BAU
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Virginia Cafiero

Vive e lavora a Genova. Legata al mondo dell’arte e alla produzione artistica fin da bambina, dopo un primo interesse per la pittura e la tecnica dell’acquerello, ha intrapreso una personale ricerca sulla carta e sui processi di realizzazione di tale materia. Parallelemente ha approfondito le proprie conoscenze sul mondo vegetale coniugando erbe e fiori alla creazione di impasti cartacei. L’interesse per la carta quale supporto comunicativo l’ha avvicinata al mondo della produzione di libri d’artista e della mail art. Le sue opere, esposte in personali e mostre collettive in Italia, Francia, Germania, Olanda e Canada, sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Per BAU n. 7 "Sorpresando", composizione poetica con scrittura e collage di carte fatte a mano.

Martina Caniparoli (Oli)

Sono nata 26 anni fa. Mi sono laureata nell’estate 2006 in Cinema e Immagine Elettronica con una prova finale intitolata “Lo Spazio Azzurro”, una videointervista a Paolo Rosa sul tema dello spazio nelle opere di Studio Azzurro. Nel 2006 ho partecipato a due mostre collettive.

Per BAU n.2: “La guerra è nella mia testa”, fotografia su acetato
Per Bau n. 3 “Abbandono numero due”, fotografia analogica in stampa digitale su carta patinata

Giancarlo Cardini

Nasce a Querceta nel 1940. Pianista, compositore, performer, ricercatore e sperimentatore acustico operante a Firenze sin dai primi anni ’60. Con Silvano Bussotti, Giuseppe Chiari, Daniele Lombardi, Albert Mayr, Pietro Grossi, Marcello Aitani e Sergio Maltagliati, sperimenta l’interazione tra suono, gesto e visione in una dinamica sinestetica frutto delle avanguardie storiche, da Kandinskij al Futurismo, da Skrjabin e Schoenberg al Bauhaus. La sua produzione musicale spazia dalla musica sinfonica e cameristica
alle creazioni d’avanguardia, come le sue opere audio-visuali ed il suo micro-teatro acustico. Nei suoi lavori traspare una continua ricerca della bellezza estetica nelle sonorità. L’aspetto scenico, molte volte protagonista nelle sue opere, ha un carattere fortemente narrativo e determinante; scenografie, costumi ed oggetti di scena. Trova anche ispirazione nella musica per teatro, a cui si dedica scrivendo musiche di scena per I Magazzini. Cardini è inoltre da molto tempo collaboratore di maestri della musica contemporanea
qualiJohn Cage, Morton Feldman, Sylvano Bussotti e altri. Nel 1990 pubblica il libro Bolle di sapone, una raccolta di micro-poesie incentrate sulla percezione del quotidiano. Sono numerose le esibizioni e i concerti in teatri e rassegne in Italia e all’estero.

Per BAU n. 7 "Neo-Haiku Suite", per pianoforte, fiori, luci e oggetti (1979). Documento fotografico.

Ugo Carrega

Nasce a Genova nel 1935. Vive a Milano dal 1966. Nel 1960 edita il primo fascicolo di poesie astratte. Nel 1958 incontra Martino Oberto e collabora alla loro rivista Ana Eccetera. Nel 1965 realizza la rivista Tool: quaderni di scrittura simbolica. Nel 1967 teorizza la Nuova Scrittura, sigla che diventerà operativa nel 1974 per l’attività del Mercato del Sale con la partecipazione di Anna e Martino Oberto, Corrado D’Ottavi, Vincenzo Accade. Nel 1982 teorizza l’Artescrittura. Oltre a Tool ha realizzato aaa (con Mario Diacono) e numerosi bollettini e documenti sulla ricerca verbovisuale. Agli inizi degli anni Ottanta ha modo di frequentare assiduamente Emilio Villa. Nel 1986 inizia la collaborazione con Sarenco, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti e Stelio M. Martini. L’intensa attività di organizzatore, promotore e sperimentatore nell’ambito della scrittura pone Carrega tra i maggiori protagonisti del rinnovamento poetico-letterario italiano e internazionale.

Per BAU n. 6 "Senza titolo", serie di diverse poesie visive con ideogramma e interventi manuali.

Mauro Carrera

Scrittore, critico d’arte e bibliofilo, vive a Parma. Per l’Università per Stranieri (Pg) ha curato oltre cinquanta mostre, tra le quali: Percorsi paralleli, CERP, Perugia 2001; Fantasia, Giappone 2002; Jean Cocteau Il poeta, il testimone, l’impostore, Fondazione Magnani-Rocca, (Pr) 2005; Uroburo, Archivio di Stato, Parma 2005; Jean Cocteau le joli coeur, Palazzo delle Stelline, Milano 2008; Cui dono lepidum nuvum libellum, ArteLibro 2009, Bologna. Ha pubblicato tra gli altri: Breve storia del teatro dialettale in Italia, La Stamperia, Matera 1998; Il mistero svelato, Barani, Montechiarugolo (Pr) 2007; Oreste Emanuelli. e il segreto della Natura Pingens, Mattioli 1885, Fidenza (Pr) 2008; La collezionista di bestie rare, Pulcinoelefante, Osnago (Lc) 2009. È risultato l’autore più votato in “Alla ricerca del libro perduto” del Giornale dell’Arte per Artelibro 2009.

