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Emanuele Gabellini

Nasce a Roma nel 1972, dove vive e lavora. Ha frequentato il prestigioso Istituto d’Arte Silvio D’Amico conseguendo il diploma di Maestro d’Arte e successivamente di Grafico Pubblicitario. Ex bassista del gruppo musicale Santarita Sakkascia, artista poliedrico, espone le sue opere di pittura, collage, foto e video in tutta Italia dal 1997. È stato l’ideatore dell’inno musicale del “Partito del Tubo”, del web-magazine Fantasma e de Il giornale del giorno dopo. Recentemente i suoi lavori sono stati utilizzati per manifesti di concerti e copertine di libri. Il suo libro d’artista Plastilib nel 2007 è stato esposto all’Istituto Italiano di Cultura in Cile. Selezionato tra i cinquanta migliori artisti di Webcompetition, organizzato dal circolo culturale Bertold Brecht.

Per BAU n. 6 "Senza titolo", collage su stampa laser a colori.

György Galántai

Ricercatore e artista multimedia, è nato a Bikács (Ungheria) nel 1941. La sua visione dell’arte ha stretti legami con lo spirito di Fluxus, che rigettò la creazione di opere d’arte tradizionali definendo come compito dell’Arte l’invenzione di oggetti concettuali, situazioni creative, così come di spazi spirituali e creativi permanenti. Ha organizzato e preso parte a numerose esposizioni ed eventi collettivi e personali. Ha creato lavoro grafici, dipinti, sculture cinetiche e sonore, performance, installazioni multimedia, progetti di comunicazione, ed ha fondato diverse istituzioni artistiche alternative (come il famoso Chapel Studio a Balatonboglár tra il 1970 e il 1973, o Artpool a Budapest dal 1979).

Per BAU n. 6 "Evergreen Post", collage su carta con timbri.

Giuliano Galletta

È nato a Sanremo nel 1955, vive e lavora a Genova. Poeta visuale, performer, filmmaker, è attivo fin dalla seconda metà degli anni Settanta e ha esposto in gallerie e musei italiani e stranieri. Fra le sue mostre più recenti La camera melodrammatica (Galleria Martini & Ronchetti, Genova, 2006) e Giuliano Galletta a Casa Jorn (Casa-Museo Asger Jorn, Albissola Marina, 2007). Ha pubblicato il romanzo visivo tous jours (edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie Un impossibile giorno (edizioni Sileno, 1990), il saggio Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale (Gribaudo, 1995), Almanacco di un altro anno (Antilibro-posteditore, 2004), Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del XX° secolo (il melangolo, 2005), Sabrina e l'arte della felicità (il melangolo 2006).

Per BAU n. 4/5: Foto b&n in stampa digitale. 

Serena Gatti

Nata a Pisa nel 1977, è laureata in Lettere all'Università di Pisa con una tesi su Les Paravents di J. Genet, dottoranda in Teatro all'Università di Bologna. Regista e performer, si forma con maestri riconosciuti a livello internazionale: Rena Mirecka, Gey Pin Ang per il teatro, Simona Bucci, Charlotte Zerbey per la danza. Collabora con Alfonso Santagata, Egum Teatro, Pontedera Teatro, Telluris Associati, Sonia Brunelli, Az Theatre, Gey Pin Ang, Jerry Pilgrim, Andrea Dosio. Vince la borsa Movin' Up Gai per lo spettacolo By the Way, che debutta a Singapore nell'estate del 2006. Tra le messe in scena, Palestine Street e Maldoriente, due spettacoli sulla Palestina con la collaborazione del cantautore D. Giromini; Blooming Sickness; Umori Erranti con le fotografie dell'antropologa R. Pagliei e le poesie di W. Symborska; In Bilico, un assolo di teatro fisico liberamente ispirato al saggio Le Funambule di Jean Genet. Collabora come aiuto regista alla Fondazione Sipario Toscana, come critico teatrale alla rubrica “Teatro e spettacolo” di Superava e tiene laboratori di teatro in centri culturali, scuole e teatri. www.myspace.com/serenagatti

Per BAU n. 4/5: Sequenza fotografica dalla performance "In bilico". 

