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Martina Caniparoli (Oli)

Sono nata 26 anni fa. Mi sono laureata nell’estate 2006 in Cinema e Immagine Elettronica con una prova finale intitolata “Lo Spazio Azzurro”, una videointervista a Paolo Rosa sul tema dello spazio nelle opere di Studio Azzurro. Nel 2006 ho partecipato a due mostre collettive.

Per BAU n.2: “La guerra è nella mia testa”, fotografia su acetato
Per Bau n. 3 “Abbandono numero due”, fotografia analogica in stampa digitale su carta patinata

Walter Catalano

24-06-76 Viareggio, Cancro. Diplomato come dirigente di Comunità, è iscritto alla Facoltà di Psicologia di Firenze (indirizzo Clinico). Tra i fondatori della rivista autoprodotta/aperiodica/egosintonica Narrenschiff uscita in quattro numeri (dallo 0 al 3). Si interessa di recitazione, sperimentazioni vocali, cinema, musica e culture visuali.
Contatti: c.p. 114, 55048 Torre del Lago (Lu) Cell. 3201705049
cineschizofonopsycho@infinito.it ; waltercatalano76@hotmail.com

Per BAU n.1: “Rielaborazione sognata di un sogno”, nella cartella “Narreschiff”, edizione speciale contente cinque opere di altrettanti autori (vedi E. Marracci, G. Mencarini, M. Pampaloni, S. Pocci).

Sergio Cena

Sergio, Bruno, Vittorio Cena-Scanavino ebbe i natali in Torino il 5 aprile 1948 per la gioia e la perplessità di tutto il genere umano. Interessato alle arti visuali sin dagli anni ’60, dal 1973 si occupa di poesia concreta e fonetica. Un itinerario che si riassume in una ottantina di esposizioni di gruppo e personali. Come organizzatore, con Arrigo Lora Totino pubblica l’antologia Futura (Cramps Records, Milano), sette dischi che ripercorrono la storia della poesia fonetica dai suoi inizi agli anni ’70. Ha fatto parte del gruppo “Il Dolce Stil Suono”, con A. Contò, G. Fontana, M. Graffi, G. Niccolai, A. Spatola e altri. Ha fondato i gruppi “Ex Novo” con C. Bertola, P. Porta e A. Vivacchio e “Bild Gedicht” con A. Lora Totino e S. Ciliberto. Nel 1994 si trasferisce in Francia, dove ha fondato e cura Ad Hoc, antologia di poesia visuale e dintorni. Ha pubblicato nel 1990 per i tipi delle edizioni La Bilance (Sauveterre du Gard), D’Errances in collaborazione con Gèrard Pierre Ernest; nel 1993 per i tipi di Sapiens, Milano, Gazzetta di Gazzarre - Gazzarra di Gazzette, opera in versi e prosa in collaborazione con A. Lora Totino. Nel 2002 per Riccardi (Napoli) pubblica la raccolta di racconti Hypokritaletheiomachie; sempre nel 2002 si fa promotore del manifesto “Dasein Projekt” in cui si propone una visione rinnovatrice ed etica della poesia visuale. Per il resto, all’insegna di un sano e civile edonismo, ozia, conversa, ama le donne sensuali e si dedica alla buona cucina. Alcuni esegeti vedono in lui la personificazione divina ma sbagliano, essendo a nostro giudizio molto di più, oppure sbagliamo noi, ma così è.

Per Bau n. 3 “Fatto il…”, cronologia amanuense

Lele Cerri

Viareggino classe 1947, nel 1969 si trasferisce a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti diplomandosi in scenografia nel 1974. Accantonata subito l’idea di una carriera da scenografo, dipinge e scolpisce senza però partecipare a rassegne o mostre se non quelle nell’ambito strettamente interaccademico romano. Per tutti gli anni ’70 fa parte degli organici del teatro Alberico, una delle sedi principali dell’Avanguardia teatrale romana di quel tempo, militando come attore e autore nel Patagruppo, nel Gruppo Odradek con Rosa di Lucia, tra gli altri, e partecipando alle attività di Leo De Berardinis e Perla Peragallo. Verso la fine di quel decennio entra a far parte del teatro ufficiale nelle compagnie di Tino Buazzelli, Renzo Giovampietro, Paolo Poli, e il Teatro Stabile di Torino per il quale prende parte a “La Guerra” di Goldoni per la regia di F.Liberovici e Mario Missiroli.
Nel 1983 si trasferisce a Milano dove inizia la sua attività di conduttore e autore di programmi radio e di canzoni. Scrive una ventina di canzoni incise da Mina. Nell’87, inizia la sua collaborazione di dodici anni con la RAI come autore di un programma radio condotto da Mina.
Alla fine degli anni ’90 decide di presentare in alcune personali i suoi lavori di scultura e di pittura e prende parte ad alcune collettive con sue installazioni.

Per BAU n.0: unfazzolettodimarktobeylelecerrimoda una parafrasi
Per BAU n.1: "Dadi", vido-opera su dischetto

Chiara Chelotti

È nata a Pietrasanta nel 1973.
Studi in Lettere e Filosofia. Collaborazioni con Flash Art e Vogue Uomo.
Critica d'arte contemporanea, ha curato mostre quali Aperto Italiano, Flash Art Museum, Trevi 1997; On/Off, Galleria La Corte Arte Contemporanea, Firenze 1999; Sopranatura, Galleria C'arte d'identità, Pietrasanta, 2002.
Vive a Viareggio.

Per BAU n.2: Senza titolo, foto (recto, vedi A. Volpe) e riflessione teorica (verso) plastificati in A4

Giuseppe Chiari

Nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno. Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi. Nel '63 viene eseguito a New York il suo lavoro "Teatrino" all'interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70, poesia concreta, per la parte musicale. Pubblica il libro Musica senza contrappunto nel '69 e Senza Titolo nel '71. Nel 1970 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti, performances, conferenze che lo portano, fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York. La sua attività come artista visivo lo porta ad essere considerato l'artista Fluxus italiano più importante in campo internazionale. Muore a Firenze nel maggio del 2007.

Per BAU n. 4/5: Aforisma su fotocopia con dedica a Tommaso Tozzi (che BAU ringrazia per il tributo all'amico e maestro scomparso).

Piermario Ciani

È nato il 19 Giugno 1951 a Bertiolo (Ud). Ha realizzato immagini con procedimenti manuali, fotochimici, elettrostatici e digitali. Pubblica ed espone le sue opere dal 1976: prima dipinti, poi fotografie, xerografie, mail-art, installazioni multimedia e adesivi. Predilige i supporti cartacei ma spesso le sue opere sono immateriali e si percepiscono ai confini tra la telepatica e la telematica. Sue immagini fotografiche sono state pubblicate su: Photo, Fotografare, Reflex, ecc., e sui libri Storia e tecnica della fotografia, Storia della fotografia italiana, On the rock, ecc. Dal 1980 è attivo nel network dell'arte postale, producendo francobolli, cartoline, collages, e partecipando a centinaia di progetti e mostre in ogni parte del mondo. Ha ideato e coordinato le attività multimedia di Trax (1981-87), un progetto a cui hanno collaborato oltre 500 artisti di diverse nazionalità. Dal 1986 utilizza il computer per realizzare immagini digitali, performance e installazioni (Pordenone, Modena, Umbertide, Graz, Linz, Wroklaw, Arnhem, ecc.) e come supporto per le attività di graphic designer. Si occupa dell’immagine delle Edizioni AAA di cui è titolare. L'attività di progettista grafico è documentata su: Design Journal, Linea Grafica, Business Card Graphics, Brochure Design Forum, ecc. Nel 2001 ha dato vita al progetto F.U.N. (Nazioni Unite Fantastiche).
dedicato a dimensioni parallele, in cui è stato risucchiato nel luglio 2006.

