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Agnese
Sabato
Nata a Città del Messico nel 1960, è presidente dell’Associazione
Internazionale Leonardo Da Vinci-Museo Ideale.
Ha studiato Storia Moderna all’Università di Firenze.
Negli anni ’80 ha lavorato nel campo della comunicazione
legata all’informatica e ai beni culturali, operando
in un ambito interdisciplinare fra arte, scienza e nuove
espressioni di creatività; ha praticato esperienze di
arte sociologica (al femminile) e tecnologica (computer
art), poesia, fotografia e mail art. Ha collaborato
con riviste e curato pubblicazioni d’arte. Dal 1992
vive a Vinci dove ha coordinato la fondazione e l’attivazione
del Museo Ideale Leonardo Da Vinci. Da allora ha partecipato
a eventi artistici (dal Giardino di Leonardo
a E-mail Artifax,…) e di “museologia creativa
come arte”. Fa parte degli “Artefici del Museo Ideale”.
Fra le installazioni-eventi (insieme ad Alessandro Vezzosi):
la “Biblioteca del Gigante”, le “Finestre dell’arte”,
il “Labirinto di Leonardo”, il “Sentiero di alberi e
fiori diversi”, “Arte-scienza del volo”, “Utopia”, il
"Nodo infinito di rose".
Per BAU n. 4/5: "Lifting",
stampa su cartoncino argentato e timbro a secco, in
collaborazione con Alessandro Vezzosi.
Per BAU n. 7 "In
ore lupo. Cadavre exquis", stampa digitale
(2009). |
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Fausto
Sabbatini
Trascrizione sotto dettatura: “Mi chiamo Sabbatini
Fausto di anni 47. Mio padre era becchino al camposanto
di Camaiore. Io ho continuato il suo lavoro al Cimitero
Comunale di Viareggio dal 1983. Disegno a tempo perso
quello che vedo.”
“Riflessioni:
intorno ad un morto c’è un silenzio strano
vicino al morto il tempo rallenta, è come frenato
il morto è fermo, più fermo di una pietra
per la vita un morto non esiste”.
Per BAU n.2: Senza
titolo, stampa e grafite su carta con sovrapposizione
di reperti organici in busta. |
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Massimo
Salvoni
Nato a Pontedera nel 1970 vive e lavora a Chianni
(Pi). Attraverso la pratica artistica cerca di promuovere
un’idea di “natura” in senso esistenziale
e metafisico, tentando di cogliere quelle dimensioni
soggettive e percettive che fanno sì che l’uomo
sia un elemento tra gli altri in un ecosistema. Solo
così la natura assume una configurazione esperienziale,
sia individuale che collettiva: la sua “rappresentazione”
diviene strumento per ripensare il mondo a partire dal
proprio vissuto e per ridefinire la propria identità.
Ha partecipato alla III e IV Biennale Giovani Artisti
Palazzo Lanfranchi-Stazione Leopolda, Pisa; Po, Studio
Gennai, Pisa; “...” Spazio Minerva, Montescudaio;
Fiat Voluptas tua, Circolo Culturale Il Gabbiano,
La Spezia; ArteSegnoScrittura, Archivio di
Stato, Pisa; Libri Oggetto, Biblioteca di Filosofia
e Storia, Pisa; Luoghi dell’Utopia, Villa
Borbone, Viareggio; Insulae D”X”,
Istituto Italiano di Cultura, Haifa, Israele; Mini
Books Metamorfosi del libro, Kunstbibliothek, Bayreuth,
Germania.
Per BAU n. 7 "Castri
Clani Arbores", frottage da segni impressi
su carta e terre naturali. |
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Carla
Sanguineti
"Non è solo e non 'soprattutto' artista.
Il suo impegno si è dipanato in ambiti diversi
quali quello dell'Università, della scuola e
della didattica, della letteratura, della difesa della
dignità femminile, con studi e pubblicazioni
tra cui ricordiamo una monografia sulla scrittrice inglese
Mary Shelley. Questa sua attività multiforme
trova il suo senso nel distacco da qualsiasi specifica
carriera e dall'idea di successo come essa si propone
nel sistema codificato dell'arte, a favore di una ricerca
sui margini e sugli interstizi della cultura dominante."