Delio Gennai

Nato a Pisa nel 1948 si è laureato in Storia dell’Arte all’Università di Pisa. Dal 1987 gestisce l'associazione culturale "Studio Gennai", galleria d'arte contemporanea.
”Il lavoro di ricerca di Gennai, a partire dagli anni ’80, ha tratto ispirazione dal patrimonio artistico della città di Pisa, facendo delle decorazioni marmoree di architetture religiose e dei trofei di guerra islamici, conservati in una chiesa pisana, il centro propulsore di un nuovo e personale linguaggio. Geometrie, simboli, motti in lingua araba… diventano un alfabeto per comporre nuovi significati, semi di un lavoro di ricerca, in bilico tra astrazione e decorazione, nel quale l’autore procede per substrati, portati via dalla realtà di partenza. Un nuovo linguaggio fatto di trasparenze, profili, bianco su bianco, profondità originate dal doppio, dal positivo-negativo, piuttosto che l’illusionismo prospettico.” Nel corso degli ultimi anni il vocabolario segnico di Gennai è stato arricchito dalle rappresentazioni grafiche del mondo vegetale tratte da vecchi libri di botanica e genetica.

Per BAU n. 3 “Scacchiera botanica”, xerografia su carta lucida.
Per BAU n. 4/5: Scrittura circolare, collage con carta, garza e tagli differenziati
Per BAU n. 6 "Senza titolo", garza su fotocopia in acetato.

Eugenio Gherardi-Angiolini

Nato a Viareggio nel 1953, residente a Camaiore. Laureato in architettura, diplomato presso l'Istituto d'Arte in grafica e fotografia. Fotografo pubblicitario dal '78 al '98. Attualmente docente ordinario di fotografia e grafica presso l'Istituto professionale S. Pertini di Luccca.

Per BAU n. 0: "L'autoscatto rubato" installazione fotografica
Per BAU n. 1: "Frammenti di memoria" reportage fotografico

Angelo Giannecchini

Nella mia prima visita a Parigi, lasciato il tempio degli impressionisti, pensai di essere stato prosciugato da ogni emozione e pertanto ignoravo che la più intensa non avrebbe tardato a fulminarmi. Il fulmine non mi risparmiò quando, da un giradischi mi raggiunse la voce di Edith Piaf, di cui ignoravo l'esistenza. Quel canto di donna che per me non aveva ancora un volto, scaturiva dalle viscere e sgorgava dalla gola come un getto di lava che ricevevo in pieno a nervi scoperti. In quel preciso istante Piaf entrava nella mia vita, che avrebbe "rimodellato", e cominciava con lei la mia "histoire d'amour". Da quel giorno, con l'avidità tipica dei ventenni, iniziavo a collezionare tutto ciò che la riguardasse, e la ricerca continua... Piaf veniva a mancare il 9 ottobre 1963. A quarantacinque anni di distanza, tutt'ora all'apice di una popolarità che il tempo non ha saputo corrodere, il mondo continua a osannarla con libri, spettacoli, films, commedie musicali e ogni sorta di tributi. Anch'io ho ceduto al desiderio di dichiararle "pubblicamente" il mio amore: avrei raccontato la sua vita, consultando, a ogni virgola, a ogni punto, gli archivi della mia (ormai immensa) collezione. Nasceva così il "mio" libro: Piaf, Passione e Arte (2006). 

Per BAU n. 4/5: Collage in stampa digitale e testo

Emanuele Giannelli

Nato a Roma nel 1962, si trasferisce in Versilia nel 1981, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1984. La sua ricerca affronta vari temi, dall'industriale alla cibernetica, ama restituire vita a materiali scartati dall'industria, predominante è sempre la figura dell'uomo. Temi che nascono da mondi visionari ispirati da scrittori come Philip Dick o Ray Bradbury, da gruppi musicali come Einsturzende Neubauten o Ministry, dai fumetti di Enki Bilal e film come Blade Runner. I suoi materiali sono diversi: dai tradizionali come la ceramica, terracotta, bronzo e gesso, ai più nuovi come la resina e poliuretani. Negli ultimi due decenni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, sia in Italia che all'estero. Tra le gallerie più importanti: Galleria Astuni a Pietrasanta, Galleria Pack e Galleria Davide Di Maggio a Milano, Galleria Fabio Paris a Brescia. Vive e lavora a Forte dei Marmi.

