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Virginia
Cafiero
Vive e lavora a Genova. Legata al mondo dell’arte
e alla produzione artistica fin da bambina, dopo un
primo interesse per la pittura e la tecnica dell’acquerello,
ha intrapreso una personale ricerca sulla carta e sui
processi di realizzazione di tale materia. Parallelemente
ha approfondito le proprie conoscenze sul mondo vegetale
coniugando erbe e fiori alla creazione di impasti cartacei.
L’interesse per la carta quale supporto comunicativo
l’ha avvicinata al mondo della produzione di libri
d’artista e della mail art. Le sue opere, esposte
in personali e mostre collettive in Italia, Francia,
Germania, Olanda e Canada, sono presenti in collezioni
pubbliche e private.
Per BAU n. 7 "Sorpresando",
composizione poetica con scrittura e collage di carte
fatte a mano. |
  |
Martina
Caniparoli (Oli)
Sono nata 26 anni fa. Mi sono laureata nell’estate
2006 in Cinema e Immagine Elettronica con una prova
finale intitolata “Lo Spazio Azzurro”, una
videointervista a Paolo Rosa sul tema dello spazio nelle
opere di Studio Azzurro. Nel 2006 ho partecipato a due
mostre collettive.
Per BAU n.2:
“La guerra è nella mia testa”,
fotografia su acetato
Per Bau n. 3 “Abbandono
numero due”, fotografia analogica in stampa
digitale su carta patinata |
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Giancarlo
Cardini
Nasce a Querceta nel 1940. Pianista, compositore,
performer, ricercatore e sperimentatore acustico operante
a Firenze sin dai primi anni ’60. Con Silvano
Bussotti, Giuseppe Chiari, Daniele Lombardi, Albert
Mayr, Pietro Grossi, Marcello Aitani e Sergio Maltagliati,
sperimenta l’interazione tra suono, gesto e visione
in una dinamica sinestetica frutto delle avanguardie
storiche, da Kandinskij al Futurismo, da Skrjabin e
Schoenberg al Bauhaus. La sua produzione musicale spazia
dalla musica sinfonica e cameristica
alle creazioni d’avanguardia, come le sue opere
audio-visuali ed il suo micro-teatro acustico. Nei suoi
lavori traspare una continua ricerca della bellezza
estetica nelle sonorità. L’aspetto scenico,
molte volte protagonista nelle sue opere, ha un carattere
fortemente narrativo e determinante; scenografie, costumi
ed oggetti di scena. Trova anche ispirazione nella musica
per teatro, a cui si dedica scrivendo musiche di scena
per I Magazzini. Cardini è inoltre da molto tempo
collaboratore di maestri della musica contemporanea
qualiJohn Cage, Morton Feldman, Sylvano Bussotti e altri.
Nel 1990 pubblica il libro Bolle di sapone,
una raccolta di micro-poesie incentrate sulla percezione
del quotidiano. Sono numerose le esibizioni e i concerti
in teatri e rassegne in Italia e all’estero.
Per BAU n. 7 "Neo-Haiku
Suite", per pianoforte, fiori, luci e oggetti
(1979). Documento fotografico. |
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Ugo Carrega
Nasce a Genova nel 1935. Vive a Milano dal 1966. Nel
1960 edita il primo fascicolo di poesie astratte. Nel
1958 incontra Martino Oberto e collabora alla loro rivista
Ana Eccetera. Nel 1965 realizza la rivista Tool: quaderni
di scrittura simbolica. Nel 1967 teorizza la Nuova Scrittura,
sigla che diventerà operativa nel 1974 per l’attività
del Mercato del Sale con la partecipazione di Anna e
Martino Oberto, Corrado D’Ottavi, Vincenzo Accade.
Nel 1982 teorizza l’Artescrittura. Oltre a Tool
ha realizzato aaa (con Mario Diacono) e numerosi bollettini
e documenti sulla ricerca verbovisuale. Agli inizi degli
anni Ottanta ha modo di frequentare assiduamente Emilio
Villa. Nel 1986 inizia la collaborazione con Sarenco,
Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti e Stelio M. Martini.
L’intensa attività di organizzatore, promotore
e sperimentatore nell’ambito della scrittura pone
Carrega tra i maggiori protagonisti del rinnovamento
poetico-letterario italiano e internazionale.
Per BAU n. 6 "Senza
titolo", serie di diverse poesie visive con
ideogramma e interventi manuali. |
  |
Mauro Carrera
Scrittore, critico d’arte e bibliofilo, vive
a Parma. Per l’Università per Stranieri
(Pg) ha curato oltre cinquanta mostre, tra le quali:
Percorsi paralleli, CERP, Perugia 2001; Fantasia,
Giappone 2002; Jean Cocteau Il poeta, il testimone,
l’impostore, Fondazione Magnani-Rocca, (Pr)
2005; Uroburo, Archivio di Stato, Parma 2005;
Jean Cocteau le joli coeur, Palazzo delle Stelline,
Milano 2008; Cui dono lepidum nuvum libellum,
ArteLibro 2009, Bologna. Ha pubblicato tra gli altri:
Breve storia del teatro dialettale in Italia, La
Stamperia, Matera 1998; Il mistero svelato,
Barani, Montechiarugolo (Pr) 2007; Oreste Emanuelli.
e il segreto della Natura Pingens, Mattioli 1885,
Fidenza (Pr) 2008; La collezionista di bestie rare,
Pulcinoelefante, Osnago (Lc) 2009. È risultato
l’autore più votato in “Alla ricerca
del libro perduto” del Giornale dell’Arte
per Artelibro 2009.
