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Agnese Sabato

Nata a Città del Messico nel 1960, è presidente dell’Associazione Internazionale Leonardo Da Vinci-Museo Ideale. Ha studiato Storia Moderna all’Università di Firenze. Negli anni ’80 ha lavorato nel campo della comunicazione legata all’informatica e ai beni culturali, operando in un ambito interdisciplinare fra arte, scienza e nuove espressioni di creatività; ha praticato esperienze di arte sociologica (al femminile) e tecnologica (computer art), poesia, fotografia e mail art. Ha collaborato con riviste e curato pubblicazioni d’arte. Dal 1992 vive a Vinci dove ha coordinato la fondazione e l’attivazione del Museo Ideale Leonardo Da Vinci. Da allora ha partecipato a eventi artistici (dal Giardino di Leonardo a E-mail Artifax,…) e di “museologia creativa come arte”. Fa parte degli “Artefici del Museo Ideale”. Fra le installazioni-eventi (insieme ad Alessandro Vezzosi): la “Biblioteca del Gigante”, le “Finestre dell’arte”, il “Labirinto di Leonardo”, il “Sentiero di alberi e fiori diversi”, “Arte-scienza del volo”, “Utopia”, il "Nodo infinito di rose".

Per BAU n. 4/5: "Lifting", stampa su cartoncino argentato e timbro a secco, in collaborazione con Alessandro Vezzosi.
Per BAU n. 7 "In ore lupo. Cadavre exquis", stampa digitale (2009).

Fausto Sabbatini

Trascrizione sotto dettatura: “Mi chiamo Sabbatini Fausto di anni 47. Mio padre era becchino al camposanto di Camaiore. Io ho continuato il suo lavoro al Cimitero Comunale di Viareggio dal 1983. Disegno a tempo perso quello che vedo.”
“Riflessioni:
intorno ad un morto c’è un silenzio strano
vicino al morto il tempo rallenta, è come frenato
il morto è fermo, più fermo di una pietra
per la vita un morto non esiste”.

Per BAU n.2: Senza titolo, stampa e grafite su carta con sovrapposizione di reperti organici in busta.

Massimo Salvoni

Nato a Pontedera nel 1970 vive e lavora a Chianni (Pi). Attraverso la pratica artistica cerca di promuovere un’idea di “natura” in senso esistenziale e metafisico, tentando di cogliere quelle dimensioni soggettive e percettive che fanno sì che l’uomo sia un elemento tra gli altri in un ecosistema. Solo così la natura assume una configurazione esperienziale, sia individuale che collettiva: la sua “rappresentazione” diviene strumento per ripensare il mondo a partire dal proprio vissuto e per ridefinire la propria identità. Ha partecipato alla III e IV Biennale Giovani Artisti Palazzo Lanfranchi-Stazione Leopolda, Pisa; Po, Studio Gennai, Pisa; “...” Spazio Minerva, Montescudaio; Fiat Voluptas tua, Circolo Culturale Il Gabbiano, La Spezia; ArteSegnoScrittura, Archivio di Stato, Pisa; Libri Oggetto, Biblioteca di Filosofia e Storia, Pisa; Luoghi dell’Utopia, Villa Borbone, Viareggio; Insulae D”X”, Istituto Italiano di Cultura, Haifa, Israele; Mini Books Metamorfosi del libro, Kunstbibliothek, Bayreuth, Germania.

Per BAU n. 7 "Castri Clani Arbores", frottage da segni impressi su carta e terre naturali.

Carla Sanguineti

"Non è solo e non 'soprattutto' artista. Il suo impegno si è dipanato in ambiti diversi quali quello dell'Università, della scuola e della didattica, della letteratura, della difesa della dignità femminile, con studi e pubblicazioni tra cui ricordiamo una monografia sulla scrittrice inglese Mary Shelley. Questa sua attività multiforme trova il suo senso nel distacco da qualsiasi specifica carriera e dall'idea di successo come essa si propone nel sistema codificato dell'arte, a favore di una ricerca sui margini e sugli interstizi della cultura dominante." (Angela Vettese)
L'opera di Henry Fussli qui riprodotta è un'illustrazione del poema di Erasmus Darwin The Temple of Nature degli ultimi anni del Settecento. Illustra i Misteri Eleusini in cui la Poesia svela la Dea Madre dai molti seni e canta la gioia dell'universo e della vita che è sempre più forte della morte. Carla Sanguineti ne ha fatto una performance e conferenza al Festival della Scienza a Genova nel 2007specificandone il significato di memoria e di invito a un diverso rapporto con la natura. Nel 2006, sempre nel Festival della scienza, ha avuto una personale alla Fondazione Garrone, e ha creato una grande scultura in acciaio, "le stelle", ponendovi i materiali che sono nelle stelle (acqua ferro manganese calcio ecc.) e che poi, costituendo il nostro corpo, si umanizzano.

