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Anna
Vagliviello detta “Mamma Nannina”
San Nicola la Strada (Ce), 1902-1978. Medium, affabulatrice
di storie popolari e leggende contadine, abile a pronunciare
scioglilingua, filastrocche, scongiuri, formule magiche.
Esperta erborista, conoscitrice di antiche ricette gastronomiche,
pranoterapeuta, dotata di capacità telepatiche.
Malgrado la fragile costituzione fisica, poteva sollevare
pesi considerevoli senza alcuno sforzo. La sua età
indefinita era come ferma a circa cinquanta anni.
Per BAU n. 7 "Senza
titolo", reperti diaristici e colletto in pizzo.
Dall’archivio di Antonino Bove. |
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Antonio
Varàno
Foggia, 1960. Un tempo faceva scalpi, ora vende parrucche.
Per BAU n. 7 "L’ombra
orticaria", stampa su acetato e cartellina
con timbri. |
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Giacomo
Verde
Nasce in provincia di Napoli. Figlio di emigranti cresce
a Empoli e si diploma all’Istituto d’Arte
di Firenze. Migrante, vive a Treviso dall’85 e
a Lucca dal ’98. Negli anni ’70 ha fatto
animazione teatrale, concerti di musica popolare, teatro
di strada e comico. Negli anni ‘80 ha fatto teatro
di ricerca, techno-performances, videoarte, il suonatore
di zampogna, teatro per ragazzi, l’ospite in tv,
computergrafica ed inventa il Tele-racconto. Dai primi
anni ‘90 si occupa di televisione ed arte interattiva,
realtà virtuale, didattica video, telematica,
teoria della comunicazione e si accorge di essere (stato)
un cyberpunk. Inizia il terzo millennio intensificando
l’attività artistico-politica e facendo
il docente di video-teatro in due Accademie. Tutto questo
senza perdere la voglia di fermarsi e l’accento
toscano.
Per BAU n.1:
“120 singoli-multipli da EutopiE per BAU”.
Questa piccola oper’azione fa parte del progetto
aperto EutopiE, che intende creare occasioni di comunicazione
artistica attorno alle difficoltà e alla necessità
di nuove utopie: www.eutopie.net .
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Alessandro
Vezzosi
Nato nel 1950, è originario di Vinci, dove dirige
il Museo Ideale Leonardo Da Vinci. Pittore dal 1964,
nel 1969 entra in rapporto con le neo-avanguardie concettuali
e di architettura radicale. Nel 1972 inizia l’Archivio
Leonardismi e Strumenti-memoria del territorio. Dal
1973 si impegna in un’operatività interdisciplinare,
mercuriale, tra memoria e antropologia, utopia e revêrie,
anche come “arte di far conoscere l’arte”.
“Artista anonimo” e critico d’arte
dal 1976, cura centinaia di mostre, conferenze e pubblicazioni
tradotte in 18 lingue, sull’arte contemporanea
e il design, su Leonardo e sul Rinascimento, da Raffello
a Pratolino e ai “Giardini della Chimera”.
Del 1989 è il primo cd-rom Leonardo. La pittura
digitale. Esperto di museologia creativa, nel 1993
fonda con Agnese Sabato il Museo Ideale Leonardo Da
Vinci, che dal 1997 comprende il “Giardino di
Leonardo e dell’Utopia” e dal 2007 la “Libera
Achademia Leonardi Vinci” e “Leonardo a
Firenze” (nel Museo del Bigallo). Nel 2008 ha
pubblicato Leonardo infinito.
Per BAU n. 4/5 "Lifting",
stampa su cartoncino argentato e timbro a secco, in
collaborazione con Agnese Sabato.
Per BAU n. 7 "Il
giardino di Leonardo e dell'Utopia", stampa
digitale. |
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Roberto
Vidali
È nato a Capodistria nel 1953, sotto il segno
del Sagittario; dal 1955 risiede a Trieste. Dopo aver
compiuto gli studi presso l’Accademia di Belle
Arti di Napoli si è dedicato alla promozione
dell’arte contemporanea. Dal 1975 al 1987 è
stato direttore esecutivo per la sezione arte del Centro
La Cappella di Trieste. Dal 1979 al 1985 ha collaborato
alla pagina culturale del quotidiano Il Piccolo e dal
1980 è direttore editoriale della rivista Juliet.
Ha inoltre firmato svariate pubblicazioni tra cui:
Uhei, uistitì (1988), Bestio! (1993),
Mondino, tauromania (1995), Libellule
(1995), Ascoltatemi! (1997), Onde di formiche
a far filari (1998), Giungla (1999),
No, non è lei (2003). Dal 1991 è
coordinatore per l’attività espositiva
dell’Associazione Juliet nella cui sede ha presentato
innumerevoli artisti: Piero Gilardi, Maurizio Cattelan,
Luigi Ontani, Alberto Garutti, Mark Kostabi, Massimo
Giacon, Aldo Mondino, ecc. Dal novembre 2000 collabora
al mensile NTWK.
Per BAU n.2: “Mamacita
no hai supervivientes”, pieghevole con testi
e disegno autografo |
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Emilio
Villa
Milano, 1914-Rieti, 2003. L’interminata scrittura
di Emilio Villa, che Ruggero Jacobbi definì “un
oceano di esperienza poetica” è, per così
dire, tutt’ora in corso di pubblicazione. Il disegno
presente in BAU 7, da considerare praticamente inedito
oltre che raro per Villa, ne indica la provenienza.