Per BAU n.2: “Make love stop war”, opera-oggetto, gioco del 15 modificato e applicato su cartoncino
Per BAU n. 3 Autoritratto con nomi multipli, timbrato sul retro con logo F.U.N. dall’archivio E.O.N. Omaggio postumo di BAU all’autore, che aveva contribuito a BAU 2 con il suo “gioco del 15” in versione pacifista

Cosimo Cimino

Nato a Cefalù nel 1939, si diploma presso l'Istituto d'arte di Palermo nel 1957 e dal 1962 vive e lavora alla Spezia, dove nel 1968 è tra i fondatori della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea. Muovendosi in un'area vicino al concettuale, sviluppa la sua ricerca su mezzi diversi spaziando dalla pittura all'assemblaggio, dalla fotografia al librismo. La sua poetica indaga la contrapposizione fra l'ordine e il disordine come segno delle contraddizioni dell'uomo e mira a rovesciare il processo pop, convertendo i residui del consumo di massa in supporti per la realizzazione di immagini d'impronta pittorica, per farne infine oggetto di raffigurazione. Dal 1964 ad oggi ha tenuto più di quaranta mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Fra le principali si ricordano: Galleria Il Quadrato, Parma; Galleria Forum, Zagabria; Green Path Museum, Colombo-Ceylon; Studio Gennai, Pisa; Galleria Il Cortile, Bologna; Galleria Il Brandale, Savona; Galleria Rotta e B2, Genova; Museo Villa Pacchiani, S. Croce sull'Arno, Pisa; Verifica 8+1, Mestre; Galleria Etage, Münster, Germania; Galleria Italiana, Londra; Galleria Il Gabbiano, La Spezia; Carte d'artista al Castello Belgioioso, Pagine e dintorni alla Galleria Civica di Gallarate, Scacchiera alla Unimedia di Genova, Fronte pagina al Salone del Libro al Lingotto di Torino. Nel 2007 è tra gli ideatori della rassegna Viaggio nella Parola, Galleria “Il Gabbiano" e partecipa alla mostra Camera 312 - promemoria per Pierre nell'ambito della 52° Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia e alla V Biennale del Libro d'Artista Città di Cassino.

Per BAU n. 4/5: Collage mixed media su cartoncino

Teresa Cinque

Nasce a Pietrasanta nel 1970.
Maturità artistica e laurea in Lettere all’Università di Pisa con una tesi su cinema e video-arte. Frequenta corsi e seminari di regia e montaggio video. Realizza video documentari e di creazione tra i quali “Persone” per la Regione Toscana presentato all’Università di Padova. Scrive testi di varia natura tra cui, molto sporadicamente, critica d’arte. Lavora con la fotografia e con il disegno, produce Fake Furniture e realizza progetti installativi con carta da parati, carte varie e tessuti. Si dedica anche a piccoli esperimenti di arte postale.
e-mail: teresa.cinque @gmail.com

Per BAU n.2: Disarmata, fotografia a colori e testo su cartoncino

Kiddy Citny

Vive tra Berlino e Monaco di Baviera. Tra i protagonisti del graffitismo berlinese, vive in pieno l'epopea del Grande Muro, fino al suo abbattimento. Disegna centinaia di metri quadri di muro ed è questa icona che viene storicizzata dal regista Wim Wenders, nel 1987, nel film Il cielo sopra Berlino. Con proverbiale rapidità, essenzialità e sensibilità Citny dispiega le sue simbologie e metafore di libertà, pace, amore, comunanza, tenerezza, volontà, responsabilità. Una antropologia gentile e fortemente espressiva che tenacemente si distende su di un muro come quello di Berlino, quintessenza della separatezza ed emblema fisico della divisione tra i popoli. Ideatore di eventi e raduni di grafit-art espone in gallerie attente alle espressioni contemporanee e centri d'arte internazionali.

Per BAU n. 4/5: Stampa digitale con volto e colori d'artista

Cobàs (Mario Carchini)

Nato nel 1959, dopo gli studi universitari si dedica all’analisi della figura umana nel campo artistico. Nel 1980 intervista il maestro Paul Delvaux per una tesi sulla figura femminile nell’arte. Nel 1986 collabora con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani nel film Good Morning Babilonia, girato in Toscana. Lavora ad una ricerca pittorica, fotografica e video al cui centro si collocano problemi di frammentazione e rielaborazione dell’immagine, riferita all’analisi dell’inconscio tramite i sogni. Sue opere figurano nelle seguenti raccolte d’arte: Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci” Prato; Museo della Carta, Pescia; Museo storico della Resistenza, Sant’Anna di Stazzema (Lu); Fondazione Antonio Fineschi, Prato; Italiesk Kulturel Forening, Hallsthammar (Svezia); Milano Film Festival, Milano; Recycled Art Magazine, Haverthill, Massachusetts, USA; Milan Art Center, Milano; Centro de Arte Moderno, Quilmes, Buenos Aires, Argentina, ecc. Mostre selezionate: Giovani Presenze nell’Arte Contemporanea, Seravezza; Millennium 2000 Mail Art, Pistoia; Arte in Transito, CIAS, Roma; Progetto Internazionale Arte Postale, Biblioteche Pubbliche Comunali, Milano; Caro Giorgio, Omaggio a Giorgio Gaber, Libreria Bocca, Milano; International Mail Art Project, Monna Lisa, Castel San Pietro Terme (Bo). Contatti: mario.carchini@libero.it.

Per BAU n. 3 “E interrompi il rapporto con il ciclo produttivo!!!”, fotocopia performativa
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum al futuro", elaborazione digitale.

Mario Commone

Nato nel 1964 alla Spezia, dove vive e lavora, è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova. Ha rivolto i suoi interessi culturali alla fotografia, al cinema, al video, alle arti visive, e presta la sua collaborazione ad Enti pubblici ed Associazioni culturali, per la realizzazione di mostre storiche ed eventi culturali più strettamente contemporanei. Ha collaborato e collabora, tra gli altri, con il Settore Cultura e gli Archivi della Documentazione Fotografica e Multimediale “Sergio Fregoso” del Comune della Spezia; con il CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia; con l’Associazione “Pluritendenze Itineranti”, costituita in Germania; con la “Fondazione Zappettini per l’Arte Contemporanea” di Chiavari (Ge); è tra i fondatori del gruppo curaturiale “ognitanto”. Fa parte della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea della Spezia. Si interessa nelle sue realizzazioni artistiche al rapporto analitico tra idea, esecuzione ed opera, inteso come valore astratto di ricerca linguistica. Ha partecipato a numerose mostre organizzate da Enti pubblici, Associazioni e Gallerie private, in Italia e all’estero.

Per BAU 4/5: "Foglie 2007", stampa fotografica digitale su carta fotografica lucida: serie di foto che ritraggono le impronte delle foglie sull’asfalto quando vengono spruzzate le linee di segnalazione delle strade, impronta in negativo sul finire della loro esistenza.