Per BAU n.2: “Gloria in mater-ia, gloria in excelsis”, stampa digitale con intervento calligrafico
Per BAU n. 4/5: "Remember", stampa digitale con intervento grafico.

Fabio Santin

Zoldano di nascita e veneziano d’adozione è originario di Casal di Zoldo, patria di Mattio Lovat, il primo pazzo certificato della storia. Si occupa di grafica e di editoria, è uno degli ideatori di ApArte, prestigiosa rivista di cultura libertaria. Con Marco Riccomini ha realizzato la mostra di fumetti Utopia a fumetti: le nuvole dell’anarchia, Prato 2001. È autore dei disegni di Gaetano Bresci: un tessitore anarchico, MIR edizioni (presentato a Lucca Comics); Ventotene: storie di confinati, Annexia Edizioni; Bosco da remi, Venezia nei luoghi di Hugo Pratt e Venezia: acqua-pietre e pagine, Edizioni Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
aparte@virgilio.it

Per BAU n. 7 "Per un novello Bresci", collage su stampa digitale.

Sarenco

Nome d’arte di Isaia Mabellini, nato a Vobarno (Bs) nel 1945. Vive e lavora a Brescia e a Malindi (Kenya).
Poeta, filmmaker, editore, mercante, esploratore, artista totale. Tra le sue mostre più importanti: Stedeljik Museum, Amsterdam, 1970; Documenta 5, Kassel, 1972; Biennale di Venezia, 1972, 1975, 2001; Biennale di Siviglia, 2004; Fondazione Mirò, Barcellona, 2004; Biennale di Malindi, 2006; Castello Visconteo, Pavia, 2006.
Ha pubblicato 60 libri, realizzato 5 film proiettati in vari festival (Venezia, Québec, Trento, Montecatini, Marsiglia, Parigi).

Per BAU 4/5: "To revolution turn left", poesia visiva in stampa digitale.

Antonio Sassu

Nel 1977 inizia l’attività artistica ed espositiva. Fondatore del Gruppo Sinestetico svolge una intensa attività performativa di ricerca e sperimentazione nell’ambito dei linguaggi comportamentali, Fluxus, Situazionista, Lettrista, Semantica Sociale e Rituale. Nel 1999 redige il Manifesto Sinestetico. Con il Gruppo Sinestetico partecipa nel 2001 alla 49a Biennale di Venezia (Bunker Poetico) e all’Harlekin Art Museum Wiesbaden (Museo Fluxus); alla Biennale di Londra e MAN Museum di Liverpool (2002); al Video-festival Museo Mona Detroit of New Art e Biennale di Kyoto, Giappone; 50a Biennale di Venezia “Estra 50” Brain Academy Apartment (2003); VII Bienal Rio de Janeiro (2004); Biennale di Hong Kong, Web Biennial Istambul, RAM Radio Arte Impetus, 51a Biennale di Venezia (ideatore M. Pistoletto, curatore A. B. Oliva) (2005); Museo Casabianca Malo, Vicenza (2006); Studio RA, Chi vuole eliminare? personale Gruppo Sinestetico, Roma, Athens Biennial 07 Artwaveradio, Atene, Grecia, Joseph Beuys, progetto collaterale 52a Biennale di Venezia (2007).

Per BAU n. 4/5: Collage su carta, tracce di azioni performative.