Perspicuo approccio a Villa è oggi il brillante
lavoro di Aldo Tagliaferri, Il clandestino. Vita
e opere di Emilio Villa, Derive Approdi, Roma,
2004.
Per BAU n. 7 "Poesia
ultra parola", opera verbovisuale. Dall’archivio
di Stelio Maria Martini. |
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Alberto
Vitacchio
Vive a Torino dove è nato nel 1942. Come poeta
lineare e visuale ha collaborato a molte riviste ed
è presente in antologie e cataloghi fin dagli
inizi degli anni Settanta. Negli anni seguenti crea
ed esegue performances con Carla Bertola in Italia e
in diverse parti del mondo (Francia, Germania, Irlanda,
Inghilterra, Messico, Cuba, Serbia, ecc.). Parecchi
lavori sono sulla linea della Poesia Azione, altri collegano
la Poesia Sonora a quella che Carla Bertola ha definito
“Poesiteatro”. Da sempre elabora personalmente
i materiali sonori. Con Carla Bertola dirige dal 1978
la rivista multimediale di poesia internazionale Offerta
Speciale. È attivo anche nel campo della creazione
di Libri d’Artista.
Per BAU n. 6 "Senza
titolo", composizione verbovisuale con telaietto
per diapositive. |
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Piero
Viti
Nasce a Volterra nel 1931, vive a Firenze. Dagli anni
Quaranta inizia a svolgere articolate esperienze progettuali
e artistiche nell’ambito del rapporto arte e scienza,
spaziando dalla pittura, alla scultura, al design. Lo
connota un acceso sperimentalismo con opere dal forte
valore semantico che aspirano a comunicare con l’ambiente
esterno seguendo il concetto di socialità dell’arte.
“Per Viti il valore d’immagine è
esponenziale rispetto a un’esperienza di ricerca
sostanzialmente manipolatoria” Enrico Crispolti.
Per BAU n. 6 "La
barca", collage e interventi grafici in busta
trasparente. |
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Rodolfo
Vitone
È nato a Genova nel 1927 dove risiede. Dall’inizio
della sua attività artistica si è interessato
attivamente ai problemi della psicologia dell’immagine,
ai mezzi di comunicazione visiva e ai veicoli di comunicazione
di massa. Dal 1947 al 1950 sperimenta singolari possibilità
di espressione filmica, elabora nuove tecniche fotografiche
sulla scorta delle esperienze di Man Ray e dei surrealisti
cinematografici, partecipa a concorsi internazionali
di cinema sperimentale. La sua prima mostra personale
è a Genova nel 1957. Nel 1958 fonda il “Gruppo
Studio” di Genova. Nel 1963 modifica radicalmente
la sua visione figurativa eliminando completamente il
cromatismo; inizia così la serie delle “anacenòsi”.
Nello stesso anno si reca a Parigi e al ritorno dà
vita alla rivista Marcatrè chiamando a dirigerla
Eugenio Battisti. Nel 1965 inizia, con Ugo Carrega le
pubblicazioni di “Tool, quaderni di scrittura
simbiotica” esposte alla 36.ma Biennale di Venezia.
Da questo momento diventa il propagatore di una linguaggio
singolare tra segno e immagine, tipica della poesia
visiva. Espone queste sue nuove composizioni in importantissime
mostre in Italia e all’estero. Nel 1971 allestisce
a Genova, alla galleria “Pourquoi Pas”,
una “Proposta di incidente” nella quale
sono esposte le più recenti sperimentazioni di
numerosi operatori estetici. Vitone espone installazioni
e grandi tele emulsionate nelle quali i messaggi della
poesia visiva vengono consumati con violenta icasticità.
Numerosissime sono le mostre nazionali e internazionali
alle quali ha partecipato; collabora a riviste, pubblicazioni,
libri d’artista specializzati nell’espressione
verbo-visiva. Di lui hanno scritto Adriano Spatola,
Renato Barilli, Vincenzo Accame, Tomaso Kemeny, Viana
Conti, ecc.
Per BAU n. 3 Senza titolo,
collage poetico
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Andrea
Volpe
Nato a Viareggio nel 1968, laureato in architettura.
Nel 1995 fonda il Gruppo Pitone Firenze collettivo d'arte
urbana. Nel 1996, partecipa con Cliostraat e Stalker
alla esplorazione/deriva delle/nelle periferie nel corso
della Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo di Torino.
Con Brigata Tognazzi nel 2000, costruisce una casa di
policarbonato a Tokyo e nel 2001, in occasione della
Biennale Internazionale di arte giovane di Torino, un
tempio interreligioso in alluminio, in Piazza Reale.
Nel 2002 vince il concorso internazionale di progettazione
per Piazza Mercatale in Prato. Nel 2003 riceve una Fulbright
Fellowship presso l'American Academy in Rome dove presenta
l'installazione Tempietto. Dal 2004 insegna
Progettazione dell'Architettura presso la Facoltà
d'Architettura di Firenze, svolgendo ricerche nel campo
della teoria dell'architettura contemporanea.
Ogni tanto si riposa.
Per BAU n.1:
“Una stanza tutta per me" (piccolo osservatorio
anamorfico per contemplare il mondo), progetto
Per BAU n.2: Senza
titolo, foto (recto) e riflessione torica (verso,
vedi C. Chelotti) plastificati in A4
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