BAU
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Daniel Daligand

Nato nel 1942 a Lyon in Francia, è poeta e artista postale dal 1967. Conosciuto anche come Lafcadio Mortimer - pittore e scrittore - che inventò la “topolinologia” e scoprì il “triscèle”. Vedi il sito (in francese) http://monsite.orange.fr/daligan-17.

Per BAU n. 4/5: "Fluxus", stampa digitale.

Caterina Davinio

Tra i pionieri dell’arte digitale italiana e della computer poesia dal 1990, della net art / poetry dal 1998. Il suo lavoro è stato presentato in mostre e convegni in tutto il mondo, più volte alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato: Color Color (romanzo, Campanotto, 1998), Tecnopoesia e realtà virtuali (saggio, italiano/inglese, Sometti 2002, prefazione di Eugenio Miccini), articoli, poesie, poesie visive, lavori digitali in antologie e riviste internazionali. Realizza videopoesia, videoarte, poesia visiva digitale, computer art, eventi performativi e net-poesia on line. Per saperne di più: http://xoomer.alice.it/cprezi/caterinadav.html

Per BAU n. 3 Senza titolo, tecnopoesie in stampa digitale.
Per BAU 4/5: "Nature Obscure", fotogramma da video.

Jakob De Chirico

Nato a Innsbruck nel 1943. Ha frequentato la Kunstschule St. Ulrich, Kunstakademie di Monaco di Baviera. A partire dal 1965 ha esposto in numerose mostre internazionali, tra cui: Performance Bayerische Versicherungskammer - Monaco di Baviera (1971); Galleria Bevilacqua La Masa - Venezia, Palais Pallfy - Vienna (1981); Pinocchio nel paese degli artisti, Venezia, Torino, Prato, Parigi (1982); Kaufhaus Kunst - Monaco di Baviera (1985); Arte Sella Borgo Valsugana (1986); Dokumenta K 18, Kassel als Kraftzellen (1987); Dolo r miten, Galerie Heike Curtze - Vienna (1988); Ressource Kunst, Berlin, Monaco, Budapest (1989); Casa Malaparte, Capri (1992); Dadaismo, Palazzo Forti, Verona (1997); Gläser, Museo Casa Bianca, Malo (1999); Leonardo in Aktion & Poetry, Vinci (2001); 51. Europäische Wochen Passau - Koster Aldersbach (2001); Kissen zum Träumen - WhiteBox, Monaco (2004); Artothek - Monaco (2005); Primo Piano, Museo Pecci - Prato (2006).

Per BAU n. 3 Senza titolo, collage, serigrafia e mixed media su carta e plexiglas
Per BAU n. 4/5: "O' pesce 'm mano", grafica su carta da acquerello con pesce.
Per BAU n. "Senza titolo", foto di performance, serigrafia su seta con intervento tipografico.

Paolo Della Bella

Nato a Fiesole nel 1944, in questi anni ha operato con il Gruppo Stanza, fondato insieme a Berlinghiero Buonarroti e Graziano Braschi nel 1967; è tra i fondatori nel 1971 della rivista Ca Balà; ha pubblicato il libro Cronologie, poesie 1967-1974; progettato, ideato e stampato “libri-oggetto” a tiratura limitata come Sorrisi,1992 e Bugie vere, 1994; venti anni di foto a Fiesole sono in Archivio Comunale; ha copiato e interpretato la Phitognomonica (1583) di Giovan Battista della Porta; commentato discusso e scritto con Paolo Albani, opere come Forse Queneau. Enciclopedia delle scienze anomale, 1999 e Mirabilia, catalogo ragionato di libri introvabili, 2003, per la casa editrice Zanichelli. Tra le mostre: Un sogno fatto alla presenza della ragione, Parlamento Europeo di Strasburgo, 1999; Io sono Don Chisciotte, per fortuna, Galleria La Bottega & Biblioteca Classense, Ravenna, 2004; Il mondo festeggiante, Stefano della Bella & Paolo della Bella XVII-XXI secolo, Consiglio Regionale della Toscana in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze 2006. Sempre nel 2006 è uscito per le edizioni BORA di Bologna, il volume-catalogo Sogni arretrati a cura di Laura Corti, che raccoglie il “complesso e labirintico percorso artistico di Paolo della Bella, lungo 40 anni”.
Contatto: db@paolo.dellabella.name

Per BAU n. 3 “Rien ne va plus”, stampa laser a colori.
Per BAU n. 4/5: Stampa digitale interventata con inchiostro rosso.