Per BAU n. 7 "Un piccolo diamante", racconto in busta con differenti reperti fotografici. Un ringraziamento di cuore a Mauro Davoli (foto).

Luciano Caruso

Buona parte del lavoro creativo di Caruso resta consegnato ad una quantità di edizioni e autoedizioni il cui elenco non è possibile qui riportare. Né, riportandolo, esso renderebbe giustizia all’insieme della sua opera, che pure va ricordata per le numerose iniziative editoriali, mostre, eventi, film e altro ancora, per cui fu sempre presente per l’intera, pullulante area dell’attività underground non solo italiana di quei decenni. Caruso fu una di quelle figure di poeti le cui motivazioni affondano le radici in tutta l’ampiezza dell’humus culturale. La sua produzione creativa fu da lui considerata come il lavorio continuo intorno a un unico interminabile “testo indicibile” i cui termini essenziali egli stesso delineò in un suo noto Autocaruso: “indagare sui meccanismi che sovrintendono all’atto artistico, alla composizione di poesie materiali, di poemi-oggetto e di libri-oggetto, convinto ormai che l’unica possibilità di esistere per il poeta consiste nel riscatto della quotidianità” (in Del poetar citando, Belforte, Livorno, 1984). Nello stesso testo egli fa risalire al 1965 l’inizio del suo “interesse per sperimentazioni di scrittura visualizzata e materica” collegandolo all’incontro con Emilio Villa e Mario Diacono. Nato nel 1944, Caruso iniziò la sua attività a Napoli già con l’ultimo fascicolo di Linea-Sud (1967) e diede poi vita e anima al gruppo Continuum e ai fogli di E/mana/azioni (1976-1981). Nel 1976 si trasferì a Firenze, dove venne a mancare nel dicembre 2002. (Stelio M. Martini)

In BAU n. 6 "Senza titolo"

Alberto Casiraghy

Artista poliedrico, scrittore, poeta, musicista, pittore, tipografo per Il Giornale, ai tempi in cui Indro Montanelli ne era il direttore, nonchè fondatore della casa editrice Pulcinoelefante, i cui primi testi risalgone al 1982. Da allora, la casa ha pubblicato più di 10.000 opere. Queste edizioni, caratterizzate dal piccolo formato, risultano uniche ed originali grazie alla loro fattura artigianale: poche pagine cucite assieme, composte manualmente da caratteri mobili in piombo, e stampate su carta hahnemuhle (una carta pregiatissima prodotta in Germania) con un'antica pressa. Generalmente tutte le edizioni non superano le 30 copie. Fra gli autori figurano sia artisti affermati, che scrittori meno conosciuti: Alda Merini, Bruno Munari, Elio Pagliarini, Allen Ginsberg, Ezra Pound, Samuel Beckett, Franz Kafka, Cesare Zavattini e molti altri.

Per BAU n. 7 "Senza titolo", prove di stampa e pagine da libri d’artista.

Bruno Cassaglia

È nato a Vado Ligure nel 1949, vive e lavora a Quiliano. Autore di racconti, testi poetici e microinterventi land- art, per la sua ricerca poetico-visiva passa (con spirito neo-fluxus) dalle carte alla fotografia, dai grandi teli alla performance, fino alla viedo-installazione. Noto anche per interventi in ambito di mail art e net-art. È attivo dal 1978 ed ha partecipato a centinaia di esposizioni in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati. Opere in permanenza alla Galleria d’Arte Il Gabbiano alla Spezia, alla Galleria d’Arte Etage a Munster (Germania), alla Galleria d’Arte Ghiglieri a Finale Ligure e alla Galleria Green Brush, Monaco (Germania). Nel 2005 fonda con Renato Cerisola e Alberto Ferrando Il “S.A.C.S.” Spazio Arte Contemporanea Sperimentale del Comune di Quiliano. Nel 2007 viene invitato al progetto Camera 312 Promemoria per Pierre a cura di Ruggero Maggi, per la 52° Biennale di Venezia.

Per BAU n. 7 "Senza titolo", disegni su cartoncino colorato.