Carlo Marcello Conti

Poeta, artista visivo, editore (insieme alla compagna di vita e di poesia Franca Campanotto) da decenni opera nel mondo artistico e culturale italiano. Della sua acuta e vibrante ricerca hanno scritto, tra gli altri, Filiberto Menna, Mirella Bentivoglio, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti. Dagli anni Sessanta pubblica Rifili (1969), Piratello (1977), Eccetera (1977-78), Inseguendo la parola, (1979), If you have a way with words (1987), Some of the words (1987), Lo spessore della carta (1986-2002). Il suo sogno di una poesia totale è incentrato su tutto ciò che c’è prima, durante e dopo la tipografia, la fotocomposizione, la camera oscura, il libro inteso come prodotto fisico, artigianale e d’artista, i rifili di carta, l’inchiostro, i piombi e le lastre tipografiche. Ha partecipato alle più importanti mostre, riviste e antologie di poesia visiva e multimediale.

Per BAU n. 4/5: Collage verbovisivo.

Lido Contemori

Negli anni ’80 inizia a collaborare con vari giornali e riviste: Linus, Guerin Sportivo, Radiocorriere TV, Gazzetta dello Sport. Nel 1980 comincia a pubblicare sul Satyricon, inserto settimanale de La Repubblica. Dopo dieci anni di Satyricon, sempre su Repubblica, è la volta di Mercurio, inserto culturale e poi delle illustrazioni per il Venerdi e per le pagine regionali del giornale. Ha all’attivo una decina di anni di disegni per il quotidiano ligure Il Secolo XIX. Negli anni ’90 collabora con la trasmissione TV Galagoal di TMC, con Vivimilano del Corriere della Sera e con l’edizione italiana di Playboy. Più recentemente i suoi lavori appaiono anche su alcuni quotidiani del gruppo Espresso: Il Tirreno, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, sulla rivista letteraria Il Caffè Illustrato, sul mensile Andersen che si occupa di editoria per ragazzi e su Betel, mensile di tecnologia e comunicazione. Ha illustrato libri per Feltrinelli, Guaraldi, Ponte alle Grazie, Sempre, Atlas, Hoepli, Donzelli. Mostre in Europa, USA, Canada e Giappone. Ha vinto il Premio Satira di Forte dei Marmi nel 1998 e Eurohumor nel 2003.
Sito web: www.webalice.it/lidoconte

Per BAU n.3 Senza titolo, vignetta satirica su carta colorata a mano

Francesco Conz

Nasce a Cittadella (Pd) nel 1935. Nel 1947 la famiglia benestante, di origini austro-ungariche, si trasferisce a Roma dove Francesco frequenta il Collegio Massimo. Nel 1957 attraverso Padre Gemelli è iscritto all’Università Cattolica di Milano. Nel ’59 lascia gli studi e si reca a Parigi dove frequenta saltuariamente la Sorbona; fa vari mestieri tra i quali il valletto presso il Duca di Windsor e Wally Simpson in esilio in Francia. Nel 1961 si trasferisce a Londra. L’anno successivo è in Germania e nel ’63 in Spagna all’Università di Santander. Ritorna in Italia nel 1964; nel 1972 inizia a collezionare arte e apre la Galleria d’Arte Moltiplicata a Venezia. Fonda le Edizioni F. Conz. Sempre nel ’72 compie un viaggio a Berlino dove incontra Joe Jones, Renè Block e Gunter Brus avviando contatti con l’Azionismo Viennese, con il movimento Happening e Fluxus e, indirettamente, con la Poesia Visiva. Contatti che svilupperà per il resto della sua vita e lo porteranno a diventare uno dei massimi protagonisti del collezionismo e testimoni di queste espressioni artistiche. Nel 1974 con Brus, Beate e Hermann Nitsch si reca a New York dove incontra John Cage, George Maciunas, Jonas Mekas. Ad Asolo ospita decine di artisti accumulando una grande mole di materiale storico e dando vita ad una serie di edizioni d’arte uniche e pubblicazioni. Nel 1979 si trasferisce a Verona e nel 1983, in Vicolo Quadrelli fonda l’Archivio F. Conz che raccoglie una vasta documentazione fotografica ed artistica dei massimi rappresentanti delle avanguardie degli anni 60-70-80. Dagli anni ’80 inizia la serie di importanti donazioni dell’Archivio, come quelle al Queensland Museum di Brisbane (Australia), al Museo di Arte Moderna di Zagabria e al Museion di Bolzano. Nel 2003 a causa di un grave incidente rimane paralizzato, malgrado ciò riesce a continuare l’attività artistica. Recentemente ad Asolo ha riunito Yoko Ono, Jon Hendricks, Ben Patterson e Philip Corner. Nel 2007 ha organizzato una importante mostra omaggio a Isidore Isou sul Lettrismo.

Per BAU n. 4/5: Documento fotografico e intervista

Philip Corner

Nato nel 1933, un pomeriggio della Pasqua Ebrea, nel Bronx, NY, USA, allievo negli anni ’50 di Henry Cowell e Oliver Messiaen, diventa negli anni ’60 uno dei principali protagonisti di Fluxus e delle avanguardie artistiche newyorkesi. Tra le collaborazioni di quegli anni si ricordano quelle con George Maciunas, Ben Petterson, La Monte Young, Yoko Ono e John Cage. Pioniere di una forma di contaminazione non superficiale tra le culture musicali europee, asiatiche e americane, è stato ugualmente attivo, negli ultimi cinquant’anni, nel campo della musica (come compositore, interprete ed improvvisatore) e delle arti visive. Autore estremamente prolifico, alterna attualmente la composizione di nuovi lavori alla revisione di sue opere degli anni ’60, oggi estremamente attuali per l’equilibrio tra pensiero compositivo e libertà degli esecutori-improvvisatori. L’interesse di tutta la vita nei confronti sia dello spirito sia del corpo lo ha condotto verso improvvisazioni meditative e di azione; molti lavori con danzatrici, dei quali i più recenti con Phoebe Neville, ora sua moglie. Tra le recenti esperienze si annovera l’Orchestra Xenarmonica nata per iniziativa di Dario Lo Cicero, all’interno di due progetti da lui promossi al Conservatorio di Palermo, dedicati all’improvvisazione e alla microtonalità. Il nome si ispira alla storica rivista “microtonalista” Xenarmonicum. Dopo l’esordio al Festival internazionale Living Theatre - I labirinti dell’immaginario di Napoli, l’incisione discografica dell’ultima sinfonia di Hermann Nitsch e la partecipazione in Austria all’ultima azione di teatro musicale dello stesso Nitsch, l’orchestra suona per la prima volta a Palermo.

Per BAU n. 3 “Frammento di realtà”, timbri e tracce organiche su salvietta di carta.

Gloria Corsini

PataStomatologa dell’Ordine “Terzo Molare del Gagno”. Cura, corazzata di prescritta uniforme verde, in excelsi’s Gloria le bocche sospiranti del diPE (dipartimento ‘Patafisico Etrusco). Corsini ama la cioccolata Fon-Dente. Azioni a cui ha partecipato: Serravalle Pistiese, “Para dosso…stare sul…”; Viterbo, “Porta di passo radi”; Firenze, “L’acqua è”; Rosignano M.mo, “Messa patafisica”; “S. Gimignano, “ Gorée_erGo è”; Napoli, I° Raduno Patafisico Partenopeo “O Svaporatore”.

Per BAU n. 4/5: "Ridi con i Santini Del Prete in excelsi’s Gloria”, stampa fotografica con interventi, in collaborazione con Eraldo Ridi e I Santini Del Prete.

Valeria Cumini

(Và) nasce d’autunno al nord alla fine dei settanta si sposta al centro est poi al centro ovest studia arte da anni scrive dalle elementari lavori vari ora nel campo grafico si occupa di critica e organizza esposizioni contemporanee canta in un gruppo di musica popolare ama nuotare correre col cane più bello del mondo le pale d’altare il caffè macchiato in tazza grande.

