), L’ombra del tempo
(CDA Vivalda, 2003). Si è inoltre dedicato con
successo alla cripto biologia con la serie di racconti
legati al personaggio del professor De Coriolis, diventati
sceneggiatura dei film di Marco Preti Il giardino
dell’Aepyornis e Sotano e continuati
nella pubblicazione per Skira di Animalia Tantum, lussuoso
e invendibile escursus sugli animali che abitano la
nostra memoria.
Il video lo affascina da quando vien costruito da maneggiare
con una mano sola, trasformandolo in breve da inchiostratore
a videoteppista; incontra così il luganese Fulvio
Mariani, che d’immagini è maestro e i due
insieme se la cavano piuttosto bene nello scoprire lo
scultore ertano Mauro Corona (L’uomo di legno,
1994), scrittore diventato poi celebre. Non paghi, aspirano
a uno sconto generale di pena compiendo e filmando il
pellegrinaggio attorno al sacro monte Kaylash in Tibet,
La strada di Olmolunring, 1995.
Al fin del secolo morente, il nostro è cacciato
per dichiarata incompatibilità con l’analfabetismo
sportivo delle riviste alpinistiche su cui scriveva
raccontini. Ritorna allora alla speologia a cui scoprendo
che le grotte hanno la forma del tempo dedica L’ombra
del tempo, prima in libro e quindi in video nel
2004.
All’esterno vive da vent’anni in Lucchesia
sulla collina di Matraia, assiduamente richiamato all’azione
da Giuliana, qualche centinaio di generosi olivi, Marianna
e Stefano che diventan grandi.
Per BAU n.1:
Pieghevole con foto, mappa e riflessioni lirico-
filosofiche.
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Gruppo
Artium
Nasce a Carrara nell’anno uno/ operativo nella
ricerca visiva. Nell’estate due, tre, quattro,
Artium è presente alla Chiesa della Torretta
di Fosdinovo (MS), luogo scelto dal gruppo per le proprie
ricerche.
Per BAU n.1: Titolo dell’Oper.Az.(one) di “Fusione”
Solis Et Lunae/Parte uno in A.R.T.I.U.M., in B A U
(per una comunicazione preistorica) / (sezione A x 60
esemplari).
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Gian Paolo
Guerini
È nato toro verso la metà del XX secolo
nel sud dell’Europa. Ha studiato dai Gesuiti coltivando
una avversione totale verso il dogmatismo, prediligendo
incondizionatamente la “via negativa”. Si
è laureato in teologia con una tesi su Clowde
of Vnknowyng. Ha diretto una ridicola rivista saltuaria
ed effimera di materia poetica Théatre Du Silence.
È docente di letteratura trascendente presso
l’Università dell’Oblio nella terra
desolata, dove tiene regolarmente corsi per liberare
la scrittura dalla cultura. Vive tra Torino, Roma, Ljubljana
con due figli e la loro mamma. Attende paziente che
le cose che devono accadere accadano.
Per BAU n.2:
“Pietre anali, intrighi e prebende”,
150 pagine singole estratte da un libro |
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Gumdesign
"Abbiamo avuto due formazioni diverse… ognuno
interessato all’inizio a qualcosa che si avvicinava
a quello che adesso facciamo; quando Gabriele era piccolo
voleva fare le case e credeva che solo gli ingegneri facessero
le case… quando Laura era piccola sognava di disegnare
per la Walt Disney… in entrambi i casi poi la vita
e la conoscenza ha aperto nuove visioni, fino al momento
in cui le due strade si sono incrociate... E dalla 'fusione'
dei due corpi e delle due menti nasce una nuova realtà
che si interessa di progettazione e comunicazione, in
senso globale... Filoni guida e maestri... certo... ma
diventa tutto così confuso ad un certo punto, si
prende qualcosa da qualcuno e qualcos'altro da qualcun'altro...
la pop art ma anche il minimalismo... Andy Warhol, Bruno
Munari, Achille Castiglioni... e chissà quanti
altri."
Fondato nel 1999 dall'architetto Gabriele Pardi e dalla
designer Laura Fiaschi, lo studio gumdesign di Viareggio
si occupa di architettura, interior design, industrial
design, grafica, ideazione ed organizzazione eventi per
fiere e spazi espositivi. Dinamicità, trasformabilità
e versatilità, ironia e gioco sono le caratteristiche
percepibili in ogni progetto affrontato dallo studio.Progettare
e sognare procedono insieme, immaginare, ideare, inventare,
creare qualcosa di nuovo e proprio... tutto ciò
implica una tensione emotiva che altro non è che
sogno! (info@gumdesign.it
; www.gumdesign.it)
Per BAU n.1: “L’attendista”,
creazione grafica per il racconto omonimo di L. Lazzerini
(vedi).
Per BAU n.2:
“Una casa cosciente”, cartoncino fustellato
per opera-oggetto tridimensionale
Per BAU n. 3 “Maschera”,
busta serigrafata con istruzioni per l’uso
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum",
composizione grafica, stampa su cartoncino. |
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Elisabetta
Gut
Nata a Roma nel 1934 dove risiede. Negli anni ’60
ha svolto attività didattica, di scenografa e regista
teatrale. Tra i maggiori rappresentanti della poesia verbo-visiva,
ha esposto alla Biennale di Venezia (1978), Biennale di
San Paolo (1981 e 1994), X e XI Quadriennale Nazionale
di Roma (1977 e 1986), alla Galleria Civica di Arte Moderna
di Torino (1998) alla Columbia University (1979,1987),
The Museum of Modern Art di New York (1992), The National
Museum of Women in the Art, Washington (dal 1987 al 2003),
al Centre G. Pompidou di Parigi, al Museo L. Pecci di
Prato (2000), Meguro Museum di Tokyo (2000), Museion di
Bolzano (2003), in Australia più volte al Festival
di Perth, all’Università di Sidney e di Melbourne,
al Metronom di Barcellona (1981), a Valencia (1982), alla
Biennale di Medelin in Colombia. Hanno scritto sulla sua
opera, tra gli altri: M. Bentivoglio, U. Carrega, F. Casorati,
E. Crispolti, G. Di Genova, G. Fontana, F. Menna, N. Ponente,
M. Vescovo, A. Spatola, E. Miccini.
Per BAU n. 4/5: "Nooot",
collage in stampa digitale. |
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