Per BAU n. 4/5: "Totem", foto su cartoncino con timbro

Gino Gini

Nasce a Milano nel 1939. Si diploma al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti Brera di Milano. Espone dal 1968. Inizialmente opera nel campo della “Nuova Figurazione” e nel 1976 è presente alla 36° Biennale di Venezia nel settore “Arte e Ambiente” curato da Crispolti. Dal 1976 la sua ricerca si rivolge al rapporto tra parola-immagine-scrittura e alla Poesia Visiva, operando un radicale cambiamento. Il suo lavoro si dispiega per cicli. Dalla fine degli anni Settanta è presente in numerose rassegne di tendenza verbo/visuale in Italia e all'estero. Nel 1976-1977 nascono i Libri d'Artista, luogo privilegiato della sua ricerca. Sono circa 120 i libri in monocopia esposti in rassegne prestigiose in Italia, Portogallo, Germania, Francia, Ungheria, Egitto, ecc. Considerato uno dei massimi esperti del settore, nel 1983 assieme all'artista Fernanda Fedi fonda l'Archivio Libri d'Artista, Laboratorio 66, di Milano, che conta oltre 650 libri d'artista. Divulga la conoscenza di questo media attraverso iniziative culturali, conferenze, mostre e rassegne a carattere internazionale. Il percorso del suo lavoro artistico è oggetto di studio e ricerca. Possiede una ricca bibliografia.

Per BAU 4/5: Opera in tecnica mista in collaborazione con Fernanda Fedi, calligrafie e pigmenti su xerox.

Alfredo Gioventù

Nasce nel 1952 a Sestri Levante, si laurea in lettere moderne e matura un percorso artistico nell’ambito della scultura con materie ceramiche cotte ad alta temperatura. Volgendo il suo interesse al rapporto tra cultura e territorio fonda l’Opificio Ceramico dove realizza opere con un inedito tipo di grès che imita i ciottoli delle spiagge liguri, e indaga le potenzialità comunicative dei linguaggi autonomi leggibili negli archetipi naturali. Nelle sue ultime ricerche analizza i segni bianchi che caratterizzano le arenarie consumate dal mare evidenziandone le possibilità semantiche attraverso la creazione dei litogrammi ceramici.

Per BAU n. 6 "Litogramma ceramico n.1 - Spezzare", frammento ceramico su cartoncino.

Letteria Giuffrè-Pagano

Nata a Messina nel 1977, dopo la maturità artistica si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2000 con una tesi in Estetica, Corpo e rappresentazione. Nel 1998 presenta la sua prima mostra personale Spasmi nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Messina, nel 2000 il suo primo spettacolo come regista, HOR. Nel 1999 fonda il gruppo di ricerca in arti visive e performative Telluris Associati. Partecipa a esposizioni, rassegne e festival in Italia e all’estero, tra i suoi progetti Around the temple presso il Sanskriti Kendra di New Delhi, nel 2004. Vince la terza edizione del premio La Torre Grossa, Festival internazionale del documentario sul religioso a cura della Mediateca Regionale Toscana. Alcune sue opere pittoriche fanno parte di collezioni private. Da qualche anno risiede a Pontedera e collabora con istituzioni, teatri e artisti internazionali per progetti di ricerca in campo artistico-pedagogico.

Per BAU n. 4/5: "Around the Temple", video-collage in dvd su cartoncino con carte e pigmenti.

Fabio Giusti

È nato a Pietrasanta il 17-3-1981 e vive a Viareggio. Diplomato al Liceo Scientifico di Viareggio, studia Lingue e Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Dalla fine del 2002 si è avvicinato alla videoarte ed ha realizzato il suo primo video nel febbraio 2003. Ha all’attivo 9 video ed una collaborazione con Lorenzo Bertolucci e Marco Pampaloni. Nel 2003 crea Art&Video con Gaia Armellino, unendo giovani artisti locali e realizzando eventi “audiovisivi” a Viareggio. Art&Video diventa poi L’ÉléphanTerrible allargando la schiera dei collaboratori e l’impegno, con concerti e altri eventi, aderendo inoltre al progetto Gallerie Comunicanti in Versilia.
Ha partecipato al festival internazionale “CinemAmbiente Environmental Film Festival” nella sezione “Panorama” con Electronotte ed ha ottenuto una segnalazione nella sezione “Videomakers” al Festival di S. Biagio a Cesena con VideOdio, selezionato anche a Cinecittà IFF e Ultracorti FF. Questo è il secondo video animato che realizza con Lorenzo Bertolucci ai pennarelli