Alba Savoi

È nata a Roma dove risiede. Da un inizio figurativo alla fine del 1977 sposta la sua attenzione al supporto tessile, pieghe e tagli sulla tela. Data dall’87 l’interesse per la fotografia e la fotocopia, con serie di xerorilievi e xeroxculture. Ha fondato, con altri operatori, “Lapsus - Libri d’Artista”, gruppo di lavoro per l’organizzazione di mostre di libri d’artista attivo dal 1992 al 1997. Tra le sue numerose personali: 1986 Roma, Sala 1; 1992 Gubbio, Palazzo del Capitano; 1995 Perugia, Palazzo dei Priori.

Per BAU n. 6 "Frammento sgualcito (da Il Ritorno dell’Ofisauro di Gioia Perrone)", collage su carta con linee a graffite.

Arturo Schwarz

Nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1924. Saggista e storico dell’arte i cui libri sono stati pubblicati da alcuni tra i più noti editori italiani (Einaudi, Feltrinelli, Garzanti, Laterza, ecc.) e stranieri (Gallimard, Thames&Hudson, Harvard University Press, ecc.), è anche poeta. Tale attività poetica è quasi completamente ignorata, nonostante siano stati pubblicati, nel corso degli ultimi sessanta anni oltre settanta tra libri e plaquette di poesie. I primi quattro libri furono scritti in francese e pubblicati ad Alessandria d’Egitto nel 1945 e a Parigi, da Pierre Seghers, nel 1951, 1952, 1956. La prima raccolta di poesie in italiano, Il reale assoluto, risale al 1967. Tra le raccolte più recenti ricordiamo, Tutte le poesie, quasi. 1941-2007 (Moretti e Vitali, Milano 2007), che ottenne il Premio di Poesia Frascati per l’insieme della sua opera poetica. L’ultima, L’Utopia necessaria, è appena uscita, nuovamente per i tipi di Moretti e Vitali.

Per BAU n. 7 "Senza titolo", serie di quattro poesie visuali (1973).

Gabriele Semeraro

Nato a Fiesole nel 1992, frequenta il penultimo anno al Liceo Classico Michelangiolo di Firenze. É da sempre appassionato di moda in ogni suo ambito, e ha potuto affinare questa attrazione nel corso di ripetute visite a Parigi e a Londra, nel corso delle quali ha potuto approfondire le proprie conoscenze. Di recente ha frequentato i corsi del Polimoda (International Insititute of Fashion Design & Marketing) di Firenze.

Per BAU n. 7 "Abito da sera", cm. 90x60, matita e tecniche miste su carta, 2010.

Giandomenico Semeraro

Nato a Firenze nel 1959, è titolare della Cattedra di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino; è inoltre professore a contratto all'Università di Firenze e alla Scuola di Specializzazione in Storia dell' Arte dell'Università di Firenze. Storico e critico d'arte, è stato consulente del Comune di Carrara per l'arte contemporanea per il 1999 e il 2000, ed è membro del comitato scientifico del Museo Ken Damy di Fotografia Contemporanea a Brescia. Impegnato come critico militante ha curato, da solo e in collaborazione, numerose mostre.
Tra le sue pubblicazioni, si segnalano: Il sistema contemporaneo delle arti visive, Firenze, Cesati editore, 1988; Joe Tilson, Le crete senesi, Siena, Nuova Immagine, 1995; Studi di artisti - viaggio nell'arte contemporanea in Toscana, Firenze, Alinea, 1996; 1900-1950 Firenze e i maestri dell'arte moderna, Firenze, Alinea, 1996; Bianco e Nero - Maurits Cornelis Escher a Siena, Lucea, Pacini Fazzi, 1996; Ecce Homo - elogio dell'Altro - un percorso nell'arte del XX secolo, Firenze, Alinea, 1998; Ben Nicholson - Viaggi in Toscana, Firenze, Edifir, 1999; L'uomo di marmo - il laboratorio Nicoli di scultura in Carrara, Carrara, Meiattini, 2000; Belvedere-Benvedere. Introduzione alla storia dell'arte moderna e contemporanea, Pisa, Pacini, 2004; Le parole sull'arte, e non solo. Conversazioni con Tommaso Paloscia, Pisa, Pacini, 2005; Et in Arcadia Ego. Guida all'arte contemporanea in Toscana, Pisa, Pacini, 2005.

Per BAU n.2: “Come l’arte ai giorni nostri riuscì ad espugnare la città di Firenze…”, racconto su pieghevole.