(Angela Vettese)
L'opera di Henry Fussli qui riprodotta è un'illustrazione
del poema di Erasmus Darwin The Temple of Nature
degli ultimi anni del Settecento. Illustra i Misteri
Eleusini in cui la Poesia svela la Dea Madre dai molti
seni e canta la gioia dell'universo e della vita che
è sempre più forte della morte. Carla
Sanguineti ne ha fatto una performance e conferenza
al Festival della Scienza a Genova nel 2007specificandone
il significato di memoria e di invito a un diverso rapporto
con la natura. Nel 2006, sempre nel Festival della scienza,
ha avuto una personale alla Fondazione Garrone, e ha
creato una grande scultura in acciaio, "le stelle",
ponendovi i materiali che sono nelle stelle (acqua ferro
manganese calcio ecc.) e che poi, costituendo il nostro
corpo, si umanizzano.
Per BAU n.2: “Gloria
in mater-ia, gloria in excelsis”, stampa digitale
con intervento calligrafico
Per BAU n. 4/5: "Remember",
stampa digitale con intervento grafico. |
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Fabio
Santin
Zoldano di nascita e veneziano d’adozione è
originario di Casal di Zoldo, patria di Mattio Lovat,
il primo pazzo certificato della storia. Si occupa di
grafica e di editoria, è uno degli ideatori di
ApArte, prestigiosa rivista di cultura libertaria. Con
Marco Riccomini ha realizzato la mostra di fumetti
Utopia a fumetti: le nuvole dell’anarchia,
Prato 2001. È autore dei disegni di Gaetano Bresci:
un tessitore anarchico, MIR edizioni (presentato a Lucca
Comics); Ventotene: storie di confinati, Annexia
Edizioni; Bosco da remi, Venezia nei luoghi
di Hugo Pratt e Venezia: acqua-pietre e pagine,
Edizioni Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
aparte@virgilio.it
Per BAU n. 7 "Per
un novello Bresci", collage su stampa digitale. |
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Sarenco
Nome d’arte di Isaia Mabellini, nato a Vobarno
(Bs) nel 1945. Vive e lavora a Brescia e a Malindi (Kenya).
Poeta, filmmaker, editore, mercante, esploratore, artista
totale. Tra le sue mostre più importanti: Stedeljik
Museum, Amsterdam, 1970; Documenta 5, Kassel, 1972;
Biennale di Venezia, 1972, 1975, 2001; Biennale di Siviglia,
2004; Fondazione Mirò, Barcellona, 2004; Biennale
di Malindi, 2006; Castello Visconteo, Pavia, 2006.
Ha pubblicato 60 libri, realizzato 5 film proiettati
in vari festival (Venezia, Québec, Trento, Montecatini,
Marsiglia, Parigi).
Per BAU 4/5: "To
revolution turn left", poesia visiva in stampa
digitale. |
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Antonio
Sassu
Nel 1977 inizia l’attività artistica ed
espositiva. Fondatore del Gruppo Sinestetico svolge
una intensa attività performativa di ricerca
e sperimentazione nell’ambito dei linguaggi comportamentali,
Fluxus, Situazionista, Lettrista, Semantica Sociale
e Rituale. Nel 1999 redige il Manifesto Sinestetico.
Con il Gruppo Sinestetico partecipa nel 2001 alla 49a
Biennale di Venezia (Bunker Poetico) e all’Harlekin
Art Museum Wiesbaden (Museo Fluxus); alla Biennale di
Londra e MAN Museum di Liverpool (2002); al Video-festival
Museo Mona Detroit of New Art e Biennale di Kyoto, Giappone;
50a Biennale di Venezia “Estra 50” Brain
Academy Apartment (2003); VII Bienal Rio de Janeiro
(2004); Biennale di Hong Kong, Web Biennial Istambul,
RAM Radio Arte Impetus, 51a Biennale di Venezia (ideatore
M. Pistoletto, curatore A. B. Oliva) (2005); Museo Casabianca
Malo, Vicenza (2006); Studio RA, Chi vuole eliminare?
personale Gruppo Sinestetico, Roma, Athens Biennial
07 Artwaveradio, Atene, Grecia, Joseph Beuys, progetto
collaterale 52a Biennale di Venezia (2007).
Per BAU n. 4/5: Collage
su carta, tracce di azioni performative. |
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Alba
Savoi
È nata a Roma dove risiede. Da un inizio figurativo
alla fine del 1977 sposta la sua attenzione al supporto
tessile, pieghe e tagli sulla tela. Data dall’87
l’interesse per la fotografia e la fotocopia,
con serie di xerorilievi e xeroxculture. Ha fondato,
con altri operatori, “Lapsus - Libri d’Artista”,
gruppo di lavoro per l’organizzazione di mostre
di libri d’artista attivo dal 1992 al 1997. Tra
le sue numerose personali: 1986 Roma, Sala 1; 1992 Gubbio,
Palazzo del Capitano; 1995 Perugia, Palazzo dei Priori.