Per BAU n. 7 "Un
piccolo diamante", racconto in busta con differenti
reperti fotografici. Un ringraziamento di cuore a Mauro
Davoli (foto). |
  |
Luciano
Caruso
Buona parte del lavoro creativo di Caruso resta consegnato
ad una quantità di edizioni e autoedizioni il
cui elenco non è possibile qui riportare. Né,
riportandolo, esso renderebbe giustizia all’insieme
della sua opera, che pure va ricordata per le numerose
iniziative editoriali, mostre, eventi, film e altro
ancora, per cui fu sempre presente per l’intera,
pullulante area dell’attività underground
non solo italiana di quei decenni. Caruso fu una di
quelle figure di poeti le cui motivazioni affondano
le radici in tutta l’ampiezza dell’humus
culturale. La sua produzione creativa fu da lui considerata
come il lavorio continuo intorno a un unico interminabile
“testo indicibile” i cui termini essenziali
egli stesso delineò in un suo noto Autocaruso:
“indagare sui meccanismi che sovrintendono all’atto
artistico, alla composizione di poesie materiali, di
poemi-oggetto e di libri-oggetto, convinto ormai che
l’unica possibilità di esistere per il
poeta consiste nel riscatto della quotidianità”
(in Del poetar citando, Belforte, Livorno, 1984). Nello
stesso testo egli fa risalire al 1965 l’inizio
del suo “interesse per sperimentazioni di scrittura
visualizzata e materica” collegandolo all’incontro
con Emilio Villa e Mario Diacono. Nato nel 1944, Caruso
iniziò la sua attività a Napoli già
con l’ultimo fascicolo di Linea-Sud (1967) e diede
poi vita e anima al gruppo Continuum e ai fogli di E/mana/azioni
(1976-1981). Nel 1976 si trasferì a Firenze,
dove venne a mancare nel dicembre 2002. (Stelio M. Martini)
In BAU n. 6 "Senza
titolo" |
  |
Alberto
Casiraghy
Artista poliedrico, scrittore, poeta, musicista, pittore,
tipografo per Il Giornale, ai tempi in cui Indro Montanelli
ne era il direttore, nonchè fondatore della casa
editrice Pulcinoelefante, i cui primi testi risalgone
al 1982. Da allora, la casa ha pubblicato più
di 10.000 opere. Queste edizioni, caratterizzate dal
piccolo formato, risultano uniche ed originali grazie
alla loro fattura artigianale: poche pagine cucite assieme,
composte manualmente da caratteri mobili in piombo,
e stampate su carta hahnemuhle (una carta pregiatissima
prodotta in Germania) con un'antica pressa. Generalmente
tutte le edizioni non superano le 30 copie. Fra gli
autori figurano sia artisti affermati, che scrittori
meno conosciuti: Alda Merini, Bruno Munari, Elio Pagliarini,
Allen Ginsberg, Ezra Pound, Samuel Beckett, Franz Kafka,
Cesare Zavattini e molti altri.
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", prove di stampa e pagine da libri
d’artista. |
  |
Bruno Cassaglia
È nato a Vado Ligure nel 1949, vive e lavora
a Quiliano. Autore di racconti, testi poetici e microinterventi
land- art, per la sua ricerca poetico-visiva passa (con
spirito neo-fluxus) dalle carte alla fotografia, dai
grandi teli alla performance, fino alla viedo-installazione.
Noto anche per interventi in ambito di mail art e net-art.
È attivo dal 1978 ed ha partecipato a centinaia
di esposizioni in Italia e all’estero, in spazi
pubblici e privati. Opere in permanenza alla Galleria
d’Arte Il Gabbiano alla Spezia, alla Galleria
d’Arte Etage a Munster (Germania), alla Galleria
d’Arte Ghiglieri a Finale Ligure e alla Galleria
Green Brush, Monaco (Germania). Nel 2005 fonda con Renato
Cerisola e Alberto Ferrando Il “S.A.C.S.”
Spazio Arte Contemporanea Sperimentale del Comune di
Quiliano. Nel 2007 viene invitato al progetto Camera
312 Promemoria per Pierre a cura di Ruggero Maggi,
per la 52° Biennale di Venezia.
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", disegni su cartoncino colorato. |
  |
Walter
Catalano
24-06-76 Viareggio, Cancro. Diplomato come dirigente
di Comunità, è iscritto alla Facoltà
di Psicologia di Firenze (indirizzo Clinico). Tra i
fondatori della rivista autoprodotta/aperiodica/egosintonica
Narrenschiff uscita in quattro numeri (dallo 0
al 3). Si interessa di recitazione, sperimentazioni
vocali, cinema, musica e culture visuali.