Walter Catalano

24-06-76 Viareggio, Cancro. Diplomato come dirigente di Comunità, è iscritto alla Facoltà di Psicologia di Firenze (indirizzo Clinico). Tra i fondatori della rivista autoprodotta/aperiodica/egosintonica Narrenschiff uscita in quattro numeri (dallo 0 al 3). Si interessa di recitazione, sperimentazioni vocali, cinema, musica e culture visuali.
Contatti: c.p. 114, 55048 Torre del Lago (Lu) Cell. 3201705049
cineschizofonopsycho@infinito.it ; waltercatalano76@hotmail.com

Per BAU n.1: “Rielaborazione sognata di un sogno”, nella cartella “Narreschiff”, edizione speciale contente cinque opere di altrettanti autori (vedi E. Marracci, G. Mencarini, M. Pampaloni, S. Pocci).

Guglielmo Achille Cavellini

(Brescia 1914-1990) GAC, come amava firmarsi, è stato un personaggio multiforme e geniale che per circa un cinquantennio ha vissuto, da esperto collezionista e da singolare autore, l’arte contemporanea. Dal 1946 al 1958 colleziona gli autori suoi contemporanei dell’astrattismo europeo. Nei primi Sessanta intensifica la propria attività artistica con opere legate alla citazione dei maestri del Novecento e al recupero di oggetti personali e quotidiani, che vanno a formare una sorta di teatro carico di memoria e anche di denuncia sociale. Nel 1971 decide di rivolgere attenzione unicamente a se stesso, per segnalare la deformazione di un sistema permeato da invidie e chiusure invalicabili. Conia quindi il termine “autostoricizzazione”, attraverso il quale inizia un’operazione di comunicazione internazionale attorno al Sistema dell’Arte, producendo lavori in cui esalta con graffiante ironia la trasformazione dell’artista attraverso l’autopromozione.
Scrive una Pagina dell’Enciclopedia partendo da una semplice cronaca autobiografica, sfociando in una vera e propria iperbole del culto della personalità. La sua scrittura diviene quindi una cifra pittorica usata con maniacale insistenza su tutti i supporti possibili: colonne, manichini, tele e drappi di dimensioni enormi. Il suo corpo, in una sorta di continua performance che assume spesso atteggiamenti irriverenti e beffardi, diviene un’opera d’arte. Le Mostre a domicilio, spedite per posta a migliaia di indirizzi, divengono una specie di vessillo per tanti giovani artisti con cui stabilisce un fitto scambio di mail art, tanto da creare uno degli archivi-museo tra i più cospicui ed interessanti di questo tipo di opere provenienti da ogni parte del mondo. Produce inoltre i manifesti che innumerevoli musei di tutto il mondo dovranno usare per celebrare il suo centenario nel 2014.
Piero Cavellini / Archivio Cavellini, Via Milano 110, 25136 Brescia; cavellini@alice.it; www.cavellini.org

Per BAU n. 7 "Senza titolo", foto digitale con originale francobollo e timbro d’artista. Dall’Archivio Cavellini.

Giorgio Celli

È docente nell'Istituto di Entomologia "Guido Grandi" presso l'Università di Bologna e coordina un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi in agricoltura, sull'ape come organismo indicatore dell'inquinamento ambientale e la sua etologia. È membro del Comitato tecnico scientifico del Parco del Delta del Po, e responsabile del Progetto zanzare promosso dalla Regione Emilia Romagna e dai comuni della costa adriatica. Ha fatto parte del Gruppo '63 e ha collaborato a numerose riviste. Ha scritto numerosi libri, tra i quali ricordiamo alcuni tra gli ultimi: Il gatto di casa: etologia di un'amicizia (Muzzio,1997), Darwin delle scimmie (Bollati Boringhieri, 1999), Vita segreta degli animali (Piemme, 1999). Interessato al teatro e all'arte, nel 1975 ha vinto il premio Luigi Pirandello con l'opera Le tentazioni del professor Faust, ha messo in scena diverse sue pièce, due volte (1975, 1977) al Festival dei due Mondi di Spoleto, e nel 1986 ha curato per la sezione "Arte e scienza" della Biennale di Venezia l'audiovisivo Arte e biologia nel Novecento. Collabora con La Stampa e ha una rubrica su Quattrozampe. È il conduttore della fortunata trasmissione televisiva di RAI 3 Nel regno degli animali. Dal giugno 1999 è parlamentare europeo.

Per BAU n. 7 "Manifesto della pedonalità", testo poetico.