Per BAU n. 6 "Frammento
sgualcito (da Il Ritorno dell’Ofisauro di Gioia
Perrone)", collage su carta con linee a graffite. |
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Arturo
Schwarz
Nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1924. Saggista
e storico dell’arte i cui libri sono stati pubblicati
da alcuni tra i più noti editori italiani (Einaudi,
Feltrinelli, Garzanti, Laterza, ecc.) e stranieri (Gallimard,
Thames&Hudson, Harvard University Press, ecc.),
è anche poeta. Tale attività poetica è
quasi completamente ignorata, nonostante siano stati
pubblicati, nel corso degli ultimi sessanta anni oltre
settanta tra libri e plaquette di poesie. I primi quattro
libri furono scritti in francese e pubblicati ad Alessandria
d’Egitto nel 1945 e a Parigi, da Pierre Seghers,
nel 1951, 1952, 1956. La prima raccolta di poesie in
italiano, Il reale assoluto, risale al 1967.
Tra le raccolte più recenti ricordiamo, Tutte
le poesie, quasi. 1941-2007 (Moretti e Vitali,
Milano 2007), che ottenne il Premio di Poesia Frascati
per l’insieme della sua opera poetica. L’ultima,
L’Utopia necessaria, è appena uscita,
nuovamente per i tipi di Moretti e Vitali.
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", serie di quattro poesie visuali (1973). |
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Gabriele
Semeraro
Nato a Fiesole nel 1992, frequenta il penultimo anno
al Liceo Classico Michelangiolo di Firenze. É
da sempre appassionato di moda in ogni suo ambito, e
ha potuto affinare questa attrazione nel corso di ripetute
visite a Parigi e a Londra, nel corso delle quali ha
potuto approfondire le proprie conoscenze. Di recente
ha frequentato i corsi del Polimoda (International Insititute
of Fashion Design & Marketing) di Firenze.
Per BAU n. 7 "Abito
da sera", cm. 90x60, matita e tecniche miste
su carta, 2010. |
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Giandomenico
Semeraro
Nato a Firenze nel 1959, è titolare della Cattedra
di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti
di Urbino; è inoltre professore a contratto all'Università
di Firenze e alla Scuola di Specializzazione in Storia
dell' Arte dell'Università di Firenze. Storico
e critico d'arte, è stato consulente del Comune
di Carrara per l'arte contemporanea per il 1999 e il
2000, ed è membro del comitato scientifico del
Museo Ken Damy di Fotografia Contemporanea a Brescia.
Impegnato come critico militante ha curato, da solo
e in collaborazione, numerose mostre.
Tra le sue pubblicazioni, si segnalano: Il sistema
contemporaneo delle arti visive, Firenze, Cesati
editore, 1988; Joe Tilson, Le crete senesi,
Siena, Nuova Immagine, 1995; Studi di artisti -
viaggio nell'arte contemporanea in Toscana, Firenze,
Alinea, 1996; 1900-1950 Firenze e i maestri dell'arte
moderna, Firenze, Alinea, 1996; Bianco e Nero
- Maurits Cornelis Escher a Siena, Lucea, Pacini
Fazzi, 1996; Ecce Homo - elogio dell'Altro - un
percorso nell'arte del XX secolo, Firenze, Alinea,
1998; Ben Nicholson - Viaggi in Toscana, Firenze,
Edifir, 1999; L'uomo di marmo - il laboratorio Nicoli
di scultura in Carrara, Carrara, Meiattini, 2000;
Belvedere-Benvedere. Introduzione alla storia dell'arte
moderna e contemporanea, Pisa, Pacini, 2004;
Le parole sull'arte, e non solo. Conversazioni con Tommaso
Paloscia, Pisa, Pacini, 2005; Et in Arcadia
Ego. Guida all'arte contemporanea in Toscana, Pisa,
Pacini, 2005.