Antonella Serafini

Nel 1983 si laurea il Lettere Moderne presso l'Università agli Studi di Pisa con una tesi di Storia dell’Arte su Medardo Rosso. Dal 1985 cura mostre di pittura, scultura, fotografia in Italia e all'estero. Dal 1992 si occupa in particolare delle presenze artistiche in Versilia nel XX secolo sia riferite allo studio del rapporto fra il marmo e la scultura moderna sia in relazione alla pittura di paesaggio con pubblicazioni di saggi in argomento. Nel 2000-2002, su committenza del Comune di Viareggio, ha elaborato il progetto di ordinamento e allestimento della costituenda Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) che accoglierà una collezione di circa 3000 opere su uno spazio di 4100 mq. Dopo avere curato la redazione di due cataloghi della GAMC, attualmente sta procedendo al suo allestimento. Dal 2000 è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ragghianti di Lucca.
Per l’opera presentata in questa scatola ringrazia Gian Luca Cupisti e Marco Maffei per la collaborazione.

Per BAU n.0 colloco nella scatola di BAU questo breve scritto che dal 1992 cerco, senza successo, di pubblicare.
Per BAU n.1: “L’intrecciatore”, video ideato e realizzato in collaborazione con G.L. Cupisti (vedi)
Per BAU n.2: “7Nord”, racconto su pieghevole
Per BAU n. 3 Poesia ripiegabile.
Per BAU n. 4/5: Stampa digitale con interventi

Barbara Serdakowski

Nasce in Polonia nel 1964, poeta e scrittrice, vive a Firenze dal 1996. Cittadina canadese, laureatasi in traduzione, ha vissuto la sua infanzia in Marocco. Di recente ha pubblicato Katerina e la sua guerra, Ed. Robin (2009). I suoi materiali sono presenti in diverse antologie e in riviste italiane ed estere. Ha conseguito vari riconoscimenti in concorsi letterari.
barbaraserdakowski@gmail.com

Per BAU n. 7 "Senza titolo", braccialetto in tessuto con testo poetico.

Danilo Sergiampietri

Nato nel 1964, diplomato al Liceo Artistico di Carrara ed architetto, vive a La Spezia dove si occupa di architettura e di arte sviluppando una ricerca personale che si muove lungo la sottile ed instabile linea di confine tra le due discipline. Nelle sue mostre più recenti tale percorso viene sperimentato attraverso l’uso di tecnologie digitali, proprie della rappresentazione architettonica contemporanea, accanto ad una più materica reiterazione seriale di oggetti d’uso comune.

Per BAU n. 6 "Index des reliques", fittizia catalogazione di reliquie, sotto forma di ossa, ordinate secondo l’indice di un non ben identificato testo francese a carattere religioso. Tutte le ossa utilizzate consistono in diverse tipologie di cibo per cani.

Gianni Emilio Simonetti

Economista, specializzato in prasseologia e ricerche motivazionali. È stato condirettore dell’Arcana Editrice, Roma. Direttore di produzione e amministratore delegato dell’International Catering srl. Milano. È consulente per la comunicazione integrata d’impresa nell’ambito dell’agro-alimentare. Si occupa di psicologia dell’espressione artistica e di terapie riabilitative non ortodosse nell’ambito della clinica psichiatrica. Insegna sociologia presso lo IED di Milano.

Per BAU n. 7 "Senza titolo", lettera e rotella di liquirizia del costo di Euro 0,03.

Lorena Sireno

Nata a Livorno nel 1955. Interessata alla fusione di diversi linguaggi espressivi, ha collaborato a progetti condivisi, per es. col musicista Eugenio Sanna ha realizzato un’istallazione dentro un autobus di linea (Viaggio in autoriflessione). Molti sono anche i
progetti e laboratori per bambini, tra cui un’opera gioco permanente in un parco vicino alla scuola (una pista per giocare con le biglie chiamata Pista dei sensibili). Negli ultimi dieci anni ha lavorato spesso in spazi pubblici con istallazioni site specific nei centri storici di diverse città italiane. Nel 2004 ha inaugurato lo Studio 149 a Cascina, suo studio personale e laboratorio di ricerca dove si propongono mostre e iniziative culturali che ospitano artisti di varia provenienza (artisti visivi, attori, musicisti, poeti).

Per BAU n. 6 "Lettere", scrittura e collage su gommapiuma.