Sergio Cena

Sergio, Bruno, Vittorio Cena-Scanavino ebbe i natali in Torino il 5 aprile 1948 per la gioia e la perplessità di tutto il genere umano. Interessato alle arti visuali sin dagli anni ’60, dal 1973 si occupa di poesia concreta e fonetica. Un itinerario che si riassume in una ottantina di esposizioni di gruppo e personali. Come organizzatore, con Arrigo Lora Totino pubblica l’antologia Futura (Cramps Records, Milano), sette dischi che ripercorrono la storia della poesia fonetica dai suoi inizi agli anni ’70. Ha fatto parte del gruppo “Il Dolce Stil Suono”, con A. Contò, G. Fontana, M. Graffi, G. Niccolai, A. Spatola e altri. Ha fondato i gruppi “Ex Novo” con C. Bertola, P. Porta e A. Vivacchio e “Bild Gedicht” con A. Lora Totino e S. Ciliberto. Nel 1994 si trasferisce in Francia, dove ha fondato e cura Ad Hoc, antologia di poesia visuale e dintorni. Ha pubblicato nel 1990 per i tipi delle edizioni La Bilance (Sauveterre du Gard), D’Errances in collaborazione con Gèrard Pierre Ernest; nel 1993 per i tipi di Sapiens, Milano, Gazzetta di Gazzarre - Gazzarra di Gazzette, opera in versi e prosa in collaborazione con A. Lora Totino. Nel 2002 per Riccardi (Napoli) pubblica la raccolta di racconti Hypokritaletheiomachie; sempre nel 2002 si fa promotore del manifesto “Dasein Projekt” in cui si propone una visione rinnovatrice ed etica della poesia visuale. Per il resto, all’insegna di un sano e civile edonismo, ozia, conversa, ama le donne sensuali e si dedica alla buona cucina. Alcuni esegeti vedono in lui la personificazione divina ma sbagliano, essendo a nostro giudizio molto di più, oppure sbagliamo noi, ma così è.

Per Bau n. 3 “Fatto il…”, cronologia amanuense

Lele Cerri

Viareggino classe 1947, nel 1969 si trasferisce a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti diplomandosi in scenografia nel 1974. Accantonata subito l’idea di una carriera da scenografo, dipinge e scolpisce senza però partecipare a rassegne o mostre se non quelle nell’ambito strettamente interaccademico romano. Per tutti gli anni ’70 fa parte degli organici del teatro Alberico, una delle sedi principali dell’Avanguardia teatrale romana di quel tempo, militando come attore e autore nel Patagruppo, nel Gruppo Odradek con Rosa di Lucia, tra gli altri, e partecipando alle attività di Leo De Berardinis e Perla Peragallo. Verso la fine di quel decennio entra a far parte del teatro ufficiale nelle compagnie di Tino Buazzelli, Renzo Giovampietro, Paolo Poli, e il Teatro Stabile di Torino per il quale prende parte a “La Guerra” di Goldoni per la regia di F.Liberovici e Mario Missiroli.
Nel 1983 si trasferisce a Milano dove inizia la sua attività di conduttore e autore di programmi radio e di canzoni. Scrive una ventina di canzoni incise da Mina. Nell’87, inizia la sua collaborazione di dodici anni con la RAI come autore di un programma radio condotto da Mina.
Alla fine degli anni ’90 decide di presentare in alcune personali i suoi lavori di scultura e di pittura e prende parte ad alcune collettive con sue installazioni.

Per BAU n.0: unfazzolettodimarktobeylelecerrimoda una parafrasi
Per BAU n.1: "Dadi", vido-opera su dischetto

Chiara Chelotti

È nata a Pietrasanta nel 1973.
Studi in Lettere e Filosofia. Collaborazioni con Flash Art e Vogue Uomo.
Critica d'arte contemporanea, ha curato mostre quali Aperto Italiano, Flash Art Museum, Trevi 1997; On/Off, Galleria La Corte Arte Contemporanea, Firenze 1999; Sopranatura, Galleria C'arte d'identità, Pietrasanta, 2002.
Vive a Viareggio.

Per BAU n.2: Senza titolo, foto (recto, vedi A. Volpe) e riflessione teorica (verso) plastificati in A4

Giuseppe Chiari

Nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno. Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi. Nel '63 viene eseguito a New York il suo lavoro "Teatrino" all'interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70, poesia concreta, per la parte musicale. Pubblica il libro Musica senza contrappunto nel '69 e Senza Titolo nel '71. Nel 1970 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti, performances, conferenze che lo portano, fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York. La sua attività come artista visivo lo porta ad essere considerato l'artista Fluxus italiano più importante in campo internazionale. Muore a Firenze nel maggio del 2007.

Per BAU n. 4/5: Aforisma su fotocopia con dedica a Tommaso Tozzi (che BAU ringrazia per il tributo all'amico e maestro scomparso).

Alessio Chierico

Nasce a Perigia nel 1984. La sua ricerca si focalizza attualmente nello studio della “forma” del digitale partendo da un approccio strutturalista. La sua analisi porta infatti alla destrutturazione del medium e alle conseguenti riflessioni in ambito ontologico e linguistico.

Per BAU n. 7 "Just Holes?", codice impresso su carta.