Per BAU n.2: “Come
l’arte ai giorni nostri riuscì ad espugnare
la città di Firenze…”, racconto
su pieghevole. |
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Antonella
Serafini
Nel 1983 si laurea il Lettere Moderne presso l'Università
agli Studi di Pisa con una tesi di Storia dell’Arte
su Medardo Rosso. Dal 1985 cura mostre di pittura, scultura,
fotografia in Italia e all'estero. Dal 1992 si occupa
in particolare delle presenze artistiche in Versilia
nel XX secolo sia riferite allo studio del rapporto
fra il marmo e la scultura moderna sia in relazione
alla pittura di paesaggio con pubblicazioni di saggi
in argomento. Nel 2000-2002, su committenza del Comune
di Viareggio, ha elaborato il progetto di ordinamento
e allestimento della costituenda Galleria Comunale d’Arte
Moderna e Contemporanea (GAMC) che accoglierà
una collezione di circa 3000 opere su uno spazio di
4100 mq. Dopo avere curato la redazione di due cataloghi
della GAMC, attualmente sta procedendo al suo allestimento.
Dal 2000 è membro del Comitato Scientifico della
Fondazione Ragghianti di Lucca.
Per l’opera presentata in questa scatola ringrazia
Gian Luca Cupisti e Marco Maffei per la collaborazione.
Per BAU n.0 colloco nella scatola di BAU questo
breve scritto che dal 1992 cerco, senza successo,
di pubblicare.
Per BAU n.1:
“L’intrecciatore”, video ideato
e realizzato in collaborazione con G.L. Cupisti (vedi)
Per BAU n.2:
“7Nord”, racconto su pieghevole
Per BAU n. 3
Poesia ripiegabile.
Per BAU n. 4/5: Stampa
digitale con interventi |
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Barbara
Serdakowski
Nasce in Polonia nel 1964, poeta e scrittrice, vive
a Firenze dal 1996. Cittadina canadese, laureatasi in
traduzione, ha vissuto la sua infanzia in Marocco. Di
recente ha pubblicato Katerina e la sua guerra,
Ed. Robin (2009). I suoi materiali sono presenti in
diverse antologie e in riviste italiane ed estere. Ha
conseguito vari riconoscimenti in concorsi letterari.
barbaraserdakowski@gmail.com
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", braccialetto in tessuto con testo
poetico. |
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Danilo
Sergiampietri
Nato nel 1964, diplomato al Liceo Artistico di Carrara
ed architetto, vive a La Spezia dove si occupa di architettura
e di arte sviluppando una ricerca personale che si muove
lungo la sottile ed instabile linea di confine tra le
due discipline. Nelle sue mostre più recenti
tale percorso viene sperimentato attraverso l’uso
di tecnologie digitali, proprie della rappresentazione
architettonica contemporanea, accanto ad una più
materica reiterazione seriale di oggetti d’uso
comune.
Per BAU n. 6 "Index
des reliques", fittizia catalogazione di reliquie,
sotto forma di ossa, ordinate secondo l’indice
di un non ben identificato testo francese a carattere
religioso. Tutte le ossa utilizzate consistono in diverse
tipologie di cibo per cani. |
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Gianni
Emilio Simonetti
Economista, specializzato in prasseologia e ricerche
motivazionali. È stato condirettore dell’Arcana
Editrice, Roma. Direttore di produzione e amministratore
delegato dell’International Catering srl. Milano.
È consulente per la comunicazione integrata d’impresa
nell’ambito dell’agro-alimentare. Si occupa
di psicologia dell’espressione artistica e di
terapie riabilitative non ortodosse nell’ambito
della clinica psichiatrica. Insegna sociologia presso
lo IED di Milano.
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", lettera e rotella di liquirizia del
costo di Euro 0,03. |
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Lorena
Sireno
Nata a Livorno nel 1955. Interessata alla fusione
di diversi linguaggi espressivi, ha collaborato a progetti
condivisi, per es. col musicista Eugenio Sanna ha realizzato
un’istallazione dentro un autobus di linea (Viaggio
in autoriflessione). Molti sono anche i
progetti e laboratori per bambini, tra cui un’opera
gioco permanente in un parco vicino alla scuola (una
pista per giocare con le biglie chiamata Pista dei sensibili).
Negli ultimi dieci anni ha lavorato spesso in spazi
pubblici con istallazioni site specific nei centri storici
di diverse città italiane. Nel 2004 ha inaugurato
lo Studio 149 a Cascina, suo studio personale e laboratorio
di ricerca dove si propongono mostre e iniziative culturali
che ospitano artisti di varia provenienza (artisti visivi,
attori, musicisti, poeti).
