BAU
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Fernanda Fedi

Vive ed opera a Milano. Espone dal 1968. Studi artistici a Milano e Bologna (laurea DAMS), corsi di perfezionamento alla Facoltà di Architettura di Milano (Museologia e Museografia) ed in ArteTerapia. Negli anni Settanta-Ottanta fa parte di gruppi artistici e collettivi che documenta nel volume Collettivi e Gruppi Artistici a Milano. Ideologie e percorsi 1968-1985 Ed. Endas. Ha collaborato col Comune di Milano. “Scuola al Museo”, e con la Regione Lombardia (Centro Bauer); attualmente insegna ai disabili l’uso creativo della creta. Organizza convegni. Numerose le sue partecipazioni a manifestazioni prestigiose in campo nazionale ed internazionale (Biennale di Venezia, Quadriennale a Roma, Palazzo dei Diamanti a Ferrara, The National Museum of Women in the Arts a Washington, ecc.). A partire dal 2004 la sua ricerca verte sulla scrittura Minoica e Micenea “Linear A” e "Linear B”, nella convinzione che l’incomunicabilità del segno e della scrittura sia la vera “fenomenologia” della comunicazione. Ricca la sua bibliografia. Nel 1983 ha attivato con l’artista Gino Gini l’Archivio Libri d’Artista, Laboratorio 66, di Milano.

Per BAU n. 4/5: Opera in tecnica mista in collaborazione con Gino Gini, calligrafie e pigmenti su xerox.

Lidia Fiabane

Nata a Belluno nel 1959. Si laurea in lingue e letterature straniere nel 1984. Soggiorni studio a Parigi e in Messico. Vive e lavora a Vienna dal 1984. Mostre personali e collettive nelle principali città austriache (Vienna, Salisburgo, Innsbruck, Graz, Klagenfurt), in Italia (Milano, Roma, Lucca, Viareggio), Germania (Bonn), Belgio (Bruxelles), Polonia (Varsavia), Croazia (Labin), USA (Los Angeles), Israele (Tel Aviv).
Tema principale del suo lavoro sono progetti di comunicazione multimediale che coinvolgono persone scelte a caso, di diversa provenienza ed estrazione sociale, in maggioranza estranee all'arte e al suo mercato. Alle persone intervistate vengono richieste associazioni verbali spontanee riguardanti temi particolari (quali as es. Italia/Austria, Donna/Uomo...). Dalle immagini ricordate e dai luoghi comuni immaginati prendono forma poi installazioni, collages, dipinti che, passando attraverso la parola parlata e quindi annotata, conducono a nuove immagini che si sovrappongono a quelle originariamente viste e pensate.
www.lidiafiabane.com

Per BAU n. 3 “Scacco matto”, scacchiera per gioco poetico-visivo.

Laura Fiaschi (Gumdesign)

Per BAU n. 4/5:"Ultimatum", anagramma espanso, in collaborazione con Luigi Lazzerini.

Luc Fierens

Nato nel 1961, vive a Weerde in Belgio. Dal 1984 è parte attiva in una vasta rete di artisti postali europei che si estende fino agli USA, comprendendo anche artisti Fluxus contemporanei, neo-dadaisti, performer e poeti sonori, poeti visuali che operano nell'area del collage e nuova scrittura. Sue opere ed edizioni (Postfluxpostbooklets) sono conservate in importanti archivi (come il Ruth & Marvin Sackner Archive di Miami Beach), biblioteche (MoMa Library, collezione di libri rari della Università di Buffalo, MaRT di Trento e Rovereto, ecc.) e in numerose collezioni private. Sue poesie visive sono state selezionate per il volume A Point of view. Visual poetry: the 90's, An Anthology, curata in Russia nel 1998 da D. Bulatov. I suoi postfluxgames sono inclusi in Fluxus Performance Workbook a cura di Ken Friedman (Performance Research 2002). Espone con frequenza in Italia, di recente alla Biennale del Libro d'Artista (Cassino, 2005) e alla mostra Alfabeti presso il nuovo spazio Studio Brescia di Sarenco (Ospitaletto, Brescia, 2007).

Per BAU n- 3 “Visual Writing”, collage verbo-visivo
Per BAU n. 4/5: "Collage", adesivo e interventi su xerox.

Lorenzo Filomeni

Nato a Torino nel 1978 e successivamente trasferito a Milano, attualmente vive in Toscana. Si laurea in giurisprudenza e contemporaneamente agli studi intraprende il proprio cammino artistico anche grazie a Gregorio Mancino. Artista autodidatta da nove anni alla ricerca della propria identità artistica, sperimentatore poliedrico della materia. Nel 2007 l'incontro con le cromie e le forme delle scaglie di ruggine. Da allora un serrato rapporto con il materiale che lo ha portato ad esporre presso le gallerie Alfonso Giannone a Pisa e Tempio Arte a Pietrasanta ed ad essere presente in importanti collezioni private. Di lui hanno scritto Dino Carlesi ed Antonella Serafini.
www.lofilo.com

Per BAU n. 7 "Senza titolo", collage di ruggini su cartoncino.

Wolfang Flatz

È nato nel 1952 a Dornbirn in Austria, vive e lavora a Monaco, Germania. Dal 1974 realizza opere e progetti in ambito pittorico e di scultura, performance, video, computer, film, fotografia, teatro, musica, design e architettura. Ha tenuto personali in varie nazioni europee e negli Stati Uniti, ha partecipato inoltre a prestigiose rassegne internazionali, tra cui Ars Electronica a Linz (1991) e Documenta IX a Kassel (1992).
www.flatz.net

Per BAU n. 6 "Terror", foto digitale.