Piermario Ciani

È nato il 19 Giugno 1951 a Bertiolo (Ud). Ha realizzato immagini con procedimenti manuali, fotochimici, elettrostatici e digitali. Pubblica ed espone le sue opere dal 1976: prima dipinti, poi fotografie, xerografie, mail-art, installazioni multimedia e adesivi. Predilige i supporti cartacei ma spesso le sue opere sono immateriali e si percepiscono ai confini tra la telepatica e la telematica. Sue immagini fotografiche sono state pubblicate su: Photo, Fotografare, Reflex, ecc., e sui libri Storia e tecnica della fotografia, Storia della fotografia italiana, On the rock, ecc. Dal 1980 è attivo nel network dell'arte postale, producendo francobolli, cartoline, collages, e partecipando a centinaia di progetti e mostre in ogni parte del mondo. Ha ideato e coordinato le attività multimedia di Trax (1981-87), un progetto a cui hanno collaborato oltre 500 artisti di diverse nazionalità. Dal 1986 utilizza il computer per realizzare immagini digitali, performance e installazioni (Pordenone, Modena, Umbertide, Graz, Linz, Wroklaw, Arnhem, ecc.) e come supporto per le attività di graphic designer. Si occupa dell’immagine delle Edizioni AAA di cui è titolare. L'attività di progettista grafico è documentata su: Design Journal, Linea Grafica, Business Card Graphics, Brochure Design Forum, ecc. Nel 2001 ha dato vita al progetto F.U.N. (Nazioni Unite Fantastiche).
dedicato a dimensioni parallele, in cui è stato risucchiato nel luglio 2006.

Per BAU n.2: “Make love stop war”, opera-oggetto, gioco del 15 modificato e applicato su cartoncino
Per BAU n. 3 Autoritratto con nomi multipli, timbrato sul retro con logo F.U.N. dall’archivio E.O.N. Omaggio postumo di BAU all’autore, che aveva contribuito a BAU 2 con il suo “gioco del 15” in versione pacifista

Filippo Ciavoli Cortelli

Nato a Pietrasanta nel 1977, è stato allievo del Maestro Igor Mitoraj. Si è diplomato in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2000. Ha collaborato, oltre che col già citato Mitoraj, con gli artisti Giò e Bruto Pomodoro ed Andy Goldsworthy. Ha partecipato a vari concorsi e mostre collettive. Nel 2006 ha realizzato una tela di 2,5 x 5 metri, ora situata permanentemente nel Museo del Carbone di Carbonia (Sardegna).

Per BAU n. 6 "Senza titolo", grafico di dipinto sezionato con frammento in tela.

Cosimo Cimino

Nato a Cefalù nel 1939, si diploma presso l'Istituto d'arte di Palermo nel 1957 e dal 1962 vive e lavora alla Spezia, dove nel 1968 è tra i fondatori della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea. Muovendosi in un'area vicino al concettuale, sviluppa la sua ricerca su mezzi diversi spaziando dalla pittura all'assemblaggio, dalla fotografia al librismo. La sua poetica indaga la contrapposizione fra l'ordine e il disordine come segno delle contraddizioni dell'uomo e mira a rovesciare il processo pop, convertendo i residui del consumo di massa in supporti per la realizzazione di immagini d'impronta pittorica, per farne infine oggetto di raffigurazione. Dal 1964 ad oggi ha tenuto più di quaranta mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Fra le principali si ricordano: Galleria Il Quadrato, Parma; Galleria Forum, Zagabria; Green Path Museum, Colombo-Ceylon; Studio Gennai, Pisa; Galleria Il Cortile, Bologna; Galleria Il Brandale, Savona; Galleria Rotta e B2, Genova; Museo Villa Pacchiani, S. Croce sull'Arno, Pisa; Verifica 8+1, Mestre; Galleria Etage, Münster, Germania; Galleria Italiana, Londra; Galleria Il Gabbiano, La Spezia; Carte d'artista al Castello Belgioioso, Pagine e dintorni alla Galleria Civica di Gallarate, Scacchiera alla Unimedia di Genova, Fronte pagina al Salone del Libro al Lingotto di Torino. Nel 2007 è tra gli ideatori della rassegna Viaggio nella Parola, Galleria “Il Gabbiano" e partecipa alla mostra Camera 312 - promemoria per Pierre nell'ambito della 52° Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia e alla V Biennale del Libro d'Artista Città di Cassino.