Per BAU n. 6 "Lettere",
scrittura e collage su gommapiuma.
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Andrea
Sozzi
Classe 1975, fotografo, lavora e vive a Cecina. Opera
da anni con la fotografia analogica; la camera oscura
diventa luogo dove l’immagine, già impressionata
in negativo, rivive e si impressiona sulla carta come
fosse disegno, tratto… bianchi e neri. La fotografia
vive nel suo più profondo significato: scrivere
(grafia) con la luce (fotos).
Le foto diventano storie riunite in libri d’artista
come The Black Box, Utopia (progetto Biblioteca Utopica,
Viareggio 2008), Dans le champs de l’observation,
le hazard ne favorise que les esprits préparès
e in installazioni dadaiste come Z Okna Trhlina Na Obloze
2008 Do Kroku Po Mr. H. H. ("Dalla finestra una
crepa nel cielo" nei passi del Sig. H. H.).
Per BAU n. 6 "Theatre
as a Mechanism of Suicide", libretto, audiocassetta
e foto su verbale di Polizia.
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Adriano
Spatola
Nasce a Sapjane nel 1941, muore a Sant’Ilario
d’Enza nel 1988. Studia a Bologna dove nel 1961
pubblica il suo primo libro, Le pietre e gli dei.
La frequentazione dei corsi di Luciano Anceschi è
illuminante. Nel 1962 nasce la rivista Bab Ilu che accoglie,
tra gli altri, scritti di Emilio Villa. Segue l’attività
dei Novissimi e nel ’63 prende parte al Convegno
di Palermo del Gruppo 63. È invitato da Anceschi
a scrivere per Il Verri; collabora a Il Mulino, a Nuova
Corrente e inizia la sua attività di traduttore
dal francese. L’uscita da Feltrinelli, nel 1964
del romanzo L’oblò lo pone al
centro dell’attenzione della critica. Tra il ’64
e il ’67 pubblica la rivista Malebolge, con Vincenzo
Accame, Giovanni Anceschi, Giorgio Celli, Corrado Costa,
Antonio Porta, Nanni Scolari. Si occupa di “poesia
concreta” e “Fluxus”. Nel 1967 con
il fratrello Maurizio fonda la rivista Geiger e omonime
edizioni di poesia, antologia “ipersperimentale”
che introduce in Italia il modello editoriale dell’assembling
press. Catalizzante, l’incontro con Julien
Blaine. Entra nella redazione di Quindici. Pubblica
Verso la poesia totale (Rumma, 1969) e crea la
testata Tam Tam (1972). Pubblica Majakovskiiiiiiij
(1971), Algoritmo (1973) e Diversi
accorgimenti (1975), La composizione del testo
(1978) e con l’editore Ivano Burani inventa Baobab,
prima audiorivista di poesia sonora italiana. Nel 1981
crea con Tommaso Cascella la rivista Cervo Volante,
che dirige fino al n. 11. Partecipa e cura numerose
esposizione, importanti rassegne internazionali e mostre
personali. Molte sono le sue performance, ironiche e
di forte impatto. Il suo corpo, la presenza della sua
voce dominano la scena e assumono talvolta un carattere
sciamanico. Negli ultimi anni, sempre più marcatamente,
Spatola offre al pubblico il poema di sé. Nell’ultima
sua performance, solo due giorni prima della sua scomparsa,
esordisce dicendo: “Mi onoro di questa morte,
farò una marcia funebre sul mio corpo”.
Per BAU n. 7 Bozza
di “Manifesto del Culculismo”, stampa
digitale da originale a matita (1963). Dall’archivio
di Maurizio Spatola. |
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Maurizio
Spatola
Nasce nel 1946 a Stradella (Pavia) e vive a Sestri
Levante. Ha studiato al Liceo Classico “Galvani”
di Bologna, a due passi dalla Osteria di Via dei Poeti,
frequentata dai futuri protagonisti dell’avanguardia
letteraria bolognese. Interrotti gli studi universitari
di filosofia intraprende a Torino la carriera giornalistica.
Ha lavorato a lungo per l’Editrice La Stampa e
in seguito come free lance per diversi periodici. Ha
fondato con il fratello Adriano, nel 1968, le edizioni
Geiger, di cui ha curato le note antologie sperimentali.