Andrea Sozzi

Classe 1975, fotografo, lavora e vive a Cecina. Opera da anni con la fotografia analogica; la camera oscura diventa luogo dove l’immagine, già impressionata in negativo, rivive e si impressiona sulla carta come fosse disegno, tratto… bianchi e neri. La fotografia vive nel suo più profondo significato: scrivere (grafia) con la luce (fotos).
Le foto diventano storie riunite in libri d’artista come The Black Box, Utopia (progetto Biblioteca Utopica, Viareggio 2008), Dans le champs de l’observation, le hazard ne favorise que les esprits préparès e in installazioni dadaiste come Z Okna Trhlina Na Obloze 2008 Do Kroku Po Mr. H. H. ("Dalla finestra una crepa nel cielo" nei passi del Sig. H. H.).

Per BAU n. 6 "Theatre as a Mechanism of Suicide", libretto, audiocassetta e foto su verbale di Polizia.

Adriano Spatola

Nasce a Sapjane nel 1941, muore a Sant’Ilario d’Enza nel 1988. Studia a Bologna dove nel 1961 pubblica il suo primo libro, Le pietre e gli dei. La frequentazione dei corsi di Luciano Anceschi è illuminante. Nel 1962 nasce la rivista Bab Ilu che accoglie, tra gli altri, scritti di Emilio Villa. Segue l’attività dei Novissimi e nel ’63 prende parte al Convegno di Palermo del Gruppo 63. È invitato da Anceschi a scrivere per Il Verri; collabora a Il Mulino, a Nuova Corrente e inizia la sua attività di traduttore dal francese. L’uscita da Feltrinelli, nel 1964 del romanzo L’oblò lo pone al centro dell’attenzione della critica. Tra il ’64 e il ’67 pubblica la rivista Malebolge, con Vincenzo Accame, Giovanni Anceschi, Giorgio Celli, Corrado Costa, Antonio Porta, Nanni Scolari. Si occupa di “poesia concreta” e “Fluxus”. Nel 1967 con il fratrello Maurizio fonda la rivista Geiger e omonime edizioni di poesia, antologia “ipersperimentale” che introduce in Italia il modello editoriale dell’assembling press. Catalizzante, l’incontro con Julien Blaine. Entra nella redazione di Quindici. Pubblica Verso la poesia totale (Rumma, 1969) e crea la testata Tam Tam (1972). Pubblica Majakovskiiiiiiij (1971), Algoritmo (1973) e Diversi accorgimenti (1975), La composizione del testo (1978) e con l’editore Ivano Burani inventa Baobab, prima audiorivista di poesia sonora italiana. Nel 1981 crea con Tommaso Cascella la rivista Cervo Volante, che dirige fino al n. 11. Partecipa e cura numerose esposizione, importanti rassegne internazionali e mostre personali. Molte sono le sue performance, ironiche e di forte impatto. Il suo corpo, la presenza della sua voce dominano la scena e assumono talvolta un carattere sciamanico. Negli ultimi anni, sempre più marcatamente, Spatola offre al pubblico il poema di sé. Nell’ultima sua performance, solo due giorni prima della sua scomparsa, esordisce dicendo: “Mi onoro di questa morte, farò una marcia funebre sul mio corpo”.

Per BAU n. 7 Bozza di “Manifesto del Culculismo”, stampa digitale da originale a matita (1963). Dall’archivio di Maurizio Spatola.