Contatti: c.p. 114, 55048 Torre del Lago (Lu) Cell.
3201705049
cineschizofonopsycho@infinito.it ; waltercatalano76@hotmail.com
Per BAU n.1:
“Rielaborazione sognata di un sogno”,
nella cartella “Narreschiff”, edizione speciale
contente cinque opere di altrettanti autori (vedi E.
Marracci, G. Mencarini, M. Pampaloni, S. Pocci). |
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Guglielmo
Achille Cavellini
(Brescia 1914-1990) GAC, come amava firmarsi, è
stato un personaggio multiforme e geniale che per circa
un cinquantennio ha vissuto, da esperto collezionista
e da singolare autore, l’arte contemporanea. Dal
1946 al 1958 colleziona gli autori suoi contemporanei
dell’astrattismo europeo. Nei primi Sessanta intensifica
la propria attività artistica con opere legate
alla citazione dei maestri del Novecento e al recupero
di oggetti personali e quotidiani, che vanno a formare
una sorta di teatro carico di memoria e anche di denuncia
sociale. Nel 1971 decide di rivolgere attenzione unicamente
a se stesso, per segnalare la deformazione di un sistema
permeato da invidie e chiusure invalicabili. Conia quindi
il termine “autostoricizzazione”, attraverso
il quale inizia un’operazione di comunicazione
internazionale attorno al Sistema dell’Arte, producendo
lavori in cui esalta con graffiante ironia la trasformazione
dell’artista attraverso l’autopromozione.
Scrive una Pagina dell’Enciclopedia partendo da
una semplice cronaca autobiografica, sfociando in una
vera e propria iperbole del culto della personalità.
La sua scrittura diviene quindi una cifra pittorica
usata con maniacale insistenza su tutti i supporti possibili:
colonne, manichini, tele e drappi di dimensioni enormi.
Il suo corpo, in una sorta di continua performance che
assume spesso atteggiamenti irriverenti e beffardi,
diviene un’opera d’arte. Le Mostre a
domicilio, spedite per posta a migliaia di indirizzi,
divengono una specie di vessillo per tanti giovani artisti
con cui stabilisce un fitto scambio di mail art, tanto
da creare uno degli archivi-museo tra i più cospicui
ed interessanti di questo tipo di opere provenienti
da ogni parte del mondo. Produce inoltre i manifesti
che innumerevoli musei di tutto il mondo dovranno usare
per celebrare il suo centenario nel 2014.
Piero Cavellini / Archivio Cavellini, Via Milano 110,
25136 Brescia; cavellini@alice.it; www.cavellini.org
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", foto digitale con originale francobollo
e timbro d’artista. Dall’Archivio Cavellini. |
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Giorgio
Celli
È docente nell'Istituto di Entomologia "Guido
Grandi" presso l'Università di Bologna e
coordina un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi
in agricoltura, sull'ape come organismo indicatore dell'inquinamento
ambientale e la sua etologia. È membro del Comitato
tecnico scientifico del Parco del Delta del Po, e responsabile
del Progetto zanzare promosso dalla Regione Emilia Romagna
e dai comuni della costa adriatica. Ha fatto parte del
Gruppo '63 e ha collaborato a numerose riviste. Ha scritto
numerosi libri, tra i quali ricordiamo alcuni tra gli
ultimi: Il gatto di casa: etologia di un'amicizia
(Muzzio,1997), Darwin delle scimmie (Bollati
Boringhieri, 1999), Vita segreta degli animali (Piemme,
1999). Interessato al teatro e all'arte, nel 1975 ha
vinto il premio Luigi Pirandello con l'opera Le
tentazioni del professor Faust, ha messo in scena
diverse sue pièce, due volte (1975, 1977) al
Festival dei due Mondi di Spoleto, e nel 1986 ha curato
per la sezione "Arte e scienza" della Biennale
di Venezia l'audiovisivo Arte e biologia nel Novecento.
Collabora con La Stampa e ha una rubrica su Quattrozampe.
È il conduttore della fortunata trasmissione
televisiva di RAI 3 Nel regno degli animali.
Dal giugno 1999 è parlamentare europeo.
Per BAU n. 7 "Manifesto
della pedonalità", testo poetico. |
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Sergio
Cena
Sergio, Bruno, Vittorio Cena-Scanavino ebbe i natali
in Torino il 5 aprile 1948 per la gioia e la perplessità
di tutto il genere umano. Interessato alle arti visuali
sin dagli anni ’60, dal 1973 si occupa di poesia
concreta e fonetica. Un itinerario che si riassume in
una ottantina di esposizioni di gruppo e personali.