Fabio Flego

Nato nel 1950, vive tra Pistoia e Viareggio. Anglista e italianista, si occupa di didattica delle lingue, editoria e critica artistico-letteraria. È autore di numerose pubblicazioni, apparse su riviste e in volume, tra le quali si segnalano quelle sugli scritti e carteggi di Giovanni Rabizzani, sul Tristram Shandy di Laurence Sterne, sulla poesia romantica di P.B. Shelley e contemporanea di G. Hill e K. Douglas, sulla narrativa di E.M. Forster, sulle figure di Louisa Grace-Bartolini e di Giuseppe Tigri. Nella collana «Pagine d’arte e letteratura» (Pezzini Ed., Viareggio), di cui è direttore, ha curato le plaquettes dedicate, tra gli altri, a P. Bigongiari, R. Viani, O. Macrí, U. Bonetti, S. Beconi, L. Ghiselli, M. Levy, M. Marcucci, L. Fallacara, E. Jenco. Per «i quaderni della torre» dello stesso Editore, ha ricostruito, con reperti inediti, la presenza anglicana a Viareggio nella prima metà del secolo scorso.

Per BAU n. 7 “A[r]”te”, testo ed ex libris su cartoncino.

Giovanni Fontana

Giovanni Fontana
È un poliartista. Ha esperienza di arti visive, architettura, teatro, musica, letteratura, ma lo spazio che predilige è quello della “scrittura intermediale”. Partecipa a centinaia di importanti festival di nuova poesia e di arti elettroniche, da Parigi a New York, da Tokyo a Shanghai. Arrigo Lora Totino lo definisce “uno dei migliori poeti sonori italiani” (1981) e paragona la sua voce a uno “stradivario”. Secondo Henri Chopin è “della stessa scuola di composizione di Paul De Vree e come lui ci cattura, ma, in più, ha una voce superba” (1983). Senza mezzi termini, per Adriano Spatola “è un maestro”, addirittura “diabolico” (1988). Heidsieck scrive che “abbiamo molto da imparare dal suo combattimento tra la voce e l’assenza” (1989); Pierre Garnier sottolinea la sua “conquista di libertà” (1999); per Gerhard Rühm “la sua poesia sonora è straordinaria” (2003).

Per BAU n. 6 "Macchina poietica", collage con timbro.

Enzo Forese

È nato nel 1947 a Milano, dove vive. Laureato in Storia della filosofia, inizia ad esporre nel 1983, collaborando prima con la Galleria d’Arte di Ada Zunino e poi con la Galleria di Franco Toselli di Milano. Negli anni partecipa a mostre personali e collettive e a fiere d’arte nazionali ed internazionali. Fa parte del gruppo d’arte italo-austriaco “Osmosi”. Il suo lavoro, sempre di piccolo formato, ha come tema costante la fugacità del tempo, il mutamento e atmosfere mitiche e si realizza su supporti differenti e con materiali diversi.

Per BAU n. 6 "A come Arte", collage su carta.

Franco Fossi

Nasce a Empoli nel 1955. Dal 1971-72 lavora nell’ottica della contemporaneità con un soggetto-matrice dominante: la “Gioconda”. Con questo riferimento emblematico e metodologico, ha realizzato un gran numero di opere (disegni, pitture, sculture) ma spesso senza esporle, per quella “clandestinità” che Marco Hagge ha analizzato in parallelo al suo lavoro video-cinematografico. Rare quindi le esegesi critiche (da Vittorio Sgarbi a Luigi Meneghelli) e le mostre antologiche, come quella di Verona 2006: Sotto il segno della Gioconda. L’origine oltre il visivo 1972-1990. Nel 2009 importanti istituzioni acquisiscono sue opere, come il Museo Ideale Leonardo da Vinci. La sua ricerca sul “DNA visivo della Gioconda” è un’intuizione originale innovativa e anticipatrice. Poiché l’opera d’arte è fatta di segni in quanto elementi di riconoscibilità, la ricerca di un “DNA-Visivo” è fondamentale come codice espressivo e genetico, che trasforma l’icona simbolica della Gioconda in alfabeto arcano di “moduli, nuclei, atomi, microchip” in una continuità rituale e creativa, astraente, fino alla clonazione in variazioni di morfogenesi.

Per BAU n. 7 "Monnalisa DNA", composizione a collage e serigrafia con frammenti di Video Tape Ampex, in pezzi unici.

Nicola Frangione

Artista interdisciplinare e sperimentatore di varie tecniche artistiche, classe 1953. Ha pubblicato e prodotto edizioni di libri-d'arte e libri-oggetto. Nel 1975 pubblica la rivista di poesia Armadio e Officina. Nel 1977 il libro Osservazioni critiche sulla funzione del nervo ottico nella semiotica dell'arte e nel 1979 The relativity of language as the enigma of art. Nel 1980 i volumi Zen and Art e Snapshot e nel 1987 Madame et Theatre. Ha diretto con Luigi Bianco la rivista di dinamiche culturali Harta (1987-1995) e Osaon, spazio artistico multimediale di Milano. La sua ricerca nel campo musicale e della Poesia Sonora ha visto la pubblicazione di dischi e cd. Suoi lavori sonori sono stati trasmessi da radio nazionali in Olanda, Svezia, Spagna, USA, Giappone, Canada e da RAI uno e RAI tre in Italia. Dal 2002 è direttore artistico del festival Internazionale ART ACTION-Harta Performing di Monza.

Per BAU n. 4/5: "poet/expiry", foto con interventi.

Dimitri Fulignati

Dietro di me,
In fila indiana,
Metri e metri di
Iniziati al delirio.
Truppe di curiosi, un tempo
Rintanati nelle loro celle,
In maschere antigas.

Per BAU n. 6 "Aladino", racconto.