Per BAU n.0: Istruzioni per la lettura del VideoCD allegato: Lettore DVD - è sufficiente inserirlo come un normale DVD o VCD, dopodiché effettuare una scelta nel menu (1 o 2). Personal Computer - se si dispone di un programma come WinDVD o simile che permetta la lettura di DVD, è sufficiente aprire il CD dal programma. Altrimenti, esplorare il contenuto del CD da “risorse del computer”, accedere alla cartella MPEGAV, aprire uno dei due files .DAT con Lettore Multimediale di Microsoft o altro software per leggere musica e video.
Per BAU n.1:" Insonnia" racconto con immagine
Per BAU n.2: “DifficolPà”, cortometraggio a disegni animati installato su cartoncino A4. Idea: F. Giusti e L. Bertolucci. Disegni: L. Bertolucci. Montaggio: F. Giusti

Andrea Gobetti

Strisciato al mondo la domenica 30 Marzo 1952 in quel di Torino, capì d’aver trovato la sua strada 14 anni dopo, carponando nella Grotta di Bossea. Tale strada è un labirinto sotterraneo che non l’ha portato da nessuna parte, ma l’ha arricchito d’esperienze inutili quanto straordinarie quali esplorare luoghi sconosciuti, nominarli e progettarne l’ampliamento.
Ha conosciuto uomini straordinari e quest’occupazione pare essergli stata d’ispirazione nel scrivere i suoi libri d’esperienze vissute: Una frontiera da immaginare (Corbaccio, 1976), Le radici del cielo (CDA, 1985), Drammi e diaframmi (Corbaccio, 1996), L’ombra del tempo (CDA Vivalda, 2003). Si è inoltre dedicato con successo alla cripto biologia con la serie di racconti legati al personaggio del professor De Coriolis, diventati sceneggiatura dei film di Marco Preti Il giardino dell’Aepyornis e Sotano e continuati nella pubblicazione per Skira di Animalia Tantum, lussuoso e invendibile escursus sugli animali che abitano la nostra memoria.
Il video lo affascina da quando vien costruito da maneggiare con una mano sola, trasformandolo in breve da inchiostratore a videoteppista; incontra così il luganese Fulvio Mariani, che d’immagini è maestro e i due insieme se la cavano piuttosto bene nello scoprire lo scultore ertano Mauro Corona (L’uomo di legno, 1994), scrittore diventato poi celebre. Non paghi, aspirano a uno sconto generale di pena compiendo e filmando il pellegrinaggio attorno al sacro monte Kaylash in Tibet, La strada di Olmolunring, 1995.
Al fin del secolo morente, il nostro è cacciato per dichiarata incompatibilità con l’analfabetismo sportivo delle riviste alpinistiche su cui scriveva raccontini. Ritorna allora alla speologia a cui scoprendo che le grotte hanno la forma del tempo dedica L’ombra del tempo, prima in libro e quindi in video nel 2004.
All’esterno vive da vent’anni in Lucchesia sulla collina di Matraia, assiduamente richiamato all’azione da Giuliana, qualche centinaio di generosi olivi, Marianna e Stefano che diventan grandi.

Per BAU n.1: Pieghevole con foto, mappa e riflessioni lirico- filosofiche.

Katharina Goldyn

Nata nel 1974 a Tchenstochau in Polonia, vive e lavora dal 1998 a Monaco di Baviera. Si è diplomata presso l’accademia di Belle Arti di Breslau (1994-2000) e ha frequentato lo Studio Zeiler, la più antica e prestigiosa scuola d’arte di Monaco. Ha esposto con frequenza in Germania, Polonia, Austria, Francia. Mostre recenti (2008): Museum of Contemporary UPART, Monaco; Galerie Z-bau e Roter Salon, Norimberga; Kunsthaus Tacheles, Berlino; Galerie BK, Salisburgo.

Per BAU n. 6 "Senza titolo", ramoscelli e interventi grafici su fotocopia.

Gruppo Artium

Nasce a Carrara nell’anno uno/ operativo nella ricerca visiva. Nell’estate due, tre, quattro, Artium è presente alla Chiesa della Torretta di Fosdinovo (MS), luogo scelto dal gruppo per le proprie ricerche.