Come organizzatore, con Arrigo Lora Totino pubblica
l’antologia Futura (Cramps Records, Milano), sette
dischi che ripercorrono la storia della poesia fonetica
dai suoi inizi agli anni ’70. Ha fatto parte del
gruppo “Il Dolce Stil Suono”, con A. Contò,
G. Fontana, M. Graffi, G. Niccolai, A. Spatola e altri.
Ha fondato i gruppi “Ex Novo” con C. Bertola,
P. Porta e A. Vivacchio e “Bild Gedicht”
con A. Lora Totino e S. Ciliberto. Nel 1994 si trasferisce
in Francia, dove ha fondato e cura Ad Hoc, antologia
di poesia visuale e dintorni. Ha pubblicato nel 1990
per i tipi delle edizioni La Bilance (Sauveterre du
Gard), D’Errances in collaborazione con Gèrard
Pierre Ernest; nel 1993 per i tipi di Sapiens, Milano,
Gazzetta di Gazzarre - Gazzarra di Gazzette, opera in
versi e prosa in collaborazione con A. Lora Totino.
Nel 2002 per Riccardi (Napoli) pubblica la raccolta
di racconti Hypokritaletheiomachie; sempre nel 2002
si fa promotore del manifesto “Dasein Projekt”
in cui si propone una visione rinnovatrice ed etica
della poesia visuale. Per il resto, all’insegna
di un sano e civile edonismo, ozia, conversa, ama le
donne sensuali e si dedica alla buona cucina. Alcuni
esegeti vedono in lui la personificazione divina ma
sbagliano, essendo a nostro giudizio molto di più,
oppure sbagliamo noi, ma così è.
Per Bau n. 3 “Fatto
il…”, cronologia amanuense
|
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Lele Cerri
Viareggino classe 1947, nel 1969 si trasferisce a
Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti
diplomandosi in scenografia nel 1974. Accantonata subito
l’idea di una carriera da scenografo, dipinge
e scolpisce senza però partecipare a rassegne
o mostre se non quelle nell’ambito strettamente
interaccademico romano. Per tutti gli anni ’70
fa parte degli organici del teatro Alberico,
una delle sedi principali dell’Avanguardia teatrale
romana di quel tempo, militando come attore e autore
nel Patagruppo, nel Gruppo Odradek
con Rosa di Lucia, tra gli altri, e partecipando alle
attività di Leo De Berardinis e Perla Peragallo.
Verso la fine di quel decennio entra a far parte del
teatro ufficiale nelle compagnie di Tino Buazzelli,
Renzo Giovampietro, Paolo Poli, e il Teatro Stabile
di Torino per il quale prende parte a “La
Guerra” di Goldoni per la regia di F.Liberovici
e Mario Missiroli.
Nel 1983 si trasferisce a Milano dove inizia la sua
attività di conduttore e autore di programmi
radio e di canzoni. Scrive una ventina di canzoni incise
da Mina. Nell’87, inizia la sua collaborazione
di dodici anni con la RAI come autore di un programma
radio condotto da Mina.
Alla fine degli anni ’90 decide di presentare
in alcune personali i suoi lavori di scultura e di pittura
e prende parte ad alcune collettive con sue installazioni.
Per BAU n.0:
unfazzolettodimarktobeylelecerrimoda una parafrasi
Per BAU n.1:
"Dadi", vido-opera su dischetto |
  |
Chiara
Chelotti
È nata a Pietrasanta nel 1973.
Studi in Lettere e Filosofia. Collaborazioni con Flash
Art e Vogue Uomo.
Critica d'arte contemporanea, ha curato mostre quali
Aperto Italiano, Flash Art Museum, Trevi 1997;
On/Off, Galleria La Corte Arte Contemporanea, Firenze
1999; Sopranatura, Galleria C'arte d'identità,
Pietrasanta, 2002.
Vive a Viareggio.
Per BAU n.2: Senza
titolo, foto (recto, vedi A. Volpe) e riflessione
teorica (verso) plastificati in A4 |
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Giuseppe
Chiari
Nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria,
nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel
1950 inizia a camporre. Nel '61 con Pietro Grossi fonda
l'associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano
Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno.
Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale
e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione
di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi
e continui sconfinamenti della specialità dei
linguaggi. Nel '63 viene eseguito a New York il suo
lavoro "Teatrino" all'interno di una serie
di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June
Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70, poesia concreta,
per la parte musicale. Pubblica il libro Musica senza
contrappunto nel '69 e Senza Titolo nel '71. Nel 1970
smette di comporre ed inizia una intensa attività
di concerti, performances, conferenze che lo portano,
fra l'altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano,
Venezia, Roma, New York. La sua attività come
artista visivo lo porta ad essere considerato l'artista
Fluxus italiano più importante in campo internazionale.
Muore a Firenze nel maggio del 2007.
Per BAU n. 4/5: Aforisma
su fotocopia con dedica a Tommaso Tozzi (che BAU
ringrazia per il tributo all'amico e maestro scomparso).
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  |
Alessio
Chierico
Nasce a Perigia nel 1984. La sua ricerca si focalizza
attualmente nello studio della “forma” del
digitale partendo da un approccio strutturalista. La
sua analisi porta infatti alla destrutturazione del
medium e alle conseguenti riflessioni in ambito ontologico
e linguistico.