David Dellafiora

È un operatore culturale la cui pratica indaga i temi della dualità e dell’inconscio in uno stato di rivolta. Il suo lavoro prende una varietà di forme, tra cui installazioni, arte pubblica, multipli e libri d’artista. Ha sviluppato il progetto “Boundless Book” per un programma educativo per adulti della città di Geelong in Australia, dove risiede, e curato le edizioni di comunità Open Hand Press (assieme al poeta visivo e filmmaker Pete Spence). David ha coordinato esposizioni a Platform, Warrnambool Art Gallery, Kings Lynne Gallery, Art Angel, FRONT e HUB Gallery. Egli è anche il coordinatore di un circuito neo-Fluxus, Field Study, che produce varie pubblicazioni ad assemblaggio, quali Field Report, WIPE, ReSite e KART. Sue pubblicazioni sono ospitate in numerose collezioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art di New York, la Tate Britain e il Victoria & Albert Museum di Londra e il Sackner Archive of Concrete & Visual Poetry di Miami Beach.
email:fluxusstudy@hotmail.com

Per BAU n. 4/5: "Ultimatum!", acrostico in stampa digitale con intervento.

Adolfina De Stefani

“L’Arte per Adolfina De Stefani ha rapporto con il corpo, sono parti viventi che mutano l’approccio con l’esterno, sono come una seconda pelle, punto di confluenza del senso o del desiderio se visti oltre il rapporto con il proprio corpo, trascrizione di una condizione, un environnement dinamico che coinvolge lo sguardo in un sottile gioco di relazioni spaziali e volumetriche”.
“Adolfina De Stefani opera soprattutto nell’ambito delle installazioni ambientali, persegue una ricerca artistica orientata verso l’uso di materiali quali il vetro, il plexiglass, l’acciaio, trattati spesso con sottile ironia o con decisa autorappresentazione.”

Per BAU n. 6 "Mutazione contemporanea dell’arte", silhouette su tessuto a rete.

Chiara Diamantini

Nasce nel 1949 a Senigallia dove risiede. Diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, inizia nel ’72 le sue sperimentazioni tra linguaggio e immagine affidate a pannelli parietali e libri-oggetto. Ha tenuto mostre personali in gallerie pubbliche e private, la più recente nel 2006 nel Salone Monumentale della Biblioteca Casanatense a Roma. Ha partecipato a numerose collettive nazionali e internazionali presso: Istituto Italiano di cultura a Tokyo nel ’76; Biennale di Venezia ’78; Columbia University, NY ’79; Biennale di Parigi ’80; Biennale di San Paolo del Brasile ’81 e’94; XI Quadriennale di Roma ’86; Museum of Modern Art NY ’92; Museo Guggenheim Venezia ’94; Museo L. Pecci Prato 2000; The National Museum of Women in the Arts Washington ’01, ’02; Museo Bargellini Pieve di Cento ’05; Biblioteca San Giorgio Pistoia ’07.

Per BAU n. 4/5: Da "Lettera a Milena" di Kafka, stampa e grafite su cartoncino.

Giampaolo Di Cocco

Nasce a Firenze nel 1947, è artista ed architetto, scrittore e giornalista, vive tra Firenze e Berlino. Si è orientato sempre più verso l’integrazione arte-architettura, producendo numerose opere d’arte di dimensione ambientale collocate permanentemente in Francia, Danimarca, Germania, Italia. Attratto dai temi dei Grandi Naufragi e da quello degli Animali Morenti, Di Cocco mette in relazione la forma organica e quella inorganica, costruendo installazioni spaziali che si avvalgono anche di sofisticate tecnologie, di grande impatto emotivo. Sin dai primi anni ’70 è stato un animatore e organizzatore di eventi in Firenze, sia nell’ambito dell’architettura che delle arti visive, del cinema sperimentale, di riviste d’artista tra le quali è da ricordare Abaco.
Hanno scritto di lui tra gli altri Gillo Dorfles, Giuseppe Pontiggia, Omar Calabrese, Pierre Restany, David Galloway, Ursula Prinz, Wolfgang Becker. Tra i testi pubblicati ricordiamo Spazi colorati in Occidente ed Il galateo dell’artista principiante. È di prossima pubblicazione il libro Il Carnevale Mysteria isiaci e bigie cattoliche.
Per contatti: giampaolo.dicocco@tiscali.it

Per BAU n. 3 “Partenogenesi 2006”, foto in bianco e nero in collaborazione con Antonella Mercati e Stefania Puntaroli.

Giorgio Di Genova

È nato a Roma nel 1933. Laureato in Lettere (Storia dell’Arte), ha insegnato lettere e dal 1979 Storia dell’Arte nelle Accademie di Belle Arti di Catania, Napoli e Roma. Nel 1953 ha pubblicato a Milano una raccolta di racconti. Dal 1961 svolge intensa attività come critico, saggista, collaborando a diversi quotidiani e riviste, conferenziere, ideatore e curatore di mostre di pittura, scultura, grafica, di arte sacra, di arte fantastica, di Narciso Arte, ecc. Nel 1965 ha fondato il trimestrale Terzo Occhio (Bora, Bologna). Nel 1975 ha curato il XXII Fiorino di Firenze. Dal 1980 al 1985 ha curato le Biennali Nazionali di Arte Contemporanea di Rieti. Nel 1984 è stato commissario alla XLI Biennale di Venezia. Nel 1988 è stato commissario della sezione italiana al II International Festival of Art di Bagdad. Dal 1996 al 1999 è stato direttore artistico del Palazzo Mediceo di Seravezza (Lu), dove tra l’altro ha curato la contestatissima mostra L’uomo della Provvidenza; iconografia del Duce 1923-1945 e dal 1999 al 2006 del Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 di Pieve di Cento (Bo), ordinato in sale generazionali sull’esempio della sua Storia dell’Arte Italiana del ‘900, di cui dal 1990 sono pubblicati 7 tomi (l’ottavo, Generazioni anni Quaranta, I tomo, è in corso di stampa). È autore di diverse monografie (Cagli, Moreni, A. Bueno, Finotti, Bergonzoni, V. Venturi, Guasti ecc.), nonché di quelle sul Gruppo Aniconismo Dialettico, da lui fondato nel 1997 e sul Collettivo “Il Moro” di Firenze.
Per contatti: gidige@libero.it