Per BAU n.1: Titolo dell’Oper.Az.(one) di “Fusione” Solis Et Lunae/Parte uno in A.R.T.I.U.M., in B A U (per una comunicazione preistorica) / (sezione A x 60 esemplari).

Gian Paolo Guerini

È nato toro verso la metà del XX secolo nel sud dell’Europa. Ha studiato dai Gesuiti coltivando una avversione totale verso il dogmatismo, prediligendo incondizionatamente la “via negativa”. Si è laureato in teologia con una tesi su Clowde of Vnknowyng. Ha diretto una ridicola rivista saltuaria ed effimera di materia poetica Théatre Du Silence. È docente di letteratura trascendente presso l’Università dell’Oblio nella terra desolata, dove tiene regolarmente corsi per liberare la scrittura dalla cultura. Vive tra Torino, Roma, Ljubljana con due figli e la loro mamma. Attende paziente che le cose che devono accadere accadano.

Per BAU n.2: “Pietre anali, intrighi e prebende”, 150 pagine singole estratte da un libro

Gumdesign

"Abbiamo avuto due formazioni diverse… ognuno interessato all’inizio a qualcosa che si avvicinava a quello che adesso facciamo; quando Gabriele era piccolo voleva fare le case e credeva che solo gli ingegneri facessero le case… quando Laura era piccola sognava di disegnare per la Walt Disney… in entrambi i casi poi la vita e la conoscenza ha aperto nuove visioni, fino al momento in cui le due strade si sono incrociate... E dalla 'fusione' dei due corpi e delle due menti nasce una nuova realtà che si interessa di progettazione e comunicazione, in senso globale... Filoni guida e maestri... certo... ma diventa tutto così confuso ad un certo punto, si prende qualcosa da qualcuno e qualcos'altro da qualcun'altro... la pop art ma anche il minimalismo... Andy Warhol, Bruno Munari, Achille Castiglioni... e chissà quanti altri."
Fondato nel 1999 dall'architetto Gabriele Pardi e dalla designer Laura Fiaschi, lo studio gumdesign di Viareggio si occupa di architettura, interior design, industrial design, grafica, ideazione ed organizzazione eventi per fiere e spazi espositivi. Dinamicità, trasformabilità e versatilità, ironia e gioco sono le caratteristiche percepibili in ogni progetto affrontato dallo studio.Progettare e sognare procedono insieme, immaginare, ideare, inventare, creare qualcosa di nuovo e proprio... tutto ciò implica una tensione emotiva che altro non è che sogno! (info@gumdesign.it ; www.gumdesign.it)


Per BAU n.1: “L’attendista”, creazione grafica per il racconto omonimo di L. Lazzerini (vedi).
Per BAU n.2: “Una casa cosciente”, cartoncino fustellato per opera-oggetto tridimensionale
Per BAU n. 3 “Maschera”, busta serigrafata con istruzioni per l’uso
Per BAU n. 4/5: "Ultimatum", composizione grafica, stampa su cartoncino.

Elisabetta Gut

Nata a Roma nel 1934 dove risiede. Negli anni ’60 ha svolto attività didattica, di scenografa e regista teatrale. Tra i maggiori rappresentanti della poesia verbo-visiva, ha esposto alla Biennale di Venezia (1978), Biennale di San Paolo (1981 e 1994), X e XI Quadriennale Nazionale di Roma (1977 e 1986), alla Galleria Civica di Arte Moderna di Torino (1998) alla Columbia University (1979,1987), The Museum of Modern Art di New York (1992), The National Museum of Women in the Art, Washington (dal 1987 al 2003), al Centre G. Pompidou di Parigi, al Museo L. Pecci di Prato (2000), Meguro Museum di Tokyo (2000), Museion di Bolzano (2003), in Australia più volte al Festival di Perth, all’Università di Sidney e di Melbourne, al Metronom di Barcellona (1981), a Valencia (1982), alla Biennale di Medelin in Colombia. Hanno scritto sulla sua opera, tra gli altri: M. Bentivoglio, U. Carrega, F. Casorati, E. Crispolti, G. Di Genova, G. Fontana, F. Menna, N. Ponente, M. Vescovo, A. Spatola, E. Miccini.

Per BAU n. 4/5: "Nooot", collage in stampa digitale.