Per BAU n. 7 "Just
Holes?", codice impresso su carta. |
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Piermario
Ciani
È nato il 19 Giugno 1951 a Bertiolo (Ud). Ha
realizzato immagini con procedimenti manuali, fotochimici,
elettrostatici e digitali. Pubblica ed espone le sue
opere dal 1976: prima dipinti, poi fotografie, xerografie,
mail-art, installazioni multimedia e adesivi. Predilige
i supporti cartacei ma spesso le sue opere sono immateriali
e si percepiscono ai confini tra la telepatica e la
telematica. Sue immagini fotografiche sono state pubblicate
su: Photo, Fotografare, Reflex, ecc., e sui
libri Storia e tecnica della fotografia, Storia
della fotografia italiana, On the rock, ecc. Dal
1980 è attivo nel network dell'arte postale,
producendo francobolli, cartoline, collages, e partecipando
a centinaia di progetti e mostre in ogni parte del mondo.
Ha ideato e coordinato le attività multimedia
di Trax (1981-87), un progetto a cui hanno collaborato
oltre 500 artisti di diverse nazionalità. Dal
1986 utilizza il computer per realizzare immagini digitali,
performance e installazioni (Pordenone, Modena, Umbertide,
Graz, Linz, Wroklaw, Arnhem, ecc.) e come supporto per
le attività di graphic designer. Si occupa dell’immagine
delle Edizioni AAA di cui è titolare. L'attività
di progettista grafico è documentata su:
Design Journal, Linea Grafica, Business Card Graphics,
Brochure Design Forum, ecc. Nel 2001 ha dato vita
al progetto F.U.N. (Nazioni Unite Fantastiche).
dedicato a dimensioni parallele, in cui è stato
risucchiato nel luglio 2006.
Per BAU n.2:
“Make love stop war”, opera-oggetto,
gioco del 15 modificato e applicato su cartoncino
Per BAU n. 3 Autoritratto con nomi multipli, timbrato
sul retro con logo F.U.N. dall’archivio E.O.N.
Omaggio postumo di BAU all’autore, che aveva
contribuito a BAU 2 con il suo “gioco del 15”
in versione pacifista
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Filippo
Ciavoli Cortelli
Nato a Pietrasanta nel 1977, è stato allievo
del Maestro Igor Mitoraj. Si è diplomato in Scultura
presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2000.
Ha collaborato, oltre che col già citato Mitoraj,
con gli artisti Giò e Bruto Pomodoro ed Andy
Goldsworthy. Ha partecipato a vari concorsi e mostre
collettive. Nel 2006 ha realizzato una tela di 2,5 x
5 metri, ora situata permanentemente nel Museo del Carbone
di Carbonia (Sardegna).
Per BAU n. 6 "Senza
titolo", grafico di dipinto sezionato con frammento
in tela. |
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Cosimo
Cimino
Nato a Cefalù nel 1939, si diploma presso l'Istituto
d'arte di Palermo nel 1957 e dal 1962 vive e lavora
alla Spezia, dove nel 1968 è tra i fondatori
della Galleria “Il Gabbiano” - Arte Contemporanea.
Muovendosi in un'area vicino al concettuale, sviluppa
la sua ricerca su mezzi diversi spaziando dalla pittura
all'assemblaggio, dalla fotografia al librismo. La sua
poetica indaga la contrapposizione fra l'ordine e il
disordine come segno delle contraddizioni dell'uomo
e mira a rovesciare il processo pop, convertendo i residui
del consumo di massa in supporti per la realizzazione
di immagini d'impronta pittorica, per farne infine oggetto
di raffigurazione. Dal 1964 ad oggi ha tenuto più
di quaranta mostre personali e collettive in Italia
e all'estero. Fra le principali si ricordano: Galleria
Il Quadrato, Parma; Galleria Forum, Zagabria; Green
Path Museum, Colombo-Ceylon; Studio Gennai, Pisa; Galleria
Il Cortile, Bologna; Galleria Il Brandale, Savona; Galleria
Rotta e B2, Genova; Museo Villa Pacchiani, S. Croce
sull'Arno, Pisa; Verifica 8+1, Mestre; Galleria Etage,
Münster, Germania; Galleria Italiana, Londra; Galleria
Il Gabbiano, La Spezia; Carte d'artista al Castello
Belgioioso, Pagine e dintorni alla Galleria Civica di
Gallarate, Scacchiera alla Unimedia di Genova, Fronte
pagina al Salone del Libro al Lingotto di Torino. Nel
2007 è tra gli ideatori della rassegna Viaggio
nella Parola, Galleria “Il Gabbiano" e partecipa
alla mostra Camera 312 - promemoria per Pierre nell'ambito
della 52° Esposizione Internazionale d'Arte - La
Biennale di Venezia e alla V Biennale del Libro d'Artista
Città di Cassino.
Per BAU n. 4/5: Collage
mixed media su cartoncino |
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Teresa
Cinque
Nasce a Pietrasanta nel 1970.