Per BAU n. 3 “Dall’album delle istantanee”, testo diaristico

Lino Di Lallo

Nato a Rotello (Cb) nel 1946. Scrittore e artista visivo, vive e lavora a Firenze, dove si è laureato in architettura con Eugenio Battisti. Ha pubblicato due raccolte di poesie (El Gabatt, Bergamo 1980 e 1987), e Quo lapis? Inventare una scuola colorata (Einaudi, 1994). E’ stato redattore di Lotta Poetica e condirettore di Tèchne (Nuova Serie). Collabora a Il Caffè Illustrato. Negli anni Ottanta ha organizzato varie edizioni del Festival di Poesia Multimediale, con il gruppo Ottovolante.

Per BAU n. 4/5: "Il numero 150 ripassato centocinquanta volte", grafica con Penny Tripolus Gel-Liner Staedtler.

Gabriele Dini

Nasce a Viareggio nel 1985. Diplomato all'istituto d'arte A. Passaglia di Lucca frequenta poi il dipartimento di "Nuove Tecnologie dell'Arte" presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Si interessa di analogie strutturali tra cervello e softweare, connessionismo e reti neurali, e al rapporto che lega i processi analogici ai processi digitali. Attratto dai mezzi di comunicazione di massa sviluppatisi posteriormente alla nascita dell'informatica e in correlazione ad essa, realizza installazioni e video-installazioni. Nel 2005 espone a Viareggio dopo aver vinto un concorso organizzato e finanziato dalla provincia di Lucca. Vince il premio come miglior giovane nel concorso organizzato dalla associazione culturale Valleriana. Nel 2007 espone a Carrara e a Firenze presso la Fortezza da Basso con la videoinstallazione "Cadmo".
Risiede a Viareggio (Lu) in via Tirana 36.

Per BAU n. 4/5: "Cadmo 2007", libro-oggetto in busta con pigmento in rame e tessera magnetica.
Per BAU n. 6 "-Cu,29, cortometraggio 6’50’’.

Marcello Diotallevi

Nasce il 24 aprile a Fano dove risiede dal ’74. Vive per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato la sua attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni la sua attività artistica come pittore prima, poi come scultore nei primi anni ’70, quindi si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Dalla fine degli anni ’70 iniziano le sue incursioni nella Mail Art, nella Poesia Visiva e nell'ambito delle installazioni. In oltre trent’anni di attività ha collaborato a libri e riviste nazionali e internazionali. Numerose le mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Fa parte del gruppo di intervento artistico ”I metanetworker in spirit”. E' autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne Centre G. Pompidou, Parigi (Hazan Editeur 1983).

Per BAU n. 4/5: "Carmen", grafopoema in xerografia colorata a mano.

Beatrice Donin

Nasce a Prato nel 1960. Nel 1980 si trasferisce in Germania e consegue il dottorato di ricerca (1992) in filologia e musicologia all’Università Johannes-Gutenberg di Mainz, dove è ricercatrice fino al 1996.Tra il 1984 e il 1992 svolge attività concertistica. In seguito approfondisce gli studi artistici con Lucio Pozzi, Nazareno Malinconi e Primo Tamagnini e dal 2001 inizia l’attività espositiva. Attiva anche come traduttrice free lance.

Per BAU n. 6 "Der F ort s-c-h-r-i-t-t der Menschheit", composizione grafica e acquerelli.

Ugo Dossi

Nasce nel 1943 a Monaco di Baviera, dove vive. Studia presso la Akademie der Birdemder Kunste di Monaco e all’Accademia di Brera di Milano. Ha esposto in prestigiose Gallerie e Musei di Arte Contemporanea d’Europa e in USA. La sua acuta ricerca visiva è incentrata sulla captazione e connessione con l’energia bionica della natura e degli uomini. Ha effettuato approfonditi studi sulla scrittura automatica e affioramenti di immagini psichiche in stato di trance e ipnosi. Costruisce macchine e installazioni mesmeriche e Reichiane che evidenziano energie orgoniche e l’aura vitale; visualizza flussi magnetici, di tensione e di carica che vengono proiettati su oggetti, corpi, statue, edifici, alberi e paesaggi.

Per BAU n. 4/5: Immagine digitale con flussi di energia bionica.