Per BAU n. 4/5: Collage mixed media su cartoncino

Teresa Cinque

Nasce a Pietrasanta nel 1970.
Maturità artistica e laurea in Lettere all’Università di Pisa con una tesi su cinema e video-arte. Frequenta corsi e seminari di regia e montaggio video. Realizza video documentari e di creazione tra i quali “Persone” per la Regione Toscana presentato all’Università di Padova. Scrive testi di varia natura tra cui, molto sporadicamente, critica d’arte. Lavora con la fotografia e con il disegno, produce Fake Furniture e realizza progetti installativi con carta da parati, carte varie e tessuti. Si dedica anche a piccoli esperimenti di arte postale.
e-mail: teresa.cinque @gmail.com

Per BAU n.2: Disarmata, fotografia a colori e testo su cartoncino

Katia Cirincione

Nasce a Torino, risiede a Massarosa (Lu). Consegue la laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Eclettica, spazia da esperienze teatrali quali il Festival Giacomo Puccini di Torre del Lago a quelle cinematografiche con il regista Fabrizio Cattani di Carrara. Alla ricerca del mezzo espressivo congeniale, trova nella fotografia e nella grafica due alleate speciali e affini alla sua personalità. Partecipa a diverse mostre fotografiche, grafiche e pittoriche in Italia e all’estero. ckphotos@katamail.com

Per BAU n. 7 "Transgenic Trilogy", composizione e stampa digitale in tre parti.

Kiddy Citny

Vive tra Berlino e Monaco di Baviera. Tra i protagonisti del graffitismo berlinese, vive in pieno l'epopea del Grande Muro, fino al suo abbattimento. Disegna centinaia di metri quadri di muro ed è questa icona che viene storicizzata dal regista Wim Wenders, nel 1987, nel film Il cielo sopra Berlino. Con proverbiale rapidità, essenzialità e sensibilità Citny dispiega le sue simbologie e metafore di libertà, pace, amore, comunanza, tenerezza, volontà, responsabilità. Una antropologia gentile e fortemente espressiva che tenacemente si distende su di un muro come quello di Berlino, quintessenza della separatezza ed emblema fisico della divisione tra i popoli. Ideatore di eventi e raduni di grafit-art espone in gallerie attente alle espressioni contemporanee e centri d'arte internazionali.

Per BAU n. 4/5: Stampa digitale con volto e colori d'artista

Cobàs (Mario Carchini)

Nato nel 1959, dopo gli studi universitari si dedica all’analisi della figura umana nel campo artistico. Nel 1980 intervista il maestro Paul Delvaux per una tesi sulla figura femminile nell’arte. Nel 1986 collabora con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani nel film Good Morning Babilonia, girato in Toscana. Lavora ad una ricerca pittorica, fotografica e video al cui centro si collocano problemi di frammentazione e rielaborazione dell’immagine, riferita all’analisi dell’inconscio tramite i sogni. Sue opere figurano nelle seguenti raccolte d’arte: Centro per l’Arte Contemporanea “L. Pecci” Prato; Museo della Carta, Pescia; Museo storico della Resistenza, Sant’Anna di Stazzema (Lu); Fondazione Antonio Fineschi, Prato; Italiesk Kulturel Forening, Hallsthammar (Svezia); Milano Film Festival, Milano; Recycled Art Magazine, Haverthill, Massachusetts, USA; Milan Art Center, Milano; Centro de Arte Moderno, Quilmes, Buenos Aires, Argentina, ecc. Mostre selezionate: Giovani Presenze nell’Arte Contemporanea, Seravezza; Millennium 2000 Mail Art, Pistoia; Arte in Transito, CIAS, Roma; Progetto Internazionale Arte Postale, Biblioteche Pubbliche Comunali, Milano; Caro Giorgio, Omaggio a Giorgio Gaber, Libreria Bocca, Milano; International Mail Art Project, Monna Lisa, Castel San Pietro Terme (Bo). Contatti: mario.carchini@libero.it.

Per BAU n. 3 “E interrompi il rapporto con il ciclo produttivo!!!”, fotocopia performativa
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum al futuro", elaborazione digitale.

Mario Commone

Nato nel 1964 alla Spezia, dove vive e lavora, è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova. Ha rivolto i suoi interessi culturali alla fotografia, al cinema, al video, alle arti visive, e presta la sua collaborazione ad Enti pubblici ed Associazioni culturali, per la realizzazione di mostre storiche ed eventi culturali più strettamente contemporanei. Ha collaborato e collabora, tra gli altri, con il Settore Cultura e gli Archivi della Documentazione Fotografica e Multimediale “Sergio Fregoso” del Comune della Spezia; con il CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia; con l’Associazione “Pluritendenze Itineranti”, costituita in Germania; con la “Fondazione Zappettini per l’Arte Contemporanea” di Chiavari (Ge); è tra i fondatori del gruppo curaturiale “ognitanto”. Fa parte della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea della Spezia. Si interessa nelle sue realizzazioni artistiche al rapporto analitico tra idea, esecuzione ed opera, inteso come valore astratto di ricerca linguistica. Ha partecipato a numerose mostre organizzate da Enti pubblici, Associazioni e Gallerie private, in Italia e all’estero.

Per BAU 4/5: "Foglie 2007", stampa fotografica digitale su carta fotografica lucida: serie di foto che ritraggono le impronte delle foglie sull’asfalto quando vengono spruzzate le linee di segnalazione delle strade, impronta in negativo sul finire della loro esistenza.
Per BAU n. 6 "Pitture", stampe su pvc.