Maturità artistica e laurea in Lettere all’Università
di Pisa con una tesi su cinema e video-arte. Frequenta
corsi e seminari di regia e montaggio video. Realizza
video documentari e di creazione tra i quali “Persone”
per la Regione Toscana presentato all’Università
di Padova. Scrive testi di varia natura tra cui, molto
sporadicamente, critica d’arte. Lavora con la
fotografia e con il disegno, produce Fake Furniture
e realizza progetti installativi con carta da parati,
carte varie e tessuti. Si dedica anche a piccoli esperimenti
di arte postale.
e-mail:
teresa.cinque @gmail.com
Per BAU n.2:
Disarmata, fotografia a colori e testo su cartoncino
|
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Katia Cirincione
Nasce a Torino, risiede a Massarosa (Lu). Consegue
la laurea in Scenografia presso l’Accademia di
Belle Arti di Carrara. Eclettica, spazia da esperienze
teatrali quali il Festival Giacomo Puccini di Torre
del Lago a quelle cinematografiche con il regista Fabrizio
Cattani di Carrara. Alla ricerca del mezzo espressivo
congeniale, trova nella fotografia e nella grafica due
alleate speciali e affini alla sua personalità.
Partecipa a diverse mostre fotografiche, grafiche e
pittoriche in Italia e all’estero. ckphotos@katamail.com
Per BAU n. 7 "Transgenic
Trilogy", composizione e stampa digitale in
tre parti.
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Kiddy Citny
Vive tra Berlino e Monaco di Baviera. Tra i protagonisti
del graffitismo berlinese, vive in pieno l'epopea del
Grande Muro, fino al suo abbattimento. Disegna centinaia
di metri quadri di muro ed è questa icona che
viene storicizzata dal regista Wim Wenders, nel 1987,
nel film Il cielo sopra Berlino. Con proverbiale rapidità,
essenzialità e sensibilità Citny dispiega
le sue simbologie e metafore di libertà, pace,
amore, comunanza, tenerezza, volontà, responsabilità.
Una antropologia gentile e fortemente espressiva che
tenacemente si distende su di un muro come quello di
Berlino, quintessenza della separatezza ed emblema fisico
della divisione tra i popoli. Ideatore di eventi e raduni
di grafit-art espone in gallerie attente alle espressioni
contemporanee e centri d'arte internazionali.
Per BAU n. 4/5: Stampa
digitale con volto e colori d'artista
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Cobàs
(Mario Carchini)
Nato nel 1959, dopo gli studi universitari si dedica
all’analisi della figura umana nel campo artistico.
Nel 1980 intervista il maestro Paul Delvaux per una
tesi sulla figura femminile nell’arte. Nel 1986
collabora con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani nel
film Good Morning Babilonia, girato in Toscana. Lavora
ad una ricerca pittorica, fotografica e video al cui
centro si collocano problemi di frammentazione e rielaborazione
dell’immagine, riferita all’analisi dell’inconscio
tramite i sogni. Sue opere figurano nelle seguenti raccolte
d’arte: Centro per l’Arte Contemporanea
“L. Pecci” Prato; Museo della Carta, Pescia;
Museo storico della Resistenza, Sant’Anna di Stazzema
(Lu); Fondazione Antonio Fineschi, Prato; Italiesk Kulturel
Forening, Hallsthammar (Svezia); Milano Film Festival,
Milano; Recycled Art Magazine, Haverthill, Massachusetts,
USA; Milan Art Center, Milano; Centro de Arte Moderno,
Quilmes, Buenos Aires, Argentina, ecc. Mostre selezionate:
Giovani Presenze nell’Arte Contemporanea, Seravezza;
Millennium 2000 Mail Art, Pistoia; Arte in Transito,
CIAS, Roma; Progetto Internazionale Arte Postale, Biblioteche
Pubbliche Comunali, Milano; Caro Giorgio, Omaggio a
Giorgio Gaber, Libreria Bocca, Milano; International
Mail Art Project, Monna Lisa, Castel San Pietro Terme
(Bo). Contatti: mario.carchini@libero.it.
Per BAU n. 3 “E
interrompi il rapporto con il ciclo produttivo!!!”,
fotocopia performativa
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum
al futuro", elaborazione digitale. |
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Mario Commone
Nato nel 1964 alla Spezia, dove vive e lavora, è
laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
degli Studi di Genova. Ha rivolto i suoi interessi culturali
alla fotografia, al cinema, al video, alle arti visive,
e presta la sua collaborazione ad Enti pubblici ed Associazioni
culturali, per la realizzazione di mostre storiche ed
eventi culturali più strettamente contemporanei.
Ha collaborato e collabora, tra gli altri, con il Settore
Cultura e gli Archivi della Documentazione Fotografica
e Multimediale “Sergio Fregoso” del Comune
della Spezia; con il CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea
della Spezia; con l’Associazione “Pluritendenze
Itineranti”, costituita in Germania; con la “Fondazione
Zappettini per l’Arte Contemporanea” di
Chiavari (Ge); è tra i fondatori del gruppo curaturiale
“ognitanto”. Fa parte della Galleria “Il
Gabbiano” - Arte Contemporanea della Spezia. Si
interessa nelle sue realizzazioni artistiche al rapporto
analitico tra idea, esecuzione ed opera, inteso come
valore astratto di ricerca linguistica. Ha partecipato
a numerose mostre organizzate da Enti pubblici, Associazioni
e Gallerie private, in Italia e all’estero.