Per BAU n.1: “In fase rem prova pollo”, pieghevole foto-testuale.

G. Luca Cupisti

Nato a Viareggio in una notte di piena estate, vaga, da oltre mezzo secolo, per i territori dell'arte e lungo le sconfinate praterie della poesia. In mezzo come si sa, c'è sempre il mare, che nel suo flusso incessante prende e restituisce tutto ciò che viene trasformato: ...le idee ...i pensieri ...i manufatti ...il sentimento che si tocca e viene elargito al mondo, in un sussurrare di onde...
Per informazioni: G.Luca Cupisti, via S.Andrea 206, 55049 Viareggio, Lu ; tel. 0584 49140 - 328 3541366 ; e-mail giovanniluca.cupisti@fastwebnet.it


Per BAU n.0: “P.D.A.” (Prova D’Amore), xilografia su cartoncino fustellato.
Per BAU n.1: “L’intrecciatore”, video ideato e realizzato in collaborazione con A. Serafini (vedi).
Per BAU n.2: “Amata in corpo diciassette”, antologia poetica con testi e cd audio in cartella A5 con copertina tirata a mano
Per BAU n. 3 “Bau”, video animazione, durata 2’ 45”.
Per BAU n. 4/5: "Il volo/il canto", video in dvd su cartoncino con timbri.

Daniel Daligand

Nato nel 1942 a Lyon in Francia, è poeta e artista postale dal 1967. Conosciuto anche come Lafcadio Mortimer - pittore e scrittore - che inventò la “topolinologia” e scoprì il “triscèle”. Vedi il sito (in francese) http://monsite.orange.fr/daligan-17.

Per BAU n. 4/5: "Fluxus", stampa digitale.

Caterina Davinio

Tra i pionieri dell’arte digitale italiana e della computer poesia dal 1990, della net art / poetry dal 1998. Il suo lavoro è stato presentato in mostre e convegni in tutto il mondo, più volte alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato: Color Color (romanzo, Campanotto, 1998), Tecnopoesia e realtà virtuali (saggio, italiano/inglese, Sometti 2002, prefazione di Eugenio Miccini), articoli, poesie, poesie visive, lavori digitali in antologie e riviste internazionali. Realizza videopoesia, videoarte, poesia visiva digitale, computer art, eventi performativi e net-poesia on line. Per saperne di più: http://xoomer.alice.it/cprezi/caterinadav.html

Per BAU n. 3 Senza titolo, tecnopoesie in stampa digitale.
Per BAU 4/5: "Nature Obscure", fotogramma da video.

Jakob De Chirico

Nato a Innsbruck nel 1943. Ha frequentato la Kunstschule St. Ulrich, Kunstakademie di Monaco di Baviera. A partire dal 1965 ha esposto in numerose mostre internazionali, tra cui: Performance Bayerische Versicherungskammer - Monaco di Baviera (1971); Galleria Bevilacqua La Masa - Venezia, Palais Pallfy - Vienna (1981); Pinocchio nel paese degli artisti, Venezia, Torino, Prato, Parigi (1982); Kaufhaus Kunst - Monaco di Baviera (1985); Arte Sella Borgo Valsugana (1986); Dokumenta K 18, Kassel als Kraftzellen (1987); Dolo r miten, Galerie Heike Curtze - Vienna (1988); Ressource Kunst, Berlin, Monaco, Budapest (1989); Casa Malaparte, Capri (1992); Dadaismo, Palazzo Forti, Verona (1997); Gläser, Museo Casa Bianca, Malo (1999); Leonardo in Aktion & Poetry, Vinci (2001); 51. Europäische Wochen Passau - Koster Aldersbach (2001); Kissen zum Träumen - WhiteBox, Monaco (2004); Artothek - Monaco (2005); Primo Piano, Museo Pecci - Prato (2006).

Per BAU n. 3 Senza titolo, collage, serigrafia e mixed media su carta e plexiglas
Per BAU n. 4/5: "O' pesce 'm mano", grafica su carta da acquerello con pesce.

Paolo Della Bella

Nato a Fiesole nel 1944, in questi anni ha operato con il Gruppo Stanza, fondato insieme a Berlinghiero Buonarroti e Graziano Braschi nel 1967; è tra i fondatori nel 1971 della rivista Ca Balà; ha pubblicato il libro Cronologie, poesie 1967-1974; progettato, ideato e stampato “libri-oggetto” a tiratura limitata come Sorrisi,1992 e Bugie vere, 1994; venti anni di foto a Fiesole sono in Archivio Comunale; ha copiato e interpretato la Phitognomonica (1583) di Giovan Battista della Porta; commentato discusso e scritto con Paolo Albani, opere come Forse Queneau. Enciclopedia delle scienze anomale, 1999 e Mirabilia, catalogo ragionato di libri introvabili, 2003, per la casa editrice Zanichelli. Tra le mostre: Un sogno fatto alla presenza della ragione, Parlamento Europeo di Strasburgo, 1999; Io sono Don Chisciotte, per fortuna, Galleria La Bottega & Biblioteca Classense, Ravenna, 2004; Il mondo festeggiante, Stefano della Bella & Paolo della Bella XVII-XXI secolo, Consiglio Regionale della Toscana in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze 2006. Sempre nel 2006 è uscito per le edizioni BORA di Bologna, il volume-catalogo Sogni arretrati a cura di Laura Corti, che raccoglie il “complesso e labirintico percorso artistico di Paolo della Bella, lungo 40 anni”.
Contatto: db@paolo.dellabella.name

Per BAU n. 3 “Rien ne va plus”, stampa laser a colori.
Per BAU n. 4/5: Stampa digitale interventata con inchiostro rosso.

David Dellafiora

È un operatore culturale la cui pratica indaga i temi della dualità e dell’inconscio in uno stato di rivolta. Il suo lavoro prende una varietà di forme, tra cui installazioni, arte pubblica, multipli e libri d’artista. Ha sviluppato il progetto “Boundless Book” per un programma educativo per adulti della città di Geelong in Australia, dove risiede, e curato le edizioni di comunità Open Hand Press (assieme al poeta visivo e filmmaker Pete Spence). David ha coordinato esposizioni a Platform, Warrnambool Art Gallery, Kings Lynne Gallery, Art Angel, FRONT e HUB Gallery. Egli è anche il coordinatore di un circuito neo-Fluxus, Field Study, che produce varie pubblicazioni ad assemblaggio, quali Field Report, WIPE, ReSite e KART. Sue pubblicazioni sono ospitate in numerose collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York, la Tate Britain e il Victoria & Albert Museum di Londra e il Sackner Archive of Concrete & Visual Poetry di Miami Beach.
email:fluxusstudy@hotmail.com

Per BAU n. 4/5: "Ultimatum!", acrostico in stampa digitale con intervento.

Chiara Diamantini

Nasce nel 1949 a Senigallia dove risiede. Diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, inizia nel ’72 le sue sperimentazioni tra linguaggio e immagine affidate a pannelli parietali e libri-oggetto. Ha tenuto mostre personali in gallerie pubbliche e private, la più recente nel 2006 nel Salone Monumentale della Biblioteca Casanatense a Roma. Ha partecipato a numerose collettive nazionali e internazionali presso: Istituto Italiano di cultura a Tokyo nel ’76; Biennale di Venezia ’78; Columbia University, NY ’79; Biennale di Parigi ’80; Biennale di San Paolo del Brasile ’81 e’94; XI Quadriennale di Roma ’86; Museum of Modern Art NY ’92; Museo Guggenheim Venezia ’94; Museo L. Pecci Prato 2000; The National Museum of Women in the Arts Washington ’01, ’02; Museo Bargellini Pieve di Cento ’05; Biblioteca San Giorgio Pistoia ’07.