Carlo Marcello Conti

Poeta, artista visivo, editore (insieme alla compagna di vita e di poesia Franca Campanotto) da decenni opera nel mondo artistico e culturale italiano. Della sua acuta e vibrante ricerca hanno scritto, tra gli altri, Filiberto Menna, Mirella Bentivoglio, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti. Dagli anni Sessanta pubblica Rifili (1969), Piratello (1977), Eccetera (1977-78), Inseguendo la parola, (1979), If you have a way with words (1987), Some of the words (1987), Lo spessore della carta (1986-2002). Il suo sogno di una poesia totale è incentrato su tutto ciò che c’è prima, durante e dopo la tipografia, la fotocomposizione, la camera oscura, il libro inteso come prodotto fisico, artigianale e d’artista, i rifili di carta, l’inchiostro, i piombi e le lastre tipografiche. Ha partecipato alle più importanti mostre, riviste e antologie di poesia visiva e multimediale.

Per BAU n. 4/5: Collage verbovisivo.

Lido Contemori

Negli anni ’80 inizia a collaborare con vari giornali e riviste: Linus, Guerin Sportivo, Radiocorriere TV, Gazzetta dello Sport. Nel 1980 comincia a pubblicare sul Satyricon, inserto settimanale de La Repubblica. Dopo dieci anni di Satyricon, sempre su Repubblica, è la volta di Mercurio, inserto culturale e poi delle illustrazioni per il Venerdi e per le pagine regionali del giornale. Ha all’attivo una decina di anni di disegni per il quotidiano ligure Il Secolo XIX. Negli anni ’90 collabora con la trasmissione TV Galagoal di TMC, con Vivimilano del Corriere della Sera e con l’edizione italiana di Playboy. Più recentemente i suoi lavori appaiono anche su alcuni quotidiani del gruppo Espresso: Il Tirreno, Il Mattino di Padova, Il Piccolo, sulla rivista letteraria Il Caffè Illustrato, sul mensile Andersen che si occupa di editoria per ragazzi e su Betel, mensile di tecnologia e comunicazione. Ha illustrato libri per Feltrinelli, Guaraldi, Ponte alle Grazie, Sempre, Atlas, Hoepli, Donzelli. Mostre in Europa, USA, Canada e Giappone. Ha vinto il Premio Satira di Forte dei Marmi nel 1998 e Eurohumor nel 2003.
Sito web: www.webalice.it/lidoconte

Per BAU n.3 Senza titolo, vignetta satirica su carta colorata a mano

Francesco Conz

Nasce a Cittadella (Pd) nel 1935. Nel 1947 la famiglia benestante, di origini austro-ungariche, si trasferisce a Roma dove Francesco frequenta il Collegio Massimo. Nel 1957 attraverso Padre Gemelli è iscritto all’Università Cattolica di Milano. Nel ’59 lascia gli studi e si reca a Parigi dove frequenta saltuariamente la Sorbona; fa vari mestieri tra i quali il valletto presso il Duca di Windsor e Wally Simpson in esilio in Francia. Nel 1961 si trasferisce a Londra. L’anno successivo è in Germania e nel ’63 in Spagna all’Università di Santander. Ritorna in Italia nel 1964; nel 1972 inizia a collezionare arte e apre la Galleria d’Arte Moltiplicata a Venezia. Fonda le Edizioni F. Conz. Sempre nel ’72 compie un viaggio a Berlino dove incontra Joe Jones, Renè Block e Gunter Brus avviando contatti con l’Azionismo Viennese, con il movimento Happening e Fluxus e, indirettamente, con la Poesia Visiva. Contatti che svilupperà per il resto della sua vita e lo porteranno a diventare uno dei massimi protagonisti del collezionismo e testimoni di queste espressioni artistiche. Nel 1974 con Brus, Beate e Hermann Nitsch si reca a New York dove incontra John Cage, George Maciunas, Jonas Mekas. Ad Asolo ospita decine di artisti accumulando una grande mole di materiale storico e dando vita ad una serie di edizioni d’arte uniche e pubblicazioni. Nel 1979 si trasferisce a Verona e nel 1983, in Vicolo Quadrelli fonda l’Archivio F. Conz che raccoglie una vasta documentazione fotografica ed artistica dei massimi rappresentanti delle avanguardie degli anni 60-70-80. Dagli anni ’80 inizia la serie di importanti donazioni dell’Archivio, come quelle al Queensland Museum di Brisbane (Australia), al Museo di Arte Moderna di Zagabria e al Museion di Bolzano. Nel 2003 a causa di un grave incidente rimane paralizzato, malgrado ciò riesce a continuare l’attività artistica. Recentemente ad Asolo ha riunito Yoko Ono, Jon Hendricks, Ben Patterson e Philip Corner. Nel 2007 ha organizzato una importante mostra omaggio a Isidore Isou sul Lettrismo.