Per BAU 4/5: "Foglie
2007", stampa fotografica digitale su carta
fotografica lucida: serie di foto che ritraggono le
impronte delle foglie sull’asfalto quando vengono
spruzzate le linee di segnalazione delle strade, impronta
in negativo sul finire della loro esistenza.
Per BAU n. 6 "Pitture",
stampe su pvc. |
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Carlo Marcello
Conti
Poeta, artista visivo, editore (insieme alla compagna
di vita e di poesia Franca Campanotto) da decenni opera
nel mondo artistico e culturale italiano. Della sua
acuta e vibrante ricerca hanno scritto, tra gli altri,
Filiberto Menna, Mirella Bentivoglio, Eugenio Miccini,
Lamberto Pignotti. Dagli anni Sessanta pubblica Rifili
(1969), Piratello (1977), Eccetera (1977-78), Inseguendo
la parola, (1979), If you have a way with words (1987),
Some of the words (1987), Lo spessore della carta (1986-2002).
Il suo sogno di una poesia totale è incentrato
su tutto ciò che c’è prima, durante
e dopo la tipografia, la fotocomposizione, la camera
oscura, il libro inteso come prodotto fisico, artigianale
e d’artista, i rifili di carta, l’inchiostro,
i piombi e le lastre tipografiche. Ha partecipato alle
più importanti mostre, riviste e antologie di
poesia visiva e multimediale.
Per BAU n. 4/5: Collage
verbovisivo. |
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Lido Contemori
Negli anni ’80 inizia a collaborare con vari
giornali e riviste: Linus, Guerin Sportivo, Radiocorriere
TV, Gazzetta dello Sport. Nel 1980 comincia a pubblicare
sul Satyricon, inserto settimanale de La Repubblica.
Dopo dieci anni di Satyricon, sempre su Repubblica,
è la volta di Mercurio, inserto culturale e poi
delle illustrazioni per il Venerdi e per le pagine regionali
del giornale. Ha all’attivo una decina di anni
di disegni per il quotidiano ligure Il Secolo XIX. Negli
anni ’90 collabora con la trasmissione TV Galagoal
di TMC, con Vivimilano del Corriere della Sera e con
l’edizione italiana di Playboy. Più recentemente
i suoi lavori appaiono anche su alcuni quotidiani del
gruppo Espresso: Il Tirreno, Il Mattino di Padova, Il
Piccolo, sulla rivista letteraria Il Caffè Illustrato,
sul mensile Andersen che si occupa di editoria per ragazzi
e su Betel, mensile di tecnologia e comunicazione. Ha
illustrato libri per Feltrinelli, Guaraldi, Ponte alle
Grazie, Sempre, Atlas, Hoepli, Donzelli. Mostre in Europa,
USA, Canada e Giappone. Ha vinto il Premio Satira di
Forte dei Marmi nel 1998 e Eurohumor nel 2003.
Sito web: www.webalice.it/lidoconte
Per BAU n.3 Senza titolo,
vignetta satirica su carta colorata a mano
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Francesco
Conz
Nasce a Cittadella (Pd) nel 1935. Nel 1947 la famiglia
benestante, di origini austro-ungariche, si trasferisce
a Roma dove Francesco frequenta il Collegio Massimo.
Nel 1957 attraverso Padre Gemelli è iscritto
all’Università Cattolica di Milano. Nel
’59 lascia gli studi e si reca a Parigi dove frequenta
saltuariamente la Sorbona; fa vari mestieri tra i quali
il valletto presso il Duca di Windsor e Wally Simpson
in esilio in Francia. Nel 1961 si trasferisce a Londra.
L’anno successivo è in Germania e nel ’63
in Spagna all’Università di Santander.
Ritorna in Italia nel 1964; nel 1972 inizia a collezionare
arte e apre la Galleria d’Arte Moltiplicata a
Venezia. Fonda le Edizioni F. Conz. Sempre nel ’72
compie un viaggio a Berlino dove incontra Joe Jones,
Renè Block e Gunter Brus avviando contatti con
l’Azionismo Viennese, con il movimento Happening
e Fluxus e, indirettamente, con la Poesia Visiva. Contatti
che svilupperà per il resto della sua vita e
lo porteranno a diventare uno dei massimi protagonisti
del collezionismo e testimoni di queste espressioni
artistiche. Nel 1974 con Brus, Beate e Hermann Nitsch
si reca a New York dove incontra John Cage, George Maciunas,
Jonas Mekas. Ad Asolo ospita decine di artisti accumulando
una grande mole di materiale storico e dando vita ad
una serie di edizioni d’arte uniche e pubblicazioni.
Nel 1979 si trasferisce a Verona e nel 1983, in Vicolo
Quadrelli fonda l’Archivio F. Conz che raccoglie
una vasta documentazione fotografica ed artistica dei
massimi rappresentanti delle avanguardie degli anni
60-70-80. Dagli anni ’80 inizia la serie di importanti
donazioni dell’Archivio, come quelle al Queensland
Museum di Brisbane (Australia), al Museo di Arte Moderna
di Zagabria e al Museion di Bolzano. Nel 2003 a causa
di un grave incidente rimane paralizzato, malgrado ciò
riesce a continuare l’attività artistica.