Per BAU n. 4/5: Da "Lettera a Milena" di Kafka, stampa e grafite su cartoncino.

Giampaolo Di Cocco

Nasce a Firenze nel 1947, è artista ed architetto, scrittore e giornalista, vive tra Firenze e Berlino. Si è orientato sempre più verso l’integrazione arte-architettura, producendo numerose opere d’arte di dimensione ambientale collocate permanentemente in Francia, Danimarca, Germania, Italia. Attratto dai temi dei Grandi Naufragi e da quello degli Animali Morenti, Di Cocco mette in relazione la forma organica e quella inorganica, costruendo installazioni spaziali che si avvalgono anche di sofisticate tecnologie, di grande impatto emotivo. Sin dai primi anni ’70 è stato un animatore e organizzatore di eventi in Firenze, sia nell’ambito dell’architettura che delle arti visive, del cinema sperimentale, di riviste d’artista tra le quali è da ricordare Abaco.
Hanno scritto di lui tra gli altri Gillo Dorfles, Giuseppe Pontiggia, Omar Calabrese, Pierre Restany, David Galloway, Ursula Prinz, Wolfgang Becker. Tra i testi pubblicati ricordiamo Spazi colorati in Occidente ed Il galateo dell’artista principiante. È di prossima pubblicazione il libro Il Carnevale Mysteria isiaci e bigie cattoliche.
Per contatti: giampaolo.dicocco@tiscali.it

Per BAU n. 3 “Partenogenesi 2006”, foto in bianco e nero in collaborazione con Antonella Mercati e Stefania Puntaroli.

Giorgio Di Genova

È nato a Roma nel 1933. Laureato in Lettere (Storia dell’Arte), ha insegnato lettere e dal 1979 Storia dell’Arte nelle Accademie di Belle Arti di Catania, Napoli e Roma. Nel 1953 ha pubblicato a Milano una raccolta di racconti. Dal 1961 svolge intensa attività come critico, saggista, collaborando a diversi quotidiani e riviste, conferenziere, ideatore e curatore di mostre di pittura, scultura, grafica, di arte sacra, di arte fantastica, di Narciso Arte, ecc. Nel 1965 ha fondato il trimestrale Terzo Occhio (Bora, Bologna). Nel 1975 ha curato il XXII Fiorino di Firenze. Dal 1980 al 1985 ha curato le Biennali Nazionali di Arte Contemporanea di Rieti. Nel 1984 è stato commissario alla XLI Biennale di Venezia. Nel 1988 è stato commissario della sezione italiana al II International Festival of Art di Bagdad. Dal 1996 al 1999 è stato direttore artistico del Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu), dove tra l’altro ha curato la contestatissima mostra L’uomo della Provvidenza; iconografia del Duce 1923-1945 e dal 1999 al 2006 del Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 di Pieve di Cento (Bo), ordinato in sale generazionali sull’esempio della sua Storia dell’Arte Italiana del ‘900, di cui dal 1990 sono pubblicati 7 tomi (l’ottavo, Generazioni anni Quaranta, I tomo, è in corso di stampa). È autore di diverse monografie (Cagli, Moreni, A. Bueno, Finotti, Bergonzoni, V. Venturi, Guasti ecc.), nonché di quelle sul Gruppo Aniconismo Dialettico, da lui fondato nel 1997 e sul Collettivo “Il Moro” di Firenze.
Per contatti: gidige@libero.it

Per BAU n. 3 “Dall’album delle istantanee”, testo diaristico

Lino Di Lallo

Nato a Rotello (Cb) nel 1946. Scrittore e artista visivo, vive e lavora a Firenze, dove si è laureato in architettura con Eugenio Battisti. Ha pubblicato due raccolte di poesie (El Gabatt, Bergamo 1980 e 1987), e Quo lapis? Inventare una scuola colorata (Einaudi, 1994). E’ stato redattore di Lotta Poetica e condirettore di Tèchne (Nuova Serie). Collabora a Il Caffè Illustrato. Negli anni Ottanta ha organizzato varie edizioni del Festival di Poesia Multimediale, con il gruppo Ottovolante.

Per BAU n. 4/5: "Il numero 150 ripassato centocinquanta volte", grafica con Penny Tripolus Gel-Liner Staedtler.

Gabriele Dini

Nasce a Viareggio nel 1985. Diplomato all'istituto d'arte A. Passaglia di Lucca frequenta poi il dipartimento di "Nuove Tecnologie dell'Arte" presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Si interessa di analogie strutturali tra cervello e softweare, connessionismo e reti neurali, e al rapporto che lega i processi analogici ai processi digitali. Attratto dai mezzi di comunicazione di massa sviluppatisi posteriormente alla nascita dell'informatica e in correlazione ad essa, realizza installazioni e video-installazioni. Nel 2005 espone a Viareggio dopo aver vinto un concorso organizzato e finanziato dalla provincia di Lucca. Vince il premio come miglior giovane nel concorso organizzato dalla associazione culturale Valleriana. Nel 2007 espone a Carrara e a Firenze presso la Fortezza da Basso con la videoinstallazione "Cadmo".
Risiede a Viareggio (Lu) in via Tirana 36.

Per BAU n. 4/5: "Cadmo 2007", libro-oggetto in busta con pigmento in rame e tessera magnetica.

Marcello Diotallevi

Nasce il 24 aprile a Fano dove risiede dal ’74. Vive per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato la sua attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni la sua attività artistica come pittore prima, poi come scultore nei primi anni ’70, quindi si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Dalla fine degli anni ’70 iniziano le sue incursioni nella Mail Art, nella Poesia Visiva e nell'ambito delle installazioni. In oltre trent’anni di attività ha collaborato a libri e riviste nazionali e internazionali. Numerose le mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Fa parte del gruppo di intervento artistico ”I metanetworker in spirit”. E' autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne Centre G. Pompidou, Parigi (Hazan Editeur 1983).

Per BAU n. 4/5: "Carmen", grafopoema in xerografia colorata a mano.

Ugo Dossi

Nasce nel 1943 a Monaco di Baviera, dove vive. Studia presso la Akademie der Birdemder Kunste di Monaco e all’Accademia di Brera di Milano. Ha esposto in prestigiose Gallerie e Musei di Arte Contemporanea d’Europa e in USA. La sua acuta ricerca visiva è incentrata sulla captazione e connessione con l’energia bionica della natura e degli uomini. Ha effettuato approfonditi studi sulla scrittura automatica e affioramenti di immagini psichiche in stato di trance e ipnosi. Costruisce macchine e installazioni mesmeriche e Reichiane che evidenziano energie orgoniche e l’aura vitale; visualizza flussi magnetici, di tensione e di carica che vengono proiettati su oggetti, corpi, statue, edifici, alberi e paesaggi.

Per BAU n. 4/5: Immagine digitale con flussi di energia bionica.