Maurizio Spatola

Nasce nel 1946 a Stradella (Pavia) e vive a Sestri Levante. Ha studiato al Liceo Classico “Galvani” di Bologna, a due passi dalla Osteria di Via dei Poeti, frequentata dai futuri protagonisti dell’avanguardia letteraria bolognese. Interrotti gli studi universitari di filosofia intraprende a Torino la carriera giornalistica. Ha lavorato a lungo per l’Editrice La Stampa e in seguito come free lance per diversi periodici. Ha fondato con il fratello Adriano, nel 1968, le edizioni Geiger, di cui ha curato le note antologie sperimentali. Le edizioni Geiger, hanno pubblicato, artigianalmente e in tirature limitate negli anni ’70-’80, libri e riviste, la più nota delle quali è il periodico di poesia Tam Tam, diretto da Adriano Spatola e Giulia Niccolai. Poesie concrete e visuali di Maurizio Spatola sono state pubblicate fra il 1967 e il 1972 nell’antologia integrante il libro di Ezio Gribaudo Il peso del concreto (Torino 1968), nell’antologia Il gesto Poetico a cura di Luciano Caruso e Corrado Piancastelli (“Uomini e idee” n. 18, Napoli, 1968) e sulle riviste Chicago Review (USA), Ovum 10 (Uruguay), La Battana e Signal (Yugoslavia), Approches e Doc(k)s (Francia), Mec, Pianeta, Quindici e Tool (Italia). Suoi scritti sulla poesia d’avanguardia sono apparsi su quotidiani e riviste letterarie. Nel 2001 ha perso l’uso della vista. Nonostante ciò, convinto che la realtà e l’esistenza stessa siano il prodotto di un paradosso patafisico, continua ad occuparsi di poesia e arti visive.

Per BAU n. 7 "Áplomb", poesia concreta, stampa digitale con intervento (2009).

Fausta Squatriti

È artista visiva, poeta, narratrice. Ha curato l’edizione di libri a tiratura limitata e multipli, genere che, nella prima metà degli anni Sessanta, contribuì a creare e diffondere. Ha esposto in numerose personali in Italia e all’estero, con Alexander Iolas a Ginevra e New York, Denise René a Parigi, con Karin Fesel in Germania, Studio Marconi e Fondazione Mudima a Milano. Ha insegnato nelle Accademie di Belle Arti, tenuto seminari a Honolulu alla Università, conferenze in Israele, Belgio, Francia. Ha curato la sezione “Colore” alla Biennale di Venezia nel 1986. Ha creato, con G. Delli Santi, la rivista Kiliagono, edita da Scheiwiller negli anni Novanta. Ha fondato con Francesco Leonetti un gruppo teatrale, ha vinto il premio di Poesia Montale nel 1985. Ha pubblicato il suo primo romanzo Crampi, Abramo editore, nel 2006. Ha partecipato con una sala personale alla Esposizione Internazionale del Libro d'Artista di Mosca, Russia (2009).

Per BAU n. 6 "Senza titolo", collage su stampa laser.
Per BAU n. 7 "Coazione a ripetere", collage di stampa digitale e poesia.

Rod Summers

Nato nel 1943 a Verwood, Dorset, in Inghilterra, vive a Maastricht, nei Paesi Bassi. Poeta e artista. Lavora principalmente col suono. Ha studiato presso la Jan van Eyck Academy of Fine Arts a Maastricht. Usa la penna stilografica e i computer, registratori a nastro e digitali, macchina fotografica e pastelli.
www.vecworldservice.net - http://www.en.wikipedia.org/wiki/Rod_Summers

Per BAU n. 6 "The Theatre of the VEC", opuscolo di 36 pp. con foto-narrazione.

Bruno Sullo

Nato a Pietradefusi (Av) nel 1942, agisce dal 1970 come artista, critico e promotore artistico. Ha fatto parte dei gruppi Artericerca (1976-1981), Portofranco (1984-1994); è presidente de La Casa dell’Arte Progetto multimediale per l’arte visiva (dal 1995): è tra i fondatori di Zerotre Movimento per l’arte Effimera (2003); fa parte del Coordinamento Corpus 1 di Zerotre (2005).
Dal 1985 lavora ad un unico tema, quello del confine, espresso dalla finestra, intorno al quale costruisce un mondo articolato di ipotesi concettuali, soluzioni formali ed operazioni linguistiche che gli consente di attraversare l’arte contemporanea senza perdere di coerenza né di identità.
Contatti: www.brunosullo.org <http://www.brunosullo.org> ; bruno.sullo@alice.it.
Il lavoro eseguito per BAU 3 fa parte del ciclo delle Trasparenze: propone l’immagine di una finestra attraverso cui si individua, per trasparenza, un mondo complesso e articolato di finestre, a sottolineare, tautologicamente, il ruolo di confine di cui essa è simbolo: una finestra che può essere “aperta” (solo voltando pagina) e dare accesso diretto allo scenario su cui essa si affacciava.

Per BAU n. 3 “Finestra su finestre”, acrilici su plastica e cartoncino.