Recentemente ad Asolo ha riunito Yoko Ono, Jon Hendricks,
Ben Patterson e Philip Corner. Nel 2007 ha organizzato
una importante mostra omaggio a Isidore Isou sul Lettrismo.
Per BAU n. 4/5:
Documento fotografico e intervista
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Philip Corner
Nato nel 1933, un pomeriggio della Pasqua Ebrea, nel
Bronx, NY, USA, allievo negli anni ’50 di Henry
Cowell e Oliver Messiaen, diventa negli anni ’60
uno dei principali protagonisti di Fluxus e delle avanguardie
artistiche newyorkesi. Tra le collaborazioni di quegli
anni si ricordano quelle con George Maciunas, Ben Petterson,
La Monte Young, Yoko Ono e John Cage. Pioniere di una
forma di contaminazione non superficiale tra le culture
musicali europee, asiatiche e americane, è stato
ugualmente attivo, negli ultimi cinquant’anni, nel
campo della musica (come compositore, interprete ed improvvisatore)
e delle arti visive. Autore estremamente prolifico, alterna
attualmente la composizione di nuovi lavori alla revisione
di sue opere degli anni ’60, oggi estremamente attuali
per l’equilibrio tra pensiero compositivo e libertà
degli esecutori-improvvisatori. L’interesse di tutta
la vita nei confronti sia dello spirito sia del corpo
lo ha condotto verso improvvisazioni meditative e di azione;
molti lavori con danzatrici, dei quali i più recenti
con Phoebe Neville, ora sua moglie. Tra le recenti esperienze
si annovera l’Orchestra Xenarmonica nata per iniziativa
di Dario Lo Cicero, all’interno di due progetti
da lui promossi al Conservatorio di Palermo, dedicati
all’improvvisazione e alla microtonalità.
Il nome si ispira alla storica rivista “microtonalista”
Xenarmonicum. Dopo l’esordio al Festival internazionale
Living Theatre - I labirinti dell’immaginario di
Napoli, l’incisione discografica dell’ultima
sinfonia di Hermann Nitsch e la partecipazione in Austria
all’ultima azione di teatro musicale dello stesso
Nitsch, l’orchestra suona per la prima volta a Palermo.
Per BAU n. 3 “Frammento
di realtà”, timbri e tracce organiche
su salvietta di carta.
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Gloria Corsini
PataStomatologa dell’Ordine “Terzo Molare
del Gagno”. Cura, corazzata di prescritta uniforme
verde, in excelsi’s Gloria le bocche sospiranti
del diPE (dipartimento ‘Patafisico Etrusco). Corsini
ama la cioccolata Fon-Dente. Azioni a cui ha partecipato:
Serravalle Pistiese, “Para dosso…stare sul…”;
Viterbo, “Porta di passo radi”; Firenze, “L’acqua
è”; Rosignano M.mo, “Messa patafisica”;
“S. Gimignano, “ Gorée_erGo è”;
Napoli, I° Raduno Patafisico Partenopeo “O Svaporatore”.
Per BAU n. 4/5: "Ridi
con i Santini Del Prete in excelsi’s Gloria”,
stampa fotografica con interventi, in collaborazione con
Eraldo Ridi e I Santini Del Prete.
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Valeria
Cumini
(Và) nasce d’autunno al nord alla fine
dei settanta si sposta al centro est poi al centro ovest
studia arte da anni scrive dalle elementari lavori vari
ora nel campo grafico si occupa di critica e organizza
esposizioni contemporanee canta in un gruppo di musica
popolare ama nuotare correre col cane più bello
del mondo le pale d’altare il caffè macchiato
in tazza grande.
Per BAU n.1:
“In fase rem prova pollo”, pieghevole
foto-testuale.
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GianLuca
Cupisti
Nato a Viareggio in una notte di piena estate, vaga,
da oltre mezzo secolo, per i territori dell'arte e lungo
le sconfinate praterie della poesia. In mezzo come si
sa, c'è sempre il mare, che nel suo flusso incessante
prende e restituisce tutto ciò che viene trasformato:
...le idee ...i pensieri ...i manufatti ...il sentimento
che si tocca e viene elargito al mondo, in un sussurrare
di onde...
Per informazioni: G.Luca Cupisti, via S.Andrea 206,
55049 Viareggio,(Lu) ; tel. 0584 49140 - 328 3541366
; e-mail giovanniluca.cupisti@fastwebnet.it
Per BAU n.0:
“P.D.A.” (Prova D’Amore), xilografia
su cartoncino fustellato.
Per BAU n.1:
“L’intrecciatore”, video ideato
e realizzato in collaborazione con A. Serafini (vedi).
Per BAU n.2:
“Amata in corpo diciassette”, antologia
poetica con testi e cd audio in cartella A5 con copertina
tirata a mano
Per BAU n. 3 “Bau”,
video animazione, durata 2’ 45”.
Per BAU n. 4/5: "Il
volo/il canto", video in dvd su cartoncino
con timbri.
Per BAU n. 7 "Reazione
a Catena", cartella collettiva in tecniche
miste. |
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