Fernanda Fedi

Vive ed opera a Milano. Espone dal 1968. Studi artistici a Milano e Bologna (laurea DAMS), corsi di perfezionamento alla Facoltà di Architettura di Milano (Museologia e Museografia) ed in ArteTerapia. Negli anni Settanta-Ottanta fa parte di gruppi artistici e collettivi che documenta nel volume Collettivi e Gruppi Artistici a Milano. Ideologie e percorsi 1968-1985 Ed. Endas. Ha collaborato col Comune di Milano. “Scuola al Museo”, e con la Regione Lombardia (Centro Bauer); attualmente insegna ai disabili l’uso creativo della creta. Organizza convegni. Numerose le sue partecipazioni a manifestazioni prestigiose in campo nazionale ed internazionale (Biennale di Venezia, Quadriennale a Roma, Palazzo dei Diamanti a Ferrara, The National Museum of Women in the Arts a Washington, ecc.). A partire dal 2004 la sua ricerca verte sulla scrittura Minoica e Micenea “Linear A” e "Linear B”, nella convinzione che l’incomunicabilità del segno e della scrittura sia la vera “fenomenologia” della comunicazione. Ricca la sua bibliografia. Nel 1983 ha attivato con l’artista Gino Gini l’Archivio Libri d’Artista, Laboratorio 66, di Milano.

Per BAU n. 4/5: Opera in tecnica mista in collaborazione con Gino Gini, calligrafie e pigmenti su xerox.

Lidia Fiabane

Nata a Belluno nel 1959. Si laurea in lingue e letterature straniere nel 1984. Soggiorni studio a Parigi e in Messico. Vive e lavora a Vienna dal 1984. Mostre personali e collettive nelle principali città austriache (Vienna, Salisburgo, Innsbruck, Graz, Klagenfurt), in Italia (Milano, Roma, Lucca, Viareggio), Germania (Bonn), Belgio (Bruxelles), Polonia (Varsavia), Croazia (Labin), USA (Los Angeles), Israele (Tel Aviv).
Tema principale del suo lavoro sono progetti di comunicazione multimediale che coinvolgono persone scelte a caso, di diversa provenienza ed estrazione sociale, in maggioranza estranee all'arte e al suo mercato. Alle persone intervistate vengono richieste associazioni verbali spontanee riguardanti temi particolari (quali as es. Italia/Austria, Donna/Uomo...). Dalle immagini ricordate e dai luoghi comuni immaginati prendono forma poi installazioni, collages, dipinti che, passando attraverso la parola parlata e quindi annotata, conducono a nuove immagini che si sovrappongono a quelle originariamente viste e pensate.
www.lidiafiabane.com

Per BAU n. 3 “Scacco matto”, scacchiera per gioco poetico-visivo.

Laura Fiaschi (Gumdesign)

Per BAU n. 4/5:"Ultimatum", anagramma espanso, in collaborazione con Luigi Lazzerini.

Luc Fierens

Nato nel 1961, vive a Weerde in Belgio. Dal 1984 è parte attiva in una vasta rete di artisti postali europei che si estende fino agli USA, comprendendo anche artisti Fluxus contemporanei, neo-dadaisti, performer e poeti sonori, poeti visuali che operano nell'area del collage e nuova scrittura. Sue opere ed edizioni (Postfluxpostbooklets) sono conservate in importanti archivi (come il Ruth & Marvin Sackner Archive di Miami Beach), biblioteche (MoMa Library, collezione di libri rari della Università di Buffalo, MaRT di Trento e Rovereto, ecc.) e in numerose collezioni private. Sue poesie visive sono state selezionate per il volume A Point of view. Visual poetry: the 90's, An Anthology, curata in Russia nel 1998 da D. Bulatov. I suoi postfluxgames sono inclusi in Fluxus Performance Workbook a cura di Ken Friedman (Performance Research 2002). Espone con frequenza in Italia, di recente alla Biennale del Libro d'Artista (Cassino, 2005) e alla mostra Alfabeti presso il nuovo spazio Studio Brescia di Sarenco (Ospitaletto, Brescia, 2007).

Per BAU n- 3 “Visual Writing”, collage verbo-visivo
Per BAU n. 4/5: "Collage", adesivo e interventi su xerox.

Nicola Frangione

Artista interdisciplinare e sperimentatore di varie tecniche artistiche, classe 1953. Ha pubblicato e prodotto edizioni di libri-d'arte e libri-oggetto. Nel 1975 pubblica la rivista di poesia Armadio e Officina. Nel 1977 il libro Osservazioni critiche sulla funzione del nervo ottico nella semiotica dell'arte e nel 1979 The relativity of language as the enigma of art. Nel 1980 i volumi Zen and Art e Snapshot e nel 1987 Madame et Theatre. Ha diretto con Luigi Bianco la rivista di dinamiche culturali Harta (1987-1995) e Osaon, spazio artistico multimediale di Milano. La sua ricerca nel campo musicale e della Poesia Sonora ha visto la pubblicazione di dischi e cd. Suoi lavori sonori sono stati trasmessi da radio nazionali in Olanda, Svezia, Spagna, USA, Giappone, Canada e da RAI uno e RAI tre in Italia. Dal 2002 è direttore artistico del festival Internazionale ART ACTION-Harta Performing di Monza.

Per BAU n. 4/5: "poet/expiry", foto con interventi.

Giuliano Galletta

È nato a Sanremo nel 1955, vive e lavora a Genova. Poeta visuale, performer, filmmaker, è attivo fin dalla seconda metà degli anni Settanta e ha esposto in gallerie e musei italiani e stranieri. Fra le sue mostre più recenti La camera melodrammatica (Galleria Martini & Ronchetti, Genova, 2006) e Giuliano Galletta a Casa Jorn (Casa-Museo Asger Jorn, Albissola Marina, 2007). Ha pubblicato il romanzo visivo tous jours (edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie Un impossibile giorno (edizioni Sileno, 1990), il saggio Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale (Gribaudo, 1995), Almanacco di un altro anno (Antilibro-posteditore, 2004), Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del XX° secolo (il melangolo, 2005), Sabrina e l'arte della felicità (il melangolo 2006).  

Per BAU n. 4/5: Foto b&n in stampa digitale. 

Serena Gatti

Nata a Pisa nel 1977, è laureata in Lettere all'Università di Pisa con una tesi su Les Paravents di J. Genet, dottoranda in Teatro all'Università di Bologna. Regista e performer, si forma con maestri riconosciuti a livello internazionale: Rena Mirecka, Gey Pin Ang per il teatro, Simona Bucci, Charlotte Zerbey per la danza. Collabora con Alfonso Santagata, Egum Teatro, Pontedera Teatro, Telluris Associati, Sonia Brunelli, Az Theatre, Gey Pin Ang, Jerry Pilgrim, Andrea Dosio. Vince la borsa Movin' Up Gai per lo spettacolo By the Way, che debutta a Singapore nell'estate del 2006. Tra le messe in scena, Palestine Street e Maldoriente, due spettacoli sulla Palestina con la collaborazione del cantautore D. Giromini; Blooming Sickness; Umori Erranti con le fotografie dell'antropologa R. Pagliei e le poesie di W. Symborska; In Bilico, un assolo di teatro fisico liberamente ispirato al saggio Le Funambule di Jean Genet. Collabora come aiuto regista alla Fondazione Sipario Toscana, come critico teatrale alla rubrica “Teatro e spettacolo” di Superava e tiene laboratori di teatro in centri culturali, scuole e teatri. www.myspace.com/serenagatti

Per BAU n. 4/5: Sequenza fotografica dalla performance "In bilico". 

Delio Gennai

Nato a Pisa nel 1948 si è laureato in Storia dell’Arte all’Università di Pisa. Dal 1987 gestisce l'associazione culturale "Studio Gennai", galleria d'arte contemporanea.
”Il lavoro di ricerca di Gennai, a partire dagli anni ’80, ha tratto ispirazione dal patrimonio artistico della città di Pisa, facendo delle decorazioni marmoree di architetture religiose e dei trofei di guerra islamici, conservati in una chiesa pisana, il centro propulsore di un nuovo e personale linguaggio. Geometrie, simboli, motti in lingua araba… diventano un alfabeto per comporre nuovi significati, semi di un lavoro di ricerca, in bilico tra astrazione e decorazione, nel quale l’autore procede per substrati, portati via dalla realtà di partenza. Un nuovo linguaggio fatto di trasparenze, profili, bianco su bianco, profondità originate dal doppio, dal positivo-negativo, piuttosto che l’illusionismo prospettico.” Nel corso degli ultimi anni il vocabolario segnico di Gennai è stato arricchito dalle rappresentazioni grafiche del mondo vegetale tratte da vecchi libri di botanica e genetica.

Per BAU n. 3 “Scacchiera botanica”, xerografia su carta lucida.
Per BAU n. 4/5: Scrittura circolare, collage con carta, garza e tagli differenziati

Eugenio Gherardi-Angiolini

Nato a Viareggio nel 1953, residente a Camaiore. Laureato in architettura, diplomato presso l'Istituto d'Arte in grafica e fotografia. Fotografo pubblicitario dal '78 al '98. Attualmente docente ordinario di fotografia e grafica presso l'Istituto professionale S. Pertini di Luccca.

Per BAU n. 0: "L'autoscatto rubato" installazione fotografica
Per BAU n. 1: "Frammenti di memoria" reportage fotografico

Angelo Giannecchini

Nella mia prima visita a Parigi, lasciato il tempio degli impressionisti, pensai di essere stato prosciugato da ogni emozione e pertanto ignoravo che la più intensa non avrebbe tardato a fulminarmi. Il fulmine non mi risparmiò quando, da un giradischi mi raggiunse la voce di Edith Piaf, di cui ignoravo l'esistenza. Quel canto di donna che per me non aveva ancora un volto, scaturiva dalle viscere e sgorgava dalla gola come un getto di lava che ricevevo in pieno a nervi scoperti. In quel preciso istante Piaf entrava nella mia vita, che avrebbe "rimodellato", e cominciava con lei la mia "histoire d'amour". Da quel giorno, con l'avidità tipica dei ventenni, iniziavo a collezionare tutto ciò che la riguardasse, e la ricerca continua... Piaf veniva a mancare il 9 ottobre 1963. A quarantacinque anni di distanza, tutt'ora all'apice di una popolarità che il tempo non ha saputo corrodere, il mondo continua a osannarla con libri, spettacoli, films, commedie musicali e ogni sorta di tributi. Anch'io ho ceduto al desiderio di dichiararle "pubblicamente" il mio amore: avrei raccontato la sua vita, consultando, a ogni virgola, a ogni punto, gli archivi della mia (ormai immensa) collezione. Nasceva così il "mio" libro: Piaf, Passione e Arte (2006). 

Per BAU n. 4/5: Collage in stampa digitale e testo

Emanuele Giannelli

Nato a Roma nel 1962, si trasferisce in Versilia nel 1981, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1984. La sua ricerca affronta vari temi, dall'industriale alla cibernetica, ama restituire vita a materiali scartati dall'industria, predominante è sempre la figura dell'uomo. Temi che nascono da mondi visionari ispirati da scrittori come Philip Dick o Ray Bradbury, da gruppi musicali come Einsturzende Neubauten o Ministry, dai fumetti di Enki Bilal e film come Blade Runner. I suoi materiali sono diversi: dai tradizionali come la ceramica, terracotta, bronzo e gesso, ai più nuovi come la resina e poliuretani. Negli ultimi due decenni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, sia in Italia che all'estero. Tra le gallerie più importanti: Galleria Astuni a Pietrasanta, Galleria Pack e Galleria Davide Di Maggio a Milano, Galleria Fabio Paris a Brescia. Vive e lavora a Forte dei Marmi.

Per BAU n. 4/5: "Totem", foto su cartoncino con timbro

Gino Gini

Nasce a Milano nel 1939. Si diploma al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti Brera di Milano. Espone dal 1968. Inizialmente opera nel campo della “Nuova Figurazione” e nel 1976 è presente alla 36° Biennale di Venezia nel settore “Arte e Ambiente” curato da Crispolti. Dal 1976 la sua ricerca si rivolge al rapporto tra parola-immagine-scrittura e alla Poesia Visiva, operando un radicale cambiamento. Il suo lavoro si dispiega per cicli. Dalla fine degli anni Settanta è presente in numerose rassegne di tendenza verbo/visuale in Italia e all'estero. Nel 1976-1977 nascono i Libri d'Artista, luogo privilegiato della sua ricerca. Sono circa 120 i libri in monocopia esposti in rassegne prestigiose in Italia, Portogallo, Germania, Francia, Ungheria, Egitto, ecc. Considerato uno dei massimi esperti del settore, nel 1983 assieme all'artista Fernanda Fedi fonda l'Archivio Libri d'Artista, Laboratorio 66, di Milano, che conta oltre 650 libri d'artista. Divulga la conoscenza di questo media attraverso iniziative culturali, conferenze, mostre e rassegne a carattere internazionale. Il percorso del suo lavoro artistico è oggetto di studio e ricerca. Possiede una ricca bibliografia.

Per BAU 4/5: Opera in tecnica mista in collaborazione con Fernanda Fedi, calligrafie e pigmenti su xerox.

Letteria Giuffrè-Pagano

Nata a Messina nel 1977, dopo la maturità artistica si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2000 con una tesi in Estetica, Corpo e rappresentazione. Nel 1998 presenta la sua prima mostra personale Spasmi nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Messina, nel 2000 il suo primo spettacolo come regista, HOR. Nel 1999 fonda il gruppo di ricerca in arti visive e performative Telluris Associati. Partecipa a esposizioni, rassegne e festival in Italia e all’estero, tra i suoi progetti Around the temple presso il Sanskriti Kendra di New Delhi, nel 2004. Vince la terza edizione del premio La Torre Grossa, Festival internazionale del documentario sul religioso a cura della Mediateca Regionale Toscana. Alcune sue opere pittoriche fanno parte di collezioni private. Da qualche anno risiede a Pontedera e collabora con istituzioni, teatri e artisti internazionali per progetti di ricerca in campo artistico-pedagogico.

Per BAU n. 4/5: "Around the Temple", video-collage in dvd su cartoncino con carte e pigmenti.

Fabio Giusti

È nato a Pietrasanta il 17-3-1981 e vive a Viareggio. Diplomato al Liceo Scientifico di Viareggio, studia Lingue e Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Dalla fine del 2002 si è avvicinato alla videoarte ed ha realizzato il suo primo video nel febbraio 2003. Ha all’attivo 9 video ed una collaborazione con Lorenzo Bertolucci e Marco Pampaloni. Nel 2003 crea Art&Video con Gaia Armellino, unendo giovani artisti locali e realizzando eventi “audiovisivi” a Viareggio. Art&Video diventa poi L’ÉléphanTerrible allargando la schiera dei collaboratori e l’impegno, con concerti e altri eventi, aderendo inoltre al progetto Gallerie Comunicanti in Versilia.
Ha partecipato al festival internazionale “CinemAmbiente Environmental Film Festival” nella sezione “Panorama” con Electronotte ed ha ottenuto una segnalazione nella sezione “Videomakers” al Festival di S. Biagio a Cesena con VideOdio, selezionato anche a Cinecittà IFF e Ultracorti FF. Questo è il secondo video animato che realizza con Lorenzo Bertolucci ai pennarelli

Per BAU n.0: Istruzioni per la lettura del VideoCD allegato: Lettore DVD - è sufficiente inserirlo come un normale DVD o VCD, dopodiché effettuare una scelta nel menu (1 o 2). Personal Computer - se si dispone di un programma come WinDVD o simile che permetta la lettura di DVD, è sufficiente aprire il CD dal programma. Altrimenti, esplorare il contenuto del CD da “risorse del computer”, accedere alla cartella MPEGAV, aprire uno dei due files .DAT con Lettore Multimediale di Microsoft o altro software per leggere musica e video.
Per BAU n.1:" Insonnia" racconto con immagine
Per BAU n.2: “DifficolPà”, cortometraggio a disegni animati installato su cartoncino A4. Idea: F. Giusti e L. Bertolucci. Disegni: L. Bertolucci. Montaggio: F. Giusti

Andrea Gobetti

Strisciato al mondo la domenica 30 Marzo 1952 in quel di Torino, capì d’aver trovato la sua strada 14 anni dopo, carponando nella Grotta di Bossea. Tale strada è un labirinto sotterraneo che non l’ha portato da nessuna parte, ma l’ha arricchito d’esperienze inutili quanto straordinarie quali esplorare luoghi sconosciuti, nominarli e progettarne l’ampliamento.
Ha conosciuto uomini straordinari e quest’occupazione pare essergli stata d’ispirazione nel scrivere i suoi libri d’esperienze vissute: Una frontiera da immaginare (Corbaccio, 1976), Le radici del cielo (CDA, 1985), Drammi e diaframmi (Corbaccio, 1996), L’ombra del tempo (CDA Vivalda, 2003). Si è inoltre dedicato con successo alla cripto biologia con la serie di racconti legati al personaggio del professor De Coriolis, diventati sceneggiatura dei film di Marco Preti Il giardino dell’Aepyornis e Sotano e continuati nella pubblicazione per Skira di Animalia Tantum, lussuoso e invendibile escursus sugli animali che abitano la nostra memoria.
Il video lo affascina da quando vien costruito da maneggiare con una mano sola, trasformandolo in breve da inchiostratore a videoteppista; incontra così il luganese Fulvio Mariani, che d’immagini è maestro e i due insieme se la cavano piuttosto bene nello scoprire lo scultore ertano Mauro Corona (L’uomo di legno, 1994), scrittore diventato poi celebre. Non paghi, aspirano a uno sconto generale di pena compiendo e filmando il pellegrinaggio attorno al sacro monte Kaylash in Tibet, La strada di Olmolunring, 1995.
Al fin del secolo morente, il nostro è cacciato per dichiarata incompatibilità con l’analfabetismo sportivo delle riviste alpinistiche su cui scriveva raccontini. Ritorna allora alla speologia a cui scoprendo che le grotte hanno la forma del tempo dedica L’ombra del tempo, prima in libro e quindi in video nel 2004.
All’esterno vive da vent’anni in Lucchesia sulla collina di Matraia, assiduamente richiamato all’azione da Giuliana, qualche centinaio di generosi olivi, Marianna e Stefano che diventan grandi.

Per BAU n.1: Pieghevole con foto, mappa e riflessioni lirico- filosofiche.

Gruppo Artium

Nasce a Carrara nell’anno uno/ operativo nella ricerca visiva. Nell’estate due, tre, quattro, Artium è presente alla Chiesa della Torretta di Fosdinovo (MS), luogo scelto dal gruppo per le proprie ricerche.

Per BAU n.1: Titolo dell’Oper.Az.(one) di “Fusione” Solis Et Lunae/Parte uno in A.R.T.I.U.M., in B A U (per una comunicazione preistorica) / (sezione A x 60 esemplari).

Gian Paolo Guerini

È nato toro verso la metà del XX secolo nel sud dell’Europa. Ha studiato dai Gesuiti coltivando una avversione totale verso il dogmatismo, prediligendo incondizionatamente la “via negativa”. Si è laureato in teologia con una tesi su Clowde of Vnknowyng. Ha diretto una ridicola rivista saltuaria ed effimera di materia poetica Théatre Du Silence. È docente di letteratura trascendente presso l’Università dell’Oblio nella terra desolata, dove tiene regolarmente corsi per liberare la scrittura dalla cultura. Vive tra Torino, Roma, Ljubljana con due figli e la loro mamma. Attende paziente che le cose che devono accadere accadano.

Per BAU n.2: “Pietre anali, intrighi e prebende”, 150 pagine singole estratte da un libro

Gumdesign

"Abbiamo avuto due formazioni diverse… ognuno interessato all’inizio a qualcosa che si avvicinava a quello che adesso facciamo; quando Gabriele era piccolo voleva fare le case e credeva che solo gli ingegneri facessero le case… quando Laura era piccola sognava di disegnare per la Walt Disney… in entrambi i casi poi la vita e la conoscenza ha aperto nuove visioni, fino al momento in cui le due strade si sono incrociate... E dalla 'fusione' dei due corpi e delle due menti nasce una nuova realtà che si interessa di progettazione e comunicazione, in senso globale... Filoni guida e maestri... certo... ma diventa tutto così confuso ad un certo punto, si prende qualcosa da qualcuno e qualcos'altro da qualcun'altro... la pop art ma anche il minimalismo... Andy Warhol, Bruno Munari, Achille Castiglioni... e chissà quanti altri."
Fondato nel 1999 dall'architetto Gabriele Pardi e dalla designer Laura Fiaschi, lo studio gumdesign di Viareggio si occupa di architettura, interior design, industrial design, grafica, ideazione ed organizzazione eventi per fiere e spazi espositivi. Dinamicità, trasformabilità e versatilità, ironia e gioco sono le caratteristiche percepibili in ogni progetto affrontato dallo studio.Progettare e sognare procedono insieme, immaginare, ideare, inventare, creare qualcosa di nuovo e proprio... tutto ciò implica una tensione emotiva che altro non è che sogno! (info@gumdesign.it ; www.gumdesign.it)


Per BAU n.1: “L’attendista”, creazione grafica per il racconto omonimo di L. Lazzerini (vedi).
Per BAU n.2: “Una casa cosciente”, cartoncino fustellato per opera-oggetto tridimensionale
Per BAU n. 3 “Maschera”, busta serigrafata con istruzioni per l’uso
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum", composizione grafica, stampa su cartoncino.

Elisabetta Gut

Nata a Roma nel 1934 dove risiede. Negli anni ’60 ha svolto attività didattica, di scenografa e regista teatrale. Tra i maggiori rappresentanti della poesia verbo-visiva, ha esposto alla Biennale di Venezia (1978), Biennale di San Paolo (1981 e 1994), X e XI Quadriennale Nazionale di Roma (1977 e 1986), alla Galleria Civica di Arte Moderna di Torino (1998) alla Columbia University (1979,1987), The Museum of Modern Art di New York (1992), The National Museum of Women in the Art, Washington (dal 1987 al 2003), al Centre G. Pompidou di Parigi, al Museo L. Pecci di Prato (2000), Meguro Museum di Tokyo (2000), Museion di Bolzano (2003), in Australia più volte al Festival di Perth, all’Università di Sidney e di Melbourne, al Metronom di Barcellona (1981), a Valencia (1982), alla Biennale di Medelin in Colombia. Hanno scritto sulla sua opera, tra gli altri: M. Bentivoglio, U. Carrega, F. Casorati, E. Crispolti, G. Di Genova, G. Fontana, F. Menna, N. Ponente, M. Vescovo, A. Spatola, E. Miccini.

Per BAU n. 4/5: "Nooot", collage in stampa digitale.