Per BAU n. 4/5: Documento fotografico e intervista

Philip Corner

Nato nel 1933, un pomeriggio della Pasqua Ebrea, nel Bronx, NY, USA, allievo negli anni ’50 di Henry Cowell e Oliver Messiaen, diventa negli anni ’60 uno dei principali protagonisti di Fluxus e delle avanguardie artistiche newyorkesi. Tra le collaborazioni di quegli anni si ricordano quelle con George Maciunas, Ben Petterson, La Monte Young, Yoko Ono e John Cage. Pioniere di una forma di contaminazione non superficiale tra le culture musicali europee, asiatiche e americane, è stato ugualmente attivo, negli ultimi cinquant’anni, nel campo della musica (come compositore, interprete ed improvvisatore) e delle arti visive. Autore estremamente prolifico, alterna attualmente la composizione di nuovi lavori alla revisione di sue opere degli anni ’60, oggi estremamente attuali per l’equilibrio tra pensiero compositivo e libertà degli esecutori-improvvisatori. L’interesse di tutta la vita nei confronti sia dello spirito sia del corpo lo ha condotto verso improvvisazioni meditative e di azione; molti lavori con danzatrici, dei quali i più recenti con Phoebe Neville, ora sua moglie. Tra le recenti esperienze si annovera l’Orchestra Xenarmonica nata per iniziativa di Dario Lo Cicero, all’interno di due progetti da lui promossi al Conservatorio di Palermo, dedicati all’improvvisazione e alla microtonalità. Il nome si ispira alla storica rivista “microtonalista” Xenarmonicum. Dopo l’esordio al Festival internazionale Living Theatre - I labirinti dell’immaginario di Napoli, l’incisione discografica dell’ultima sinfonia di Hermann Nitsch e la partecipazione in Austria all’ultima azione di teatro musicale dello stesso Nitsch, l’orchestra suona per la prima volta a Palermo.

Per BAU n. 3 “Frammento di realtà”, timbri e tracce organiche su salvietta di carta.

Gloria Corsini

PataStomatologa dell’Ordine “Terzo Molare del Gagno”. Cura, corazzata di prescritta uniforme verde, in excelsi’s Gloria le bocche sospiranti del diPE (dipartimento ‘Patafisico Etrusco). Corsini ama la cioccolata Fon-Dente. Azioni a cui ha partecipato: Serravalle Pistiese, “Para dosso…stare sul…”; Viterbo, “Porta di passo radi”; Firenze, “L’acqua è”; Rosignano M.mo, “Messa patafisica”; “S. Gimignano, “ Gorée_erGo è”; Napoli, I° Raduno Patafisico Partenopeo “O Svaporatore”.

Per BAU n. 4/5: "Ridi con i Santini Del Prete in excelsi’s Gloria”, stampa fotografica con interventi, in collaborazione con Eraldo Ridi e I Santini Del Prete.

Valeria Cumini

(Và) nasce d’autunno al nord alla fine dei settanta si sposta al centro est poi al centro ovest studia arte da anni scrive dalle elementari lavori vari ora nel campo grafico si occupa di critica e organizza esposizioni contemporanee canta in un gruppo di musica popolare ama nuotare correre col cane più bello del mondo le pale d’altare il caffè macchiato in tazza grande.

Per BAU n.1: “In fase rem prova pollo”, pieghevole foto-testuale.

GianLuca Cupisti

Nato a Viareggio in una notte di piena estate, vaga, da oltre mezzo secolo, per i territori dell'arte e lungo le sconfinate praterie della poesia. In mezzo come si sa, c'è sempre il mare, che nel suo flusso incessante prende e restituisce tutto ciò che viene trasformato: ...le idee ...i pensieri ...i manufatti ...il sentimento che si tocca e viene elargito al mondo, in un sussurrare di onde...
Per informazioni: G.Luca Cupisti, via S.Andrea 206, 55049 Viareggio,(Lu) ; tel. 0584 49140 - 328 3541366 ; e-mail giovanniluca.cupisti@fastwebnet.it


Per BAU n.0: “P.D.A.” (Prova D’Amore), xilografia su cartoncino fustellato.
Per BAU n.1: “L’intrecciatore”, video ideato e realizzato in collaborazione con A. Serafini (vedi).
Per BAU n.2: “Amata in corpo diciassette”, antologia poetica con testi e cd audio in cartella A5 con copertina tirata a mano
Per BAU n. 3 “Bau”, video animazione, durata 2’ 45”.
Per BAU n. 4/5: "Il volo/il canto", video in dvd su cartoncino con timbri.
Per BAU n. 7 "Reazione a Catena", cartella collettiva in tecniche miste.