Le edizioni Geiger, hanno pubblicato, artigianalmente
e in tirature limitate negli anni ’70-’80,
libri e riviste, la più nota delle quali è
il periodico di poesia Tam Tam, diretto da Adriano Spatola
e Giulia Niccolai. Poesie concrete e visuali di Maurizio
Spatola sono state pubblicate fra il 1967 e il 1972
nell’antologia integrante il libro di Ezio Gribaudo
Il peso del concreto (Torino 1968), nell’antologia
Il gesto Poetico a cura di Luciano Caruso e Corrado
Piancastelli (“Uomini e idee” n. 18, Napoli,
1968) e sulle riviste Chicago Review (USA), Ovum 10
(Uruguay), La Battana e Signal (Yugoslavia), Approches
e Doc(k)s (Francia), Mec, Pianeta, Quindici e Tool (Italia).
Suoi scritti sulla poesia d’avanguardia sono apparsi
su quotidiani e riviste letterarie. Nel 2001 ha perso
l’uso della vista. Nonostante ciò, convinto
che la realtà e l’esistenza stessa siano
il prodotto di un paradosso patafisico, continua ad
occuparsi di poesia e arti visive.
Per BAU n. 7 "Áplomb",
poesia concreta, stampa digitale con intervento (2009). |
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Fausta
Squatriti
È artista visiva, poeta, narratrice. Ha curato
l’edizione di libri a tiratura limitata e multipli,
genere che, nella prima metà degli anni Sessanta,
contribuì a creare e diffondere. Ha esposto in
numerose personali in Italia e all’estero, con
Alexander Iolas a Ginevra e New York, Denise René
a Parigi, con Karin Fesel in Germania, Studio Marconi
e Fondazione Mudima a Milano. Ha insegnato nelle Accademie
di Belle Arti, tenuto seminari a Honolulu alla Università,
conferenze in Israele, Belgio, Francia. Ha curato la
sezione “Colore” alla Biennale di Venezia
nel 1986. Ha creato, con G. Delli Santi, la rivista
Kiliagono, edita da Scheiwiller negli anni Novanta.
Ha fondato con Francesco Leonetti un gruppo teatrale,
ha vinto il premio di Poesia Montale nel 1985. Ha pubblicato
il suo primo romanzo Crampi, Abramo editore, nel 2006.
Ha partecipato con una sala personale alla Esposizione
Internazionale del Libro d'Artista di Mosca, Russia
(2009).
Per BAU n. 6 "Senza
titolo", collage su stampa laser.
Per BAU n. 7 "Coazione
a ripetere", collage di stampa digitale e poesia. |
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Rod
Summers
Nato nel 1943 a Verwood, Dorset, in Inghilterra, vive
a Maastricht, nei Paesi Bassi. Poeta e artista. Lavora
principalmente col suono. Ha studiato presso la Jan
van Eyck Academy of Fine Arts a Maastricht. Usa la penna
stilografica e i computer, registratori a nastro e digitali,
macchina fotografica e pastelli.
www.vecworldservice.net - http://www.en.wikipedia.org/wiki/Rod_Summers
Per BAU n. 6 "The
Theatre of the VEC", opuscolo di 36 pp. con
foto-narrazione.
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Bruno
Sullo
Nato a Pietradefusi (Av) nel 1942, agisce dal 1970
come artista, critico e promotore artistico. Ha fatto
parte dei gruppi Artericerca (1976-1981), Portofranco
(1984-1994); è presidente de La Casa dell’Arte
Progetto multimediale per l’arte visiva (dal 1995):
è tra i fondatori di Zerotre Movimento per l’arte
Effimera (2003); fa parte del Coordinamento Corpus 1
di Zerotre (2005).
Dal 1985 lavora ad un unico tema, quello del confine,
espresso dalla finestra, intorno al quale costruisce
un mondo articolato di ipotesi concettuali, soluzioni
formali ed operazioni linguistiche che gli consente
di attraversare l’arte contemporanea senza perdere
di coerenza né di identità.
Contatti: www.brunosullo.org <http://www.brunosullo.org>
; bruno.sullo@alice.it.
Il lavoro eseguito per BAU 3 fa parte del ciclo delle
Trasparenze: propone l’immagine di una finestra
attraverso cui si individua, per trasparenza, un mondo
complesso e articolato di finestre, a sottolineare,
tautologicamente, il ruolo di confine di cui essa è
simbolo: una finestra che può essere “aperta”
(solo voltando pagina) e dare accesso diretto allo scenario
su cui essa si affacciava.
Per BAU n. 3 “Finestra
su finestre”, acrilici su plastica e